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31 Mar2021

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Frémeaux & Associés

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Frémeaux & Associés

Ritorna la nostra rubrica, di cui siete ampiamente informati sulle sue peculiari caratteristiche, dedicata alle recensioni di partiture o compilazioni di una sola etichetta in particolare, dedita per lo più alle Soundtracks. Di volta in volta la prendiamo in esame con le sue nuove o meno recenti pubblicazioni ma che secondo la nostra redazione sono di enorme interesse per voi affezionati lettori, sempre alla ricerca di intriganti chicche cine-musicali.
La rubrica prende il nome semplicistico ma diretto di ‘Pillole di Note’, ovvero mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che differenziano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile.


E questo mese analizziamo l’etichetta francese Frémeaux & Associés: (https://www.fremeaux.com/):

 

cover georges delerue bandes originales du film

Georges Delerue
Georges Deleure – Bandes originales de films 1959 – 1962 (2021)
Frémeaux & Associés FA 5784
CD 1: 24 brani – Durata: 53’50”
CD 2: 25 brani – Durata: 59’24”



Il premio Oscar Georges Delerue, aggiudicatoselo con la partitura di Una piccola storia d’amore (A Little Romance, George Roy Hill - 1979) – con cinque nomination totali in carriera – è da considerarsi il compositore più drammaturgico e nostalgico del Cinema internazionale. Fin dagli esordi, avvenuti negli anni ’50 come direttore d’orchestra di altrui compositori e loro colonne sonore, il francese Delerue nel medesimo tempo si contraddistinse in composizioni per il teatro, sale da concerto, balletti, spettacoli radiofonici e televisivi, non ultimo nelle musiche per film e documentari, grazie ad una costante levità, un lirismo trattenuto e profondo, una ventilata armonia che si destreggiava tra brani danzanti e pezzi cantabili, sin dal primo ascolto (vedi CD 2 traccia 7 “Vacances” da Jules e Jim).
Edificante la descrizione di Ermanno Comuzio nel suo dizionario “Colonna Sonora”: “Esempi della sua vivacità, del suo senso dello spettacolo, della facilità della sua vena” si possono riscontrare in questa doppia raccolta di sue colonne sonore risalenti al periodo che va dal 1959 al 1962, la ‘fase francese’ della sua straordinaria attività nella musica applicata, prima di trasferirsi in USA a Los Angeles negli anni ’80, implementando la sua carriera in modo vorticoso, componendo per grandi registi e film (nel frattempo anche nel resto dell’Europa), divenendo a tutti gli effetti un pendolare della Film Music, assai richiesto per le sue doti neo-romantiche abbastanza accentuate, con brillanti emissioni meno teoriche e più dinamiche che lo fecero divenire il cantore perfetto, al contempo, di commedie e drammi per nomi quali Oliver Stone (Salvador, Platoon), Herbert Ross (Fiori d’acciaio), Mike Nichols (Silkwood), Norman Jewison (Agnese di Dio), Ivan Reitman (I gemelli), Bruce Beresford (Crimini del cuore), etc. etc. Nel seguente cofanetto si tratteggia questa figura, tra le più imponenti della cinematografia non solo francofona bensì mondiale, con due ore di score dell’Epoca d’oro del cinema d’oltralpe, attraverso le collaborazioni con registi titolati quali François Truffaut (Tirate sul pianista, Jules e Jim) con il quale sviluppò un fecondo connubio, Alain Resnais (Hiroshima mon amour), Pierre Kast (Una ragazza per l’Estate), Georges Lautner (Colpo alla nuca), Philippe De Broca (I giochi dell’amore, Don Giovanni ‘62), Henri Colpi (L’Inverno ti farà tornare), François Villiers (Un filo di speranza), François Reichenbach (Week-end en mer), Henri Fabiani (Le Bonheur est pour demain) e Claude Boissol (Le tre eccetera del colonnello).
Un continuum sonoro che da film in film, da nota in nota, ci mostra un compositore multiforme, che non lo si può ingabbiare solamente nella denominazione comune del “Delerue drammaturgicamente crepuscolare e nostalgico”, anzi dal tratto barocco, bachiano, pomposo, rotiano (autore di casa nostra dal francese molto apprezzato), bandistico, popolare, spumeggiante, ballabile e tenero del cui senso ne travalica il primigenio valore: con Delerue il ‘romance’ diviene ‘neo-romance’. Brani da ascoltare con dovuta attenzione e, direi, quasi astrazione: “Fugue” da Le Bonheur est pour demain e “Valse” da Hiroshima mon amour. Per il resto affidatevi alle cure emozionalmente elevate di questo grandissimo compositore che ci ha lasciati il 20 marzo del 1992 a Los Angeles in California a soli 67 anni.  

