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Scritto da Roberto Pugliese
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Giovedì 21 Marzo 2013 |
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Ermanno Comuzio William Walton - Tra Londra e Ischia tra musica da concerto e musica per film (2013) pagg. 127, Grafital s.r.l. Edizioni, Torre Boldone (BG) www.grafital.it
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Nel 1996 Ermanno Comuzio, “padre” italiano di tutti gli studi di musica cinematografica scomparso il 24 agosto dell’anno passato, fu invitato dall’Istituto per gli Studi Filosofici di Napoli in unione con il circolo “Georges Sadoul” di Ischia a tenere un corso di lezioni sul compositore britannico William Walton e sui musicisti inglesi del ‘900. Non stupisca la collocazione geografica. Walton infatti, nato a Oldham nel Lancashire, nel nord-ovest dell’Inghilterra, il 29 marzo 1902 scomparve proprio a Ischia, nella sua villa di Forio, l’8 marzo 1983: in quell’Italia e in quel Mediterraneo che adorava e che ne avevano non poco influenzato e addolcito l’ispirazione. I testi di quelle lezioni, ampliati e approfonditi, divennero in seguito un libro, sin qui mai edito. Ora la famiglia Comuzio, in segno di omaggio a Ermanno ma anche per ricordarne la passione, la perizia, la competenza e l’amore totale per cinema, musica e teatro, ne ha deciso la pubblicazione, regalandoci non solo una testimonianza analitica preziosa sull’argomento specifico ma un ultimo significativo lascito del suo metodo di studioso e della sua inconfondibile, approfondita eppure colloquiale, “gentile” scrittura (l’istituzione di un “archivio Comuzio” che ne raccogliesse e sistematizzasse tutti gli scritti, i materiali e gli interventi sarebbe un’iniziativa di inestimabile valore).
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Scritto da Roberto Pugliese
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Giovedì 13 Dicembre 2012 |
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A cura di Roberto Giuliani La musica nel cinema e nella televisione (2011) Pagg. 375, € 27.Guerini Studio http://www.guerini.it/
L’interesse della musicologia che definiremo per comodità “ufficiale” (non ne esiste, in realtà, una “ufficiosa”) o più propriamente “colta” (una incolta invece ne esiste, eccome) nei confronti della musica per film è un dato di acquisizione solo recente. Sino a qualche decennio fa, peraltro, tanto nelle riviste di cinema che in quelle di musica gli spazi dedicati a questa specializzazione erano marginali, minimi, approssimativi, spesso supponenti e largamente dilettanteschi. La fiducia e l’interesse verso la valenza estetica della musica per il cinema, per la televisione, e più in generale per la cosiddetta “musica applicata”, sono maturati poco a poco, sulla scia degli studi e delle pazienti analisi e classificazioni di un pioniere come il compianto Ermanno Comuzio, sull’entusiasmo fideistico e indeflettibile di una generazione di collezionisti, poi sulla scorta dei saggi sulla sistematizzazione – storica e teorica - dell’immensa materia affrontata a più riprese da Sergio Miceli, infine con gli approfondimenti storico-estetici di studiosi e appassionati di generazioni successive come, per non citarne che un paio, Sergio Bassetti e Roberto Calabretto.
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Scritto da Roberto Pugliese
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Mercoledì 14 Novembre 2012 |
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Alessandro Tordini Così nuda così violenta - Enciclopedia della musica nei mondi neri del cinema italiano Arcana Edizioni 2012 pp. 383 con 16 pp. di illustrazioni, € 26,50 http://www.arcanaedizioni.com/
«Certi musicologi con la puzza sotto il naso non hanno capito che in futuro, per capire il Novecento, si dovrà fare i conti col cinema, che ne è lo specchio più fedele, e con la sua musica». In questa affermazione di Ennio Morricone, tanto perentoria quanto sacrosanta, posta ad esergo nella quarta di copertina si racchiudono se così si può dire tutta la filosofia e il metodo di questa incredibile, monumentale operazione editoriale costata al suo giovane autore sette anni di lavoro e di ricerche (filmografiche, discografiche, biografiche, iconografiche, bibliografiche) e sfociata in uno strumento assolutamente insostituibile (non c’è sito web che possa competere con un ricercatore selettivo, intelligente, serio e compulsivo…) per indagare dentro un genere – meglio, un contenitore – che si è rivelato fondativo per edificare l’immaginario cinematografico italiano di una generazione; e che nella musica ha avuto la pietra angolare di questo edificio. Di sé l’autore marchigiano, laureatosi con una tesi sulla musica nel cinema italiano di genere, dice di essere cresciuto a musica metal e film horror. Unito alla giovane età, il dato farebbe pensare ad un “fan” febbricitante ed un tantino fondamentalista, dalle passioni incendiate con arroganza e dalla scarsa pazienza filologica.
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Scritto da Roberto Pugliese
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Martedì 26 Giugno 2012 |
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Roberto Calabretto Antonioni e la musica Saggi Marsilio, 2012, pagg. 206, € 20 http://www.marsilioeditori.it/
«Da ragazzo suonavo il violino ma non amo la musica nel film». Al di là dell’evidente assenza di nesso logico fra la prima confidenza e la seconda asserzione, questa frase di Michelangelo Antonioni predispone apparentemente piuttosto male ad un’analisi del ruolo svolto dall’elemento musicale nel suo cinema. A questo primo impatto respingente si sommano ulteriori, ben note prese di posizione del regista ferrarese – sin da quando esercitava l’attività di critico e poi, più tardi, come cineasta – nei confronti di qualunque elemento della sintassi filmica che venisse percepito come “estraneo”, anti-realistico, troppo facilmente emozionale o comunque artificioso rispetto a quella poetica della sottrazione e della rarefazione che è sempre stata l’asse portante della sua opera (sono note anche le invettive di Antonioni contro il doppiaggio, indicato come altro fattore di “falsificazione” e alterazione di una presunta e non ben definibile “essenzialità” o “verità” del racconto filmico).
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Scritto da Roberto Pugliese
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Venerdì 01 Giugno 2012 |
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Gergely Hubai Torn Music - Rejected film scores - A selected history Silman-James Press, Los Angeles (USA), 2012 Pagg.476, $ 24,95 http://www.silmanjamespress.com/
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A Hollywood gira, fra i tanti, un detto: non sei un vero compositore per il cinema se almeno una volta non ti hanno rifiutato una partitura. A ricordarlo, nella prefazione di questo incredibile e imprescindibile, monumentale (anche per dimensioni) volume, è Christopher Young, compositore americano di spicco (e non abbastanza richiesto) della generazione dei cinquantenni, che conosce bene l’argomento essendosi trovato nella sua carriera a ricoprire entrambi i ruoli, sia quello di musicista respinto sia di musicista supplente: veste umiliante quant’altre mai la prima, in cui si vede il proprio lavoro fatto e finito venir buttato via per le ragioni più impensabili e spesso miserande; ruolo imbarazzantissimo il secondo, nel quale un artista è chiamato a prendere il posto di colui che spesso è un collega stimato o addirittura un caro amico.
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Scritto da Alessio Coatto
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Mercoledì 25 Maggio 2011 |
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Mauricio Dupuis Jerry Goldsmith e la musica del cinema americano Collana I LIBRI SAGGI Pagine 288 Prezzo € 15,00 ISBN 978-88-7371-952-6

