20 Apr2012
Scritto da Roberto Pugliese . Pubblicato in Cinema
Howard Shore
Hugo Cabret (Hugo, 2011)
Howe Records HWR-1007
20 brani + 1 canzone – durata: 67’45”
La collaborazione tra Howard Shore e Martin Scorsese, iniziata nel lontano 1985 con
Fuori orario (il primo titolo non cronenberghiano cui il compositore canadese prestava la propria opera) ma ripresa con più vigore nel terzo millennio a partire da
Gangs of New York, cade in un momento particolare nella fulgida carriera del 65enne maestro di Toronto. Ricoperto di legittima gloria per la titanica impresa del
Signore degli anelli (e aspettando il prossimo
Lo Hobbit), Shore ha anche acquisito in quella circostanza le stimmate di compositore epico, sontuosamente sinfonico e impressionistico, leitmotivico e rigoglioso: caratteristiche che nessuno gli avrebbe attribuito all’apogeo del suo ultratrentennale sodalizio con David Cronenberg, che ha viceversa individuato in Shore uno dei compositori cinematografici dotati del più profondo, penetrante e incombente sentimento tragico, ma un tragico spesso sommesso, notturno, mai enfatizzato, espresso con un’orchestrazione quasi opaca, cupa, sotterranea, e con scelte armoniche avviluppanti, ambigue, sinistramente indefinite.
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