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Interviste
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Scritto da Maurizio Caschetto
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Lunedì 13 Maggio 2013 |
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Exclusive interview with Academy Award-winning Italian composer Dario Marianelli is probably the current film composer who best represents the glorious Italian film music heritage on the international scene. It's not a coincidence if local newspapers and journalists have already saluted him as the "new Ennio Morricone". The honorable title was tacked onto many Italian film composers several times, to the point of becoming almost a too heavy burden. However, going beyond such easy labeling, Marianelli seems in fact the only current Italian film composer to have found a real international dimension comparable to Ennio Morricone and also to that of Nino Rota or Mario Nascimbene. The curious thing is that Marianelli, unlike his predecessors, nurtured his talent and took his very first steps into the film scoring world well outside the Italian borders (he moved to London in 1990 and lives there since then). The success and awards conquered since his big outbreak in 2005 – he won the Academy Award in 2007 for Joe Wright's adaptation of Atonement – encouraged and stimulated the brilliant creativity of the composer, who wrote some impressive scores distinguished by unique dramatic flair (the phenomenal "deconstruction" of Beethoven's music in The Soloist, once again directed by Joe Wright) and very unconventional lyricism (as in the liquid, ''foggy'' melodies of the recent adaptation of Jane Eyre starring Michael Fassbender and Mia Wasikowska). Marianelli is very careful never to fall into easy temptations of predictable symphonic stylings, but also in those of the diatonic minimalism so much in vogue in film music of today. Marianelli defines himself first and foremost a partner, a collaborator and especially an ally of the filmmakers. He's conscious of his role in service of the film, but he doesn't sacrifice being a full-rounded musician, as evidenced by the exceptional score of Anna Karenina, once again reuniting with director Joe Wright and for which he received his third Oscar nomination. In this exclusive interview for ColonneSonore.net, Dario talks about his work for this adaptation of Tolstoy's great classic, his relationship with director Joe Wright and his life as a film composer.
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Interviste
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Scritto da Maurizio Caschetto
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Venerdì 19 Aprile 2013 |
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Nella seconda parte della nostra intervista al produttore discografico Lukas Kendall di Film Score Monthly (la prima parte dell'intervista QUI), parliamo del modo ideale di presentare una colonna sonora su disco, del faticoso lavoro richiesto dai cofanetti multi-disco, del suo rapporto coi collezionisti e della sua visione sul futuro della musica per film e del collezionismo di soundtracks.

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Interviste
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Scritto da Maurizio Caschetto
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Venerdì 19 Aprile 2013 |
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In this second part of our exclusive interview with Film Score Monthly's Lukas Kendall (part 1 available here), he candidly talks about how to best represent a film score on album, the amount of hard work requested by the coveted multi-disc boxsets, his approach with collectors, his years as a magazine editor and his own general view on the future of film music and soundtrack collecting.

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Interviste
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Scritto da Massimo Privitera
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Giovedì 18 Aprile 2013 |
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Una colonna sonora non è un atto individualista del musicista: Intervista esclusiva ai Mokadelic
Colonne Sonore prosegue con le interviste sui generis ai compositori italiani del passato e del presente ponendogli come domande i titoli più importanti della loro filmografia cine-musicale. Questa volta è il turno di un gruppo di giovani talentuosi musicisti, i Mokadelic, che si sono affacciati nel mondo della musica per immagini per il grande schermo nel 2008 con il film di un regista premio Oscar quale Gabriele Salvatores, Come Dio comanda (che gli è valsa la nomination come miglior colonna sonora ai Nastri d'Argento 2009). La loro carriera ha inizio nel 2000 con il nome Moka. Nell’inverno di quell’anno avviene l’incontro tra i quattro membri originari Alessio Mecozzi, Cristian Marras, Alberto Broccatelli e Maurizio Mazzenga, con la conseguente creazione di una serie di improvvisazioni strumentali (Moka e.p.). Nell’inverno del 2002, esce il primo cd autoprodotto “I plan on leaving tomorrow". I brani dell’album sono trasmessi da varie emittenti radiofoniche nazionali e recensiti dalle migliori riviste specializzate e webzine. Nel corso degli anni vari brani sono inseriti in compilation a tiratura nazionale (rivista Rock Star, Cronache da una spirale di Polyester, rivista Losing Today, manifestazione MarteLive, manifestazione Fuoriscena, Clouds della Raise Records) e la band condivide il palco live con gruppi di livello internazionale (Explosions in the sky, Mono, Ulan Bator, Tarentel, Giardini di Mirò etc.).