La pubblicazione in Italia di un libro dedicato a un compositore di musica da film o al mondo delle colonne sonore in genere è, sempre e comunque, occasione di celebrazione fra gli appassionati. Sono pochissimi i testi degni di interesse scritti sull'argomento nel nostro Paese, e non di rado gli autori di questi sparuti sforzi editoriali approcciano la materia con eccessiva cautela, quasi a scusarsi del loro ardire: approfondire, cioè, una pratica compositiva dai più ritenuta indegna di passione e di studio. Il volume scritto da Mauricio Dupuis è un'agile e veloce lettura che si propone di ripercorrere la carriera di uno fra i più importanti compositori americani per il Cinema: il grande Jerry Goldsmith, scomparso nel 2004.
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Scritto da Antonio Marguccio
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Venerdì 24 Settembre 2010 |
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Valerio Venturi Cesare Andrea Bixio. L'attività musicale di Bixio per l'industria cinematografica (1920-1945) Libreria Universitaria.it Edizioni, 2010 (ISBN 978-88-6292-022-3) Pagine 137
Monografia agile e contestualizzata quella che il giornalista Valerio Venturi ha dedicato a Cesare Andrea Bixio (1896-1978), personaggio fondamentale che condensa uno dei massimi momenti di genialità e innovazione della canzone popolare italiana. Per abbozzare la figura di Bixio basterebbe citare solo alcuni dei suoi successi strepitosi, che ancora oggi fanno parte del repertorio collettivo dell'italianità in musica: “Parlami d'amore Mariù”, “Violino tzigano”, “Mamma”, “Quanto sei bella Roma”, etc.
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Scritto da Pietro Rustichelli
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Domenica 30 Agosto 2009 |
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Luigi Giachino Immaginando in Musica - Appunti per registi, musicisti e sonorizzatori (2005) Prefazione di Luis Bacalov Libro + DVD – Collana: Le Muse Pagine 208 - Formato 15x21 - Prezzo: 23 € ISBN 88-89671-00-9

