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06 Apr2021

Estate violenta & La prima notte di quiete

Scritto da Eugenio Tassitano. Pubblicato in Cinema

cover estate prima notte

Mario Nascimbene
Estate violenta/La prima notte di quiete (1959/1972)
Quartet Records QR221
CD 1: 33 brani – Durata: 65’59”
CD 2: 8 brani – Durata: 31’38”



L’incontro fra Valerio Zurlini e Mario Nascimbene risale ai primi cortometraggi realizzati dal regista di origine emiliana. Il loro sodalizio continuò a fasi alterne anche nella stagione maggiore e, questo doppio CD, immortala le colonne musicali di Estate Violenta e La prima notte di quiete, due film tra i più apprezzati di Zurlini.
Dopo la briosa commedia Le ragazze di San Frediano è con il secondo lungometraggio, Estate violenta, che il regista alza notevolmente il tiro, ponendosi all’attenzione della critica come autore di personaggi complessi, in conflitto tra i doveri e le convenzioni sociali e i desideri privati.

La pellicola infatti racconta la dirompente passione tra la vedova di guerra Roberta, una Eleonora Rossi Drago al culmine del suo fascino, e il più giovane studente Carlo, figlio di un gerarca fascista, interpretato da un mostro sacro come Jean-Louis Trintignant, qui agli inizi della carriera. Il sentimento tra i due nasce in un ambiente ostile e avrà come esito una necessaria presa di coscienza.  
Per un film dai temi così importanti Zurlini chiamò l’amico Nascimbene, ormai compositore affermato, uno dei pochissimi musicisti italiani che lavoravano non solo in Italia ma anche con grandi produzioni hollywoodiane.
Nascimbene scrive per il film un tema che riguarda la guerra, un tema per la storia d’amore e altri due temi per i personaggi femminili.
La musica dei titoli di testa dimostra il pragmatico approccio del compositore, che presenta i due argomenti sui quali ruota la vicenda; ne deriva un brano bicefalo, con una prima parte “violenta” dove ascoltiamo uno spietato tamburo militare e l’intervento perentorio degli ottoni, che rappresentano la guerra in corso (siamo a Riccione nell’estate del 1943) e l’urgenza di una presa di posizione mentre, la seconda parte orchestrale, riguarda “l’estate”, ovvero la storia d’amore, con una melodia d’intenso lirismo affidata agli archi; nella cadenza finale torna il tamburo militare.
I suoni che descrivono il conflitto armato torneranno in funzione di leitmotiv ogni volta che la guerra incombe, come nella famosa scena in cui un aereo tedesco sorvola la spiaggia a bassa quota e avviene il primo incontro tra Carlo e Roberta, oppure durante i disordini in città dovuti alla caduta del regime fascista e nella drammatica scena finale.
 Il tema d’amore viene riproposto come leitmotiv durante gli incontri fra i due protagonisti anche nelle versioni più intime di “Primo incontro”, con archi, pianoforte e chitarra classica e della “Scena d’amore”, con archi e chitarra classica.
Il “Tema di Maddalena” prende il nome dalla cognata della protagonista che si rifugia a casa sua per fuggire dai bombardamenti nella sua zona. Il brano è costruito a partire da una suadente melodia modale suonata dal flauto.
Con la “Canzone di Rossana” entriamo in territorio jazzistico con un leitmotiv suonato da sax e tromba che sprigiona una profonda sensualità e una chiara fonte d’ispirazione: l’intramontabile “Petit fleur” di Sidney Bechet. La parte iniziale del brano commenta la scena in cui la ragazza tenta con successo l’approccio amoroso con Carlo, prima che entri Roberta nella sua vita. L’intera traccia è utilizzata in una delle scene più importanti del film, la serata a casa di Carlo, e sarà la colonna musicale del primo bacio con Roberta, sotto gli occhi delusi di Rossana.
Il brano “Bombardamento e finale” combina sapientemente il materiale sonoro presente nei titoli di testa per commentare l’emozionante scena finale.
Fin qui le tracce ufficiali della colonna musicale, ma il CD si avvale di una nutrita schiera di bonus tracks, versioni alternative dei brani principali e altra musica presente nel film.  
Da segnalare innanzitutto la canzone “Temptation” (successo inciso nel 1934 da Bing Crosby) qui cantata da Teddy Reno e arrangiata da Nascimbene, nonché il canto popolare “Sono un povero disertore”, il “Tango” e la canzone “Tango del mare”. Con le tracce “Ballo” e “Ballo 2”, si ritorna al jazz, anzi, allo swing, con il clarinetto assoluto protagonista.
I brani orchestrali sono diretti da una delle grandi certezze di quegli anni, il maestro Franco Ferrara. Con questa colonna musicale Nascimbene vinse il suo secondo Nastro d’Argento (dopo quello ottenuto per Roma ore 11).