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Interviste
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Scritto da Maurizio Caschetto
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Domenica 14 Aprile 2013 |
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Negli ultimi dieci anni, i collezionisti di colonne sonore hanno vissuto una vera e propria “era dell'abbondanza”. Se fino a poco tempo prima pareva impossibile vedere pubblicate su CD molte colonne sonore del passato, qualunque collezionista guardi oggi i propri scaffali si renderà velocemente conto che l'enorme quantità (e qualità) di titoli pubblicati negli ultimi anni soprattutto dalle sempre più numerose etichette indipendenti (straniere e italiane) è andata al di là delle più grandi aspettative. Colonne sonore a lungo agognate e desiderate dagli appassionati di tutto il mondo al punto di diventare una vera e propria ossessione sono oggi realtà. Come quasi sempre accade nel mondo del collezionismo di ogni genere e specie (il pezzo unico, la rarità, l'edizione limitata, il titolo che si aspetta da decenni), l'aspetto “filatelico” della faccenda è quello che ci interessa meno. Il lavoro delle varie etichette specializzate è importante soprattutto per il valore storico ed archivistico delle pubblicazioni: si tratta di edizioni preziose, assai curate dal punto di vista produttivo, che rispecchiano l'amore e il rispetto per il lavoro troppo spesso trascurato dei tanti compositori che hanno prestato al cinema la propria arte.
Lukas Kendall, il titolare dell'etichetta indipendente Film Score Monthly, è stato uno dei pionieri di questa nuova età dell'oro del collezionismo di film music (un'era che, come ci dice lui stesso, forse è già arrivata al tramonto). Come molti della sua generazione (classe 1974), la passione per le colonne sonore nasce già in giovanissima età. Il suo spirito avventuriero lo spinge poco più che quindicenne a fondare una newsletter autoprodotta con l'obiettivo di entrare in contatto con altri appassionati come lui negli Stati Uniti e nel resto del mondo per scambiarsi informazioni, opinioni e materiale. Il bollettino si trasforma in poco tempo in una fanzine, ma Lukas ci tiene a dargli il profilo e il tono di una vera e propria rivista professionale. E così nasce Film Score Monthly, la prima rivista americana dedicata alla musica per film. Oltre agli articoli e alle recensioni, cominciano ad apparire interviste ai compositori e contenuti editoriali di spessore. Negli anni dell'università, Lukas redige e pubblica la rivista direttamente dalla sua stanzetta del college. Nel frattempo aumentano i contatti, la tiratura delle copie e l'avvicendamento con l'industria della musica da film hollywoodiana. Divenuta una vera e propria rivista con copertina a colori e contenuti sempre più interessanti, alla fine degli anni '90 Lukas – trasferitosi a Los Angeles – fonda l'etichetta discografica della rivista (da cui prende il nome, FSM) e comincia a produrre una serie di compact disc dedicati a storiche colonne sonore del cinema hollywoodiano. La linea editoriale è assai eccentrica e si concentra soprattutto su titoli poco noti quando non addirittura sorprendenti. Non mancano comunque compositori leggendari e colonne sonore di grande popolarità (qui l'elenco completo di tutte le pubblicazioni). Dopo quasi 15 anni di attività e ben 250 pubblicazioni, Lukas Kendall ha annunciato la chiusura dell'etichetta per concentrarsi sulla sua nuova attività di produttore cinematografico indipendente.
In questa lunga intervista in due parti, Lukas – un appassionato come noi – ci racconta il suo lavoro e la sua storia come produttore discografico in tutti i suoi aspetti: le gioie, le difficoltà, le sorprese e il costante, inflessibile impegno richiesto.
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Interviste
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Scritto da Maurizio Caschetto
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Domenica 14 Aprile 2013 |
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During the last decade, soundtrack collectors have experienced a real age of plenty. Until few years before, seeing many historic film scores released on CD seemed an impossible dream. But any collector who looks today at his or her CD shelves will quickly realize that the huge quantity (and quality) of titles released in recent years by the various independent record labels went beyond the greatest expectations. Film scores long coveted and desired by fans all over the world (to the point of becoming an obsession) are now reality in their hands. As almost always happens in the world of collecting of all kinds, there's an inherent obsessive aspect (the piece, the rarity, the limited edition, the title is expected for decades), but this is not the point. The work of specialty labels is mostly important for its historical and archival value: these wonderful releases reflect the love and respect for the too often overlooked work of many great film composers.
