I Am Greta
Rebekka Karijord & Jon Ekstrand
I Am Greta (Id. – 2021)
Oona Recordings
Lato A: 8 brani
Lato B: 7 brani
Questo documentario di Nathan Grossman segue da vicino la nota adolescente svedese Greta Thunberg, attivista per la salvaguardia del clima, nella sua crociata internazionale per convincere la gente ad ascoltare gli scienziati sui problemi ambientali del mondo. Le musiche sono affidate al duo di compositori Rebekka Karijord, norvegese (specialista in colonne sonore documentaristiche) & Jon Ekstrand, svedese (Life: non oltrepassare il limite, Child 44 – Il bambino numero 44 e Morbius). Le corrispondenze con la musica minimale di Glass e di Johann Johansson sono spontaneamente palesi. Apre il lato A del vinile il brano “Tic Toc”, un crescendo atmosferico, come uno scandire del tempo incessante e poco rassicurante, in preparazione del pezzo successivo, “Fridays For Future” per soli archi in levare, circolari e oscillanti, impregnati di quel minimalismo glassiano (avete presente Godfrey Reggio e la Trilogia qatsi?) che trae forza dalla – appunto – circolarità degli strumenti usati in modalità reiterativa, immediata e avviluppante. Allo stesso modo, “Riksgatan” e “Depression”, sempre facendo perno sugli archi orchestrati e diretti dal duo di compositori, che eseguono anche alcuni strumenti, dilatano quel senso di abbandono e determinazione nel perseguire un’idea ben radicata nell’animo, dapprima, e nel cervello, dopo, con accenni tematici lievi e dilatati, che in “Childhood” acquistano un’immaterialità quasi arcaica, col piano ritmico ascendente; una tale rarefazione profonda e incomprensibile che diviene liturgia in note, tra sintetismi dal sapore lontano e ondulazioni di archi tirati a quasi distorcerne il dolce suono naturale, in “The Wind”. A seguire “Nervous Feet” e “Katowice”: se il primo pezzo suona nervoso come il titolo provvede a specificare, il secondo brano sfoggia una qual certa cantabilità (qualcosa dei Coldplay risuona distante!) e una tenerezza consolatoria.
“Fridays For Future (Alternative Version)” esibisce, nel secondo lato di questo 33 giri color verde scuro altamente ecologico (il vinile stesso è stato prodotto con materiale riciclato al 100% e dipinto con inchiostro di provenienza vegana), una nuova versione più mossa nel suo incedere sintetico con gli archi in contrappunto; medesima soluzione nella traccia susseguente “The Movement”, che sullo stile Philip Glass si avvolge su sé stessa, ripetendo all’infinito una cellula leitmotivica ipnotica. Un adagio per violoncello solista e archi, su tappeto synth incorporeo, in “Grief” accresce a poco a poco come una nenia che urla dolore e rancore; “The Ocean” affida il compito al piano ritmicamente magnetico e a suoni rarefatti di inondare l’ascoltatore di sentimenti contrastanti, che divengono linearmente più precisi con l’elettronica ondulante anni ’80 di “The Arrival”. “People Are Waking Up” ripresenta quel tema alla Coldplay apparso in “Katowice” con un andamento eroico deciso, grazie ad un crescendo d’archi, piano, violoncello solista e suoni ‘ambient’ di ineffabile bellezza. Si chiude la OST con “Grief (Credits Version)” in modo liberatorio pur tuttavia lasciando, nella sua dolorosa ascensione per archi, lieve ma definita, una domanda ancora aperta: c’è la faremo a salvare questo nostro Pianeta dal declino egoista e cieco in cui lo stiamo affossando da tempo? Speriamo proprio di SI…anche affidandoci alle parole di Greta e alle musiche di questa score che apre a più di un interrogativo.