Pur essendo un compositore di formazione classica, Nascimbene era aperto a ogni esperienza artistica e, per La Prima Notte di Quiete, firmò uno score totalmente jazz con due fuoriclasse come Maynard Ferguson alla tromba e Gianni Basso al sassofono e al clarinetto.
Ferguson, oltre a una straordinaria carriera concertistica, partecipava già da tempo alle registrazioni per il cinema (ad esempio, in un titolo importante come L’uomo dal braccio d’oro di Otto Preminger), e anche Gianni Basso era un musicista affermato a livello internazionale. La direzione dell’orchestra jazz fu assegnata al M° Roberto Pregadio, in quegli anni attivo anche come compositore per il cinema.
Il film, ambientato in una riviera romagnola grigia e invernale, ha in comune con Estate violenta l’attrazione fra due persone contraria alla morale imperante e conferma Zurlini regista di personaggi tormentati. Daniele Dominici, il professore di liceo interpretato da Alain Delon, e la bella studentessa Vanina, la giovane Sonia Petrova, sono entrambi segnati da dolorose cicatrici interiori e la loro non può che essere una storia destinata a un drammatico finale.  
Nascimbene si muove affidandosi agli ottimi solisti di cui dispone, creando per loro due idee tematiche sulle quali si basa l’intera colonna sonora, fatta eccezione per la digressione realizzata per il viaggio del protagonista. Il tema dei “Titoli di testa” (e le relative variazioni) commenta la solitudine di Daniele, che si riflette nel paesaggio desolato, mentre il “Tema psicologico” entra in gioco durante gli incontri dei protagonisti.
Nel brano “Titoli di testa” sull’incedere compassato della band svetta la tromba cristallina di Maynard Ferguson, quasi un grido lancinante che si sprigiona dall’invernale paesaggio marino in cui si muove il solitario Delon.  
Il “Tema psicologico” fa da sottofondo sin dal primo colloquio tra Vanina e il professore e mira a portare alla luce il sotto-testo, le emozioni dei personaggi; l’ispirato sax di Basso non consente dubbi sul fatto che tra l’allieva e il professore sia nato qualcosa che non potranno ignorare.
“Incontro con Vanina” inizia come una variazione dei “Titoli di Testa”, con la tromba di Ferguson che attacca sempre nel registro acuto e poi subentra il sax di Basso riprendendo il “Tema psicologico”.
“Solitudine di Daniele” è un’altra variazione sul tema dei “Titoli di testa”, versione più sommessa e introspettiva, con i legni che si alternano nelle linee melodiche e preparano l’ingresso finale della tromba.
“Casa abbandonata” è una versione del “Tema psicologico” suonata da un duo clarinetto e pianoforte, con il clarinetto che si muove nel registro più grave.
“Incontro d’amore” ha la stessa struttura di “Incontro con Vanina”, evidente frutto di un’altra session dello stesso brano.
“Viaggio e morte di Daniele” è una scatenata jam cinematica dove Basso e Ferguson duellano a suon di note commentando la corsa in macchina del protagonista. Nella parte centrale resta la band in un sommesso background, poi il brano riprende come l’inizio, con i due musicisti di nuovo in evidenza.
Nell’ultima traccia vengono riproposti il “Tema psicologico” e i “Titoli di testa”.
Nel caso di questa OST mancano i brani di repertorio, crediamo per immaginabili problemi di diritti (ad esempio, sono assenti i brani che ascoltiamo nella scena in discoteca, fra i quali “Domani è un altro giorno” cantata da Ornella Vanoni).
In conclusione, meritoria iniziativa questa edizione in doppio CD, che dona nuova ribalta alla musica di Nascimbene e a due film che continuano a essere molto amati dal pubblico.

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Daniela Bocconi

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