Lukas Kendall, the owner of the independent label Film Score Monthly, has been one of the pioneers of this golden era of soundtrack collecting (an era which, as he tells us, perhaps is already reaching an end). Like many of his generation (born 1974), the passion for soundtracks started at an early age. At 15 years-old, his already adventurous spirit led him to establish a newsletter, in order to get in touch with fans like him in the United States and around the world to exchange information, opinions and material. The bulletin soon morphed into a fanzine, but Lukas was keen to give it the profile and the tone of a real professional magazine. And so was born Film Score Monthly, the first US magazine devoted to film music. In addition to articles and reviews, interviews with composers and thoroughly researched pieces started to appear. During his university years, Lukas prepared and published the magazine directly from his room at the college. Meanwhile, subscriptions and copies circulation increased, as much as contacts and links with the Hollywood film music industry itself. Soon after becoming a real magazine with color cover and even more interesting contents, Lukas - who moved to Los Angeles at the end of the 90s - founded the magazine's record label (from which it takes its name, FSM) and began to produce a series of CDs devoted to historical film scores from Hollywood movies. The production schedule focused mainly on lesser-known, obscure and sometimes even surprising titles, but there are also legendary composers and many scores of great popularity in the catalog (the full list of all releases is available here). After 15 years and 250 titles released, Lukas Kendall announced the end of FSM as he moves on to his new career as an independent film producer (his first feature film, Lucky Bastard, is opening now in the US).
In this long interview (presented in two parts), Lukas - a film score lover like us - tells us about his work and his history as a record producer in all its aspects: the joys, the difficulties, the surprises and the constant, relentless commitment required.
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Reportage
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Scritto da Maurizio Caschetto
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Martedì 26 Marzo 2013 |
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Le magiche note dei Russi in Auditorium con laVerdi
La scorsa settimana (Giovedi 21, Venerdi 22 e Domenica 24 Marzo) il pubblico dell’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo si è lasciato travolgere dall’energia contagiosa e dai colori brillanti del concerto settimanale proposto dall’Orchestra Sinfonica di Milano ‘Giuseppe Verdi’ diretta dal M° Giuseppe Grazioli. Un programma eclettico, tenuto insieme da un importante fil rouge, ovvero l’origine e la provenienza degli autori protagonisti: la grande “Madre Russia”. In cartellone sono state proposte infatti pagine di Igor Stravinskij (la Suite dal balletto Pulcinella), Dimitri Shostakovich (il Concerto n°2 per pianoforte), Sergej Prokofiev (la Suite tratta da Il luogotenete Kijé) e Aram Khachaturian (la Suite da Masquerade). Una selezione variopinta ed entusiasmante, capace di gettare una rinnovata luce su un lascito musicale di grandissima importanza per la storia della musica nel Novecento. E infatti, considerata la materia che trattiamo su queste pagine, è forse arrivato il momento che qualcuno tenti uno studio analitico ed approfondito su quanto la musica Russa di questi autori – a cui vanno aggiunti anche Rimskij-Korsakov, Rachmaninov, Glazunov – abbia avuto ben più di un’influenza sullo sviluppo e l’estetica della musica cinematografica hollywoodiana, probabilmente tanto quanto (se non addirittura di più) quella tardoromantica di matrice mitteleuropea.
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Reportage
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Scritto da Massimo Privitera
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Lunedì 11 Marzo 2013 |
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“Inno alla Libertà” Reportage del concerto “Ridi, Buster, Ridi” di improvvisazione pianistica di Giorgio Gaslini su sequenze filmate di Buster Keaton tenutosi il 10 marzo presso il Teatro dei Filodrammatici a Milano
Un pianoforte, uno schermo bianco, un teatro storico milanese e un compositore contro un comico del muto e viceversa: Giorgio Gaslini vs. Buster Keaton, Buster Keaton vs. Giorgio Gaslini in una lotta alla pari. Un grande compositore e jazzista verso un grande attore comico del Cinema, la Settima Arte si scontra con l’Ottava Arte in una battaglia che dura da tempo: difatti i primi film dell’era del muto venivano accompagnati, durante la proiezione, da pianisti che suonavano opere celebri, canzoni dell’epoca o brani classici più per agevolare, nel buio della sala, la visione agli spettatori stupefatti da quelle immagini in movimento sul telo bianco che per puro accompagnamento.