cover jazz lecran
              
AA.VV
Le Jazz à l’écran – Hollywood – New York – Paris - Turin 1929 – 1962 (2021)
Frémeaux & Associés FA 5462
CD 1: 22 brani – Durata: 69’45”
CD 2: 22 brani – Durata: 74’55”
CD 3: 25 brani – Durata: 75’53”



Con le canzoni interpretate da Al Jolson il jazz è protagonista assoluto sin dal primo film sonoro del Cinema: Il cantante di Jazz del 1927. Perciò questa forma musicale, che deriva dalla musica afroamericana, e che dagli anni ’20 sino ai giorni nostri, continuativamente sulla cresta dell’onda, ha generato sottogeneri e generi dei più svariati (Early jazz - Acid jazz - Free jazz - Fusion - Progressive jazz - Cool jazz - Hard bop - Jazz-pop - Mainstream jazz - Bebop - Crossover jazz - Swing - Latin jazz - Brazilian jazz - Dixieland - New Orleans jazz - Smooth jazz - Ragtime - Nu jazz - Soul jazz - Jazz-funk - Soul - Funk - Rock and roll - Reggae - Rap), è di un’importanza a dir poco unica e perdurante, a ragion veduta.
E la Mecca dei Sogni, la Settima Arte, l’ha corteggiata già col passaggio dal muto al sonoro e non l’ha più abbandonata, dopo averla sedotta (citando Pietro Germi) in molte occasioni sul grande e piccolo schermo per commentare le narrazioni nei generi più differenti, in special modo film comici, noir e polizieschi. In questo sorprendente cofanetto di tre CD di brani originali tra canzoni e scores, della durata totale di oltre tre ore ed una sessantina di pellicole ritratte (contenente pure un libretto di 36 pagine), si va dal 1929 (per capirci, da pellicole storiche quali Alleluja!, Il re del jazz, Hollywood Hotel, La città del jazz e via elencando) al 1962 (Un tram che si chiama desiderio, L’uomo dal braccio d’oro, Il selvaggio, Piombo rovente, Ascensore per il patibolo, Fino all’ultimo respiro, e così via), toccando tutti i vertici di questo genere colto – considerato tale solo dopo gli anni settanta – e connesse trame visive.
Per chi ama il Jazz e i suoi più rispettabili interpreti e compositori, non dovrà per nulla al mondo farsi scappare l’acquisto di questo (tradotto in italiano) “Jazz sullo schermo - Hollywood - New York - Parigi - Torino 1929-1962”, con performance al fulmicotone e virtuosistiche da pelle d’oca di, in ordine puramente sparso, Benny Goodman, Glenn Miller, Duke Ellington, Fats Waller, Louis Armstrong, Cab Calloway, Billie Holiday, Ella Fitzgerald, Peggy Lee, Miles Davis, Serge Gainsbourg, Stan Getz, Shorty Rogers, Shelly Manne, etc. etc. e colonne sonore originali di Henry Mancini, Michel Legrand, Martial Solal, Alex North, Johnny Mandel, Elmer Bernstein, Leith Stevens, Alexander Courage, etc. etc.         

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Daniela Bocconi

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