L’interazione suono-immagine è affrontata da una bibliografia ormai molto ampia, ma troppo spesso di difficile fruizione, a causa - di volta in volta - di sbilanciamenti verso aspetti specifici dell’argomento (semiologia, tecnica compositiva, rapporto con dialoghi ed effetti etc.): interessantissimi (quando imprescindibili) trattati di approfondimento tanto alto quanto teorico/retorico e poco concreto.
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Scritto da Federico Capitoni
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Mercoledì 01 Aprile 2009 |
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Sergio Miceli Musica per film – Storia, estetica, analisi, tipologie (2009) Le Sfere. Collana diretta da Luigi Pestalozza (n. 49) Casa Editrice: Ricordi/LIM Pagine 1028 ISBN 9788875928636 Codice NR 140172 Prezzo: 47,00 euro

Rigoroso, sistematico, aspirante a completezza, il libro di Sergio Miceli (probabilmente il maggior studioso in Italia della musica per il cinema), ha un duplice pregio: di essere un buon testo – cosa mai scontata – e di conferire dignità a una “categoria” musicale sempre vista, soprattutto dalle accademie, con sospetto.
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Scritto da Maurizio Caschetto
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Lunedì 19 Gennaio 2009 |
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Musica/Regìa – Il testo sonoro nel cinema italiano del presente: storia e testimonianze (2008) a cura di Luca Bandirali Argo Editore – 160 pp. - euro 15

La letteratura dedicata alla musica cinematografica è sempre stata di non facile reperibilità nel nostro paese. Oltre alla pressochè totale mancanza di traduzioni di importanti testi prodotti da studiosi d'oltreoceano – pensiamo soprattutto alla fondamentale opera di autori come Tony Thomas, Royal S. Brown, Roy Prendergast e Fred Karlin – anche la produzione di critica letteraria nostrana dedicata a questa disciplina è sempre stata oggetto di considerazioni assai meno approfondite (quando non addirittura rasenti la superficialità) rispetto ad altri volti delle arti cinematografiche.
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Scritto da Luca Villari
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Venerdì 06 Giugno 2008 |
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Cristina Cano La musica nel cinema. Musica, immagine, racconto (2002) Gremese Editore pp.235, 14,95 €

Il testo di Cristina Cano, pur non essendo stato pubblicato di recente, merita uno spazio all’interno del nostro sito perché riteniamo possa essere un ottimo strumento di approfondimento per chi si interessi per studio, per lavoro, o per semplice passione alla musica applicata alle immagini.
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