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Interviste
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Scritto da Massimo Privitera
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Venerdì 08 Febbraio 2013 |
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“Detto” tra Noi Intervista esclusiva a Detto Mariano -il compositore si svela -
Colonne Sonore ha avuto il grande piacere di conversare con il Maestro Detto Mariano, autore di molteplici colonne sonore e canzoni di successo dagli anni ’60 ad oggi. Il Maestro Detto Mariano (nato a Monte Urano, in provincia di Ascoli Piceno, il 27 luglio 1937), frequenta il corso di Composizione presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, inizia giovanissimo a scrivere musica (nel 1957 partecipa al concorso internazionale Viotti) e durante il servizio militare incontra un commilitone che darà una grande svolta alla sua vita artistica e privata: Adriano Celentano (diventeranno infatti stretti collaboratori e molto amici!). Mariano, entrato a far parte in modo rocambolesco del celebre Clan di Celentano, dal 1962 al 1967 collabora alla scrittura ed arrangia tutte le canzoni dei componenti del Clan (e delle sue etichette satellite) riscuotendo enorme successo. Da quei momenti in avanti è tutto in ascesa per Detto, una miriade di arrangiamenti e di canzoni, cura l’orchestrazione e la direzione d’orchestra per cantanti famosi. Ne realizza più di 1400 (come i gol di Pelé dice spesso ironicamente) per, tra gli altri, Mina, Lucio Battisti, Al Bano e Romina Power, Mario Del Monaco, I Nomadi, Bobby Solo, Giuseppe Di Stefano, Milva, Claudio Villa, Edoardo Bennato, Ornella Vanoni, Tony Renis. Contemporaneamente all’attività frenetica di Compositore, Autore di testi, Arrangiatore e Direttore d’Orchestra per diversi Festival italici importanti (Sanremo e non solo!) e Orchestre rinomate (quella Sinfonica della Rai e della Scala di Milano), segue la strada della composizione cinematografica e televisiva, realizzando le colonne sonore per prestigiosi noti registi: Lucio Fulci (Uno strano tipo, 1963), Bruno Corbucci (Delitto al ristorante cinese, 1981 e La casa stregata, 1982) Carlo Vanzina (I Fichissimi, 1981, Eccezzziunale… veramente, 1982, Yuppies giovani di successo, 1986), Maurizio Nichetti (Ratataplan, 1979, Ho fatto splash, 1980), Castellano & Pipolo (Il bisbetico domato, 1980, Asso, 1981, Il ragazzo di campagna, 1985, Il burbero, 1986 per cui si aggiudica il David di Donatello per la migliore canzone originale), Mario Monicelli (Camera d’albergo, 1981), Pasquale Festa Campanile (Qua la mano, 1980, Culo e camicia, 1981), Steno (Sballato, gasato, completamente fuso, 1982), e ancora citando, Mariano Laurenti, Giuliano Carnimeo, Sergio Martino, Flavio Mogherini, Duccio Tessari, etc. etc. etc.
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Interviste
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Scritto da Maurizio Caschetto
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Lunedì 04 Febbraio 2013 |
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Il compositore Joe Kraemer è probabilmente un nome che non dice molto agli spettatori, inclusa una buona fetta di appassionati del genere cine-musicale. Scorrendo il suo curriculum non si trovano in effetti opere di grande successo commerciale, ma colpiscono l'intensità e la varietà della sua produzione: dal 1997 ad oggi ha lavorato su più di 50 titoli tra cortometraggi, documentari, serie televisive e lungometraggi di vario genere. Il titolo che forse qualcuno può ricordare, fino all'avvento di Jack Reacher, è Le vie della violenza (The Way of the Gun, 2000), film diretto dal regista-sceneggiatore Christopher McQuarrie (premio Oscar per il copione de I soliti sospetti) ed interpretato da Benicio Del Toro, Juliette Lewis e James Caan.
Jack Reacher è la prima prova di grande richiamo in cui Kraemer può finalmente mostrare il suo notevole talento al grande pubblico. Basato su un ciclo di romanzi noir dello scrittore Lee Childs, il film mette in scena le gesta di un atipico “raddrizza torti” di nome Jack Reacher, un ex agente della Polizia Militare dell'Esercito Americano che si ritrova – sovente suo malgrado – coinvolto in situazioni da cui tirare fuori d'impaccio poveri malcapitati contro cattivissimi criminali e pericolosi malviventi. Il regista Christopher McQuarrie, autore anche dello script, confeziona un film dal ritmo serrato, ricco di dialoghi brillanti e di sequenze d'azione dirette con polso sicuro, richiamandosi apertamente allo stile e al tono del cinema action americano degli anni '70. Il fido compositore Joe Kraemer – che McQuarrie vuole al suo fianco sin dall'inizio – intravvede così la possibilità di un commento musicale che segua la medesima rotta stilistica, nel solco della tradizione cine-musicale di compositori come David Shire, Jerry Goldsmith, Lalo Schifrin e John Williams. Il risultato è una partitura sinfonica di grande spessore, nella quale Kraemer mostra notevoli doti di fine drammaturgo, soprattutto per l'abilità a gestire con sapienza il posizionamento degli interventi e la densità della scrittura musicale. Un risultato tutt'altro che scontato, soprattutto se si pensa allo stato attuale della cinemusica hollywoodiana in questo genere di film.
Abbiamo parlato con Joe Kraemer e ci siamo fatti raccontare la genesi di questa bella sorpresa cine-musicale di inizio 2013, oltre a scoprire qualcosa in più sulla sua formazione, le sue fonti di ispirazione e le sue personali idee sulla musica applicata.
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Interviste
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Scritto da Maurizio Caschetto
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Lunedì 04 Febbraio 2013 |
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Film composer Joe Kraemer isn't a household name to moviegoers and probably to some film music aficionados as well. Reading through his biographical notes and resume there are not many huge commercial successes, but it's impressive nonetheless to note the intensity and variety of his works: since 1997, he worked on more than 50 titles including short films, documentaries, television series and feature films of various kinds. The single title that someone probably remembers is The Way of the Gun (2000), a film by Christopher McQuarrie (Academy Award winner for the screenplay of The Usual Suspects) starring Benicio Del Toro, Juliette Lewis and James Caan.
Jack Reacher is the first big film in which Kraemer can finally show his considerable talent to the general audience. Based on a series of crime novels written by Lee Child, the film depicts the exploits of an atypical "problem-solver" named Jack Reacher (performed by a convincing Tom Cruise), a former major of U.S. Army Military Police Corps who finds himself - often reluctantly - involved in situations that requests his help to bring out unfortunate victims against vicious criminals and dangerous thugs. Director Christopher McQuarrie (who also wrote the script) packs a fast-paced film, full of witty dialogue and deft action sequences, openly referring to the style and tone of American action movies of the 1970s. Composer Joe Kraemer - whom McQuarrie wanted on board from the start - conceived a musical score that follows the same stylistic route, calling back to the tradition of classic film music by composers such as David Shire, Jerry Goldsmith, Lalo Schifrin and John Williams. The result is an impressive bold symphonic score, in which Kraemer shows remarkable dramatic instincts, especially for the ability to manage wisely the spotting of the music cues and the density of the orchestral writing. It is result far from obvious, especially considering the current state of Hollywood film music for this kind of films.
We talked to Joe Kraemer and about the genesis of this very nice film score surprise, as well as to find out more about his musical background, his sources of inspiration and his personal views on film music.
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Interviste
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Scritto da Massimo Privitera
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Venerdì 25 Gennaio 2013 |
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"Benvenuti" nella mia musica - Intervista esclusiva a Umberto Scipione.
Colonne Sonore prosegue con le sue interviste sui generis ai compositori italiani del passato e del presente incontrando un caro amico e pregevole autore, non solo, di musica applicata alle immagini: Umberto Scipione. Salito alla ribalta con le strapremiate Colonne Sonore dei film di Luca Miniero dal successo al botteghino italiano Benvenuti al Sud ed il seguito Benvenuti al Nord, Scipione frequenta dalla nascita il mondo della musica, nei suoi molteplici aspetti. Docente al Conservatorio di Musica Santa Cecilia di Roma, direttore d'Orchestra, è autore di Colonne Sonore per il cinema, documentari, trasmissioni televisive, spot, sceneggiati radiofonici, canzoni,musica classica e opere didattiche. Ha ricevuto prestigiosi premi e candidature: Nomination al David di Donatello 2011 per la Colonna Sonora del film campione di incassi 2010 Benvenuti al Sud. Doppia Nomination al David di Donatello 2012 per la Colonna Sonora del film campione di incassi 2011 Benvenuti al Nord. Premio Marforio d'oro 2011 per la Musica in Campidoglio. Premio Sonora 2012 per le migliori musiche e la canzone “Sometimes” di Benvenuti al Nord. E’ membro della giuria del David di Donatello e della giuria dell'European Film Academy. Attualmente è Direttore Artistico e fondatore della “Zarvel Music srl” Produzioni e Promozioni Discografiche. Umberto Scipione possiede uno stile semplice (che non vuol dire banale, anzi!), diretto, popolare, chiaramente debitore delle sue origini mediterranee e dei suoi studi classici che fanno sì che differenti stilemi musicali e sonori si mescolino creando composizioni dalle forte connotazioni sinfonico leggere. Nella sua musica si insinuano reminiscenze rotiane, bacaloviane mischiate alla perfezione con quel sinfonismo melodico hollywoodiano tanto caro ai Maestri della commedia Made in USA, vedi Alan Silvestri, Dave Grusin o Marc Shaiman. La passione verace e ragguardevole che mette nel suo lavoro la si può benissimo riscontrare dalle seguenti sincere parole: “Ogni volta che inizio una composizione, mi sforzo di creare qualcosa che resti nella mente e nel cuore dello spettatore, che accompagni e ricordi il film stesso, ma che abbia la forza di una vita autonoma!”
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Interviste
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Scritto da Paolo Eustachi
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Giovedì 27 Dicembre 2012 |
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Incontro con l’artista di The Artist, il compositore premio Oscar Ludovic Bource
Nato nel 1970, Ludovic Bource ha legato il suo nome all’ottava arte attraverso la sua stretta collaborazione con il regista franco-lituano Michel Hazanavicius. All’età di otto anni inizia a suonare la fisarmonica e alcuni anni più tardi riesce ad affermarsi come musicista in diverse manifestazioni culturali, feste e matrimoni. Successivamente frequenta le scuole di musica di Saint – Brieux e Vanne per poi accedere alla Scuola Superiore di Jazz SIM a Parigi. Nel 1995 entra in contatto con Michel Hazanavicius per cui inizialmente compone la musica per tre spot pubblicitari e per il film Mes amies cui fanno seguito i due film di successo della serie OSS 117 (Le Caire nid d’espions, 2006 e Rio ne repond plus, 2009). Collabora inoltre con la Band Svinkels e con il cantautore Alain Bashung e il compositore Kamel Ech-Chek (1963 – 2011). Il grande successo della sua carriera arriva con la colonna sonora scritta per il film muto The Artist, realizzato nel 2011 sempre con la regia di Hazanavicius, cui sono andati i prestigiosi riconoscimenti dei premi Oscar, Cesar e Golden Globe.
Abbiamo incontrato il musicista francese a Cinecittà in occasione della presentazione del suo nuovo Laboratorio di musica per film presso il Centro Sperimentale di Cinematografia.
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Reportage
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Scritto da Massimo Privitera
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Lunedì 17 Dicembre 2012 |
Sonora – Una musica per il Cinema “Quarta edizione” Reportage dell’evento cine-musicale tenutosi a Cosenza l’11 Dicembre 2012 con l’adesione del Presidente della repubblica promosso dall’Accademia Italiana Grandi Eventi
Nel nostro Paese, da diversi anni a questa parte, escludendo i Festival più rinomati e blasonati, sono apparsi dal Nord al Sud diversi eventi dedicati esclusivamente all’Ottava Arte, la musica per immagini, quel meraviglioso (nella stramaggioranza dei casi!) binomio artistico tra pentagrammi e fotogrammi che ha creato dei veri capolavori nella Settima Arte, il Cinema per eccellenza! Alcuni di questi Festival – Premi – Eventi così come sono nati sono contemporaneamente scomparsi nel nulla, durati una sola serata o giornata e sfumati nel vento di false promesse nazionali o regionali di sovvenzioni future o svaniti a causa di poca credibilità e competenza già nell’organizzazione stessa dell’evento (ed il sottoscritto lo afferma con la giustacausa di colui che vi ha partecipato in prima persona da quando Colonne Sonore esiste e persiste!). Pochi sono stati gli eventi che hanno davvero e seriamente dato rinomanza alla musica per film in tutti i suoi aspetti più o meno conosciuti, e il premio “Sonora – Una musica per il Cinema”, alla sua quarta edizione, è uno di questi.
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Reportage
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Scritto da Paolo Eustachi
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Martedì 04 Dicembre 2012 |
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Concerto ad Atina in ricordo di Andreij Tarkovskij
‘L’arte come ricerca dell’assoluto’ è il titolo della giornata di studi dedicata al grande regista russo (1932 – 1986) organizzata lo scorso 30 novembre dall’Università di Cassino in collaborazione con l’Istituto Internazionale A. Tarkovskij di Firenze. La giornata ha avuto inizio a Sora con la presentazione del libro di Tarkovskij, recentemente pubblicato dalla BUR Rizzoli, intitolato ‘La forma dell’anima’ che contiene preziose riflessioni e analisi su regia, cinematografia e arte. La presentazione è stata curata dal Presidente dell’Istituto A. Tarkovskij, Andreij Andrejevich Tarkovskij e dal Prof. Andrea Ulivi, Direttore della casa editrice Edizioni della Meridiana di Firenze, che cura le pubblicazioni dell’Istituto, fra cui ricordiamo ‘Martirologio’, i diari del regista, di cui è prevista a breve una seconda edizione.
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Reportage
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Scritto da Barbara Zorzoli
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Martedì 27 Novembre 2012 |
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Reportage dal Festival di Cannes 2012 (16-27 maggio 2012)
“…so far so good!”
Già, sin qui, ossia sino a questa 65ema edizione del Festival di Cannes, nulla da dire. Tutto è stato assolutamente perfetto. Dodici giorni di puro glamour e di puro fascino di attori come Matthew McConaughey, Reese Witherspoon, David Cronenberg, Walter Salles, Kristen Stewart, Robert Pattinson, Brad Pitt, Ken Loach, Alain Resnais, Tom Hardy, Shia LaBeouf, Jessica Chastain, Nanni Moretti, Ewan McGregor, Matteo Garrone, Robert De Niro, Jennifer Connelly, Marion Cotillard, Bruce Willis, Wes Anderson, Bill Murray, Mia Wasikowska, Isabelle Huppert, Roman Polanski, Nicole Kidman, Clive Owen, Zac Efron, John Cusack, Michael Haneke, Jean-Louis Trintignant, Ben Stiller, Gary Oldman. Ma ha significato anche pellicole, vere e proprie perle cinematografiche. Perciò, ecco a voi i veri protagonisti della kermesse francese, i film.
Ecco il programma completo ed ufficiale del 65esimo Festival di Cannes (16-27 maggio 2012)
Concorso: Moonrise Kingdom, di Wes Anderson De Rouille et d’Os, di Jacques Audiard Holy Motors, di Leos Carax Cosmopolis, di David Cronenberg The Paperboy, di Lee Daniels Killing Them Softly, di Andrew Dominik Reality, di Matteo Garrone Amour, di Michael Haneke Lawless, di John Hillcoat In Another Country, di Sangsoo Hong Taste of Money, di Sangsoo Im Like Someone In Love, di Abbas Kiarostami The Angels’ Share, di Ken Loach Beyond the Hills, di Cristian Mungiu Baad El Mawkeaa (Apres la bataille), di Yousry Nasrallah Mud, di Jeff Nichols Vous N’avez encore rien vu, di Alain Resnais Post Tenebras Lux, di Carlos Reygadas On the Road, di Walter Salles Paradies: Liebe, di Ulrich Seidl Jagten (The Hunt), di Thomas Vinterberg
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Reportage
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Scritto da Barbara Zorzoli
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Venerdì 23 Novembre 2012 |
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Reportage dalla 69ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia 29 agosto - 8 settembre 2012 A picture is worth a thousand words
"A picture is worth a thousand words", già, perché si possono versare fiumi di inchiostro e fiumi di parole per elogiare o criticare questa nuova edizione della Mostra veneziana, ma alla fine, quello che conta sono i film, ovvero le immagini. Giusto per dovere di cronaca, va però detto che la sessantanovesima Mostra D’arte Cinematografica di Venezia ha segnato molti punti di svolta rispetto alle passate edizioni. La più evidente riguarda il ritorno alla direzione di Alberto Barbera che sostituisce Marco Müller – andato a guidare il Festival di Roma –e che aveva già svolto questo compito fra il 1998 e il 2002, quando era stato allontanato, prima ancora che il suo mandato fosse concluso, causa un aspro conflitto con il ministro Giuliano Urbani, all’epoca responsabile del Dicastero Turismo e Spettacolo. Il passaggio di testimone non certifica solo una modifica personale dello stile di direzione, ma identifica due concezioni opposte di quali debbano essere i compiti e gli obiettivi di una grande istituzione cinematografica. Non a caso sin dalla stessa dimensione numerica dei film in cartellone siamo passati da una massa corposa e, per certi versi, culturalmente caotica (si ricordi l’apertura dello scorso anno con Box Office 3D - Il film di Ezio Greggio) a una vocazione attenta alla scoperta di nuovi autori e al sostegno di maestri spesso emarginati all’interno delle stesse cinematografie in cui operano. La Mostra è iniziata con due note contrastanti: una struttura espositiva sobria ed elegante, quale non si vedeva da anni e la presentazione di un paio di film non proprio indispensabili. Iniziamo dal primo aspetto. Il colore dominante è il banco degli edifici riportati a un aspetto presentabile con le facciate ridipinte di fresco e la copertura (parziale) della voragine scavata in vista della costruzione di un nuovo palazzo del cinema, progetto sepolto si spera definitivamente.
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Reportage
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Scritto da Paolo Eustachi
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Martedì 20 Novembre 2012 |
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Un affascinante binomio artistico all'ultimo Roma Film Festival: Kira Muratova e Valentin Silvestrov
Un’edizione finalmente di alto livello del Roma Film Festival, la settima e la prima con la guida del nuovo direttore artistico Marco Mueller. Dopo il ciarpame riversato sulla città eterna nelle precedenti edizioni (con la dovuta eccezione del 2010 in cui sono stati proposti due splendidi lavori come Poll di Chris Kraus e In un mondo migliore di Susanne Bier) l’arrivo di Marco Mueller ha assicurato alla manifestazione la presenza in concorso di lavori firmati da registi di eccelso spessore come Feng Xiaogang, Aleksey Fedorchenko, Kira Muratova, Gabriel e Alan Polski, Jozef e MIchal Skolimowski, Takashii Miike, Enrique Rivero. I due film che ci hanno maggiormente colpito sono stati Aspettando il mare di Bakhtyar Khudojnazarov, che ha inaugurato la manifestazione e La danza di Deli di Yvan Vyrypaev, presentato nella sezione Cinemaxxi. Purtroppo l’edizione 2012 del Festival ha avuto un finale amaro con i più prestigiosi riconoscimenti del Marc’Aurelio e del Gran Premio della giuria assegnati con generale sgomento a due film mediocri quali Marfa girl di Larry Clark e E la chiamano estate di Paolo Franchi.
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Interviste
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Scritto da Massimo Privitera
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Venerdì 16 Novembre 2012 |
La musica per immagini si può considerare al pari di un attore: Intervista esclusiva a Federico Landini
Colonne Sonore nel suo excursus tra le carriere cinemusicali di compositori italiani di ieri e di oggi, tra noti e semisconosciuti, per le sue interviste sui generis ha avuto il piacere di incontrare Federico Landini, che ultimamente ha scritto le musiche per il film commedia di Maurizio Casagrande, Una donna x la vita con Neri Marcoré. Landini, che ad oggi compone per lo più spot televisivi (ne ha all’attivo più di 300, tra i quali Adidas, McDonalds, Agip, Ferrero, Sony, Telecom, Pepsi, Bulgari), ha prestato la sua arte musicale al teatro (con autori quali Antonio Calende, Maurizio Casagrande, Claudia Poggiani e Alberto Bassetti), alla TV, ai documentari (incontrando il grande Maestro Folco Quilici) e sporadicamente al cinema, in ogni caso facendo sì che il suo stile asciutto, concreto, imbevuto di influenze popolari, pop, sperimentali, classiche ed etniche, abbia sempre centrato le tematiche espresse dalle sue committenze.
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Interviste
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Scritto da Massimo Privitera
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Giovedì 15 Novembre 2012 |
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“Il rispetto per l’immagine” è l’undicesimo comandamento per un compositore: Intervista esclusiva a Fabio Frizzi
Colonne Sonore, nel proseguire con le sue interviste sui generis ai compositori italiani di ieri e di oggi, ha avuto l’immenso piacere di scambiare una lunga chiacchierata con un caro amico che ci segue da sempre, il Maestro Fabio Frizzi, il quale ci ha svelato tanti aneddoti in riferimento ai titoli più importanti della sua sterminata carriera di autore di musica applicata, attraverso la quale è venuto a contatto con i nomi più illustri della Settima & Ottava Arte; tra i registi Steno, Luciano Salce, Vittorio Sindoni, Sergio Corbucci e Lucio Fulci, tra i compositori Carlo Rustichelli, Armando Trovajoli, Franco Bixio e Vince Tempera, con gli ultimi due formando fin da giovanissimo il celebre trio Bixio-Frizzi-Tempera. Con il trio, Frizzi (nato a Bologna il 2 luglio del 1951) ha creato temi che oggi ricordiamo ancora per la loro grande cantabilità e poetica semplicità, basti citare i celeberrimi leitmotiv di Fantozzi e Febbre da cavallo. Sia al Cinema che in TV, sia con il trio che in solitaria, ha abbracciato diversi generi cinematografici, lo spaghetti western, il polizziottesco, la commedia, l’horror in tutte le sue derivazioni, l’azione e il dramma. Ha stretto sodalizi duraturi e professionalmente alti, tra cui quello più importante con Lucio Fulci (Sette note in nero è tra quelle partiture talmente riconoscibili e famose che persino Tarantino l’ha utilizzata in un suo film, Kill Bill volume 1!).
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