Pillole di Note: Focus sull’etichetta La-La Land Records

Pillole di Note: Focus sull’etichetta La-La Land Records
Colonne Sonore si ripresenta questo mese con la rubrica, che oramai vi stuzzica non poco, di recensioni di partiture o compilazioni di una sola etichetta in particolare, specializzatasi in Soundtracks. Ogni volta ne prendiamo in esame le nuove o meno recenti pubblicazioni ritenute dalla nostra redazione assai interessanti per voi bramosi lettori e collezionisti accaniti di invitanti chicche cine-musicali.
La rubrica prende il nome semplicistico ma diretto di ‘Pillole di Note’, ovvero mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che differenziano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile.
E questo mese rianalizziamo l’etichetta americana La-La Land Records: (https://lalalandrecords.com/):

Christopher Lennertz
The Boys (Id. - 2019)
La-La Land Records LLLCD 1546
CD 1: 25 brani – Durata: 42’55”
CD 2: 25 brani – Durata: 43’37”


Christopher Lennertz
The Boys – Stagione 2 (Id. - 2020)
La-La Land Records LLLCD 1549
31 brani – Durata: 58’39”

Christopher Lennertz è un vero esperto di commenti seriali (leggete nostra intervista), passando con disinvoltura da un genere all’altro, prediligendo più quelli sci-fi/horror, come nel caso di questa serie ultra violenta e sanguinaria, oramai giunta alla seconda stagione, con colpi di scena a raffica, in cui si ipotizza che i supereroi, vere Star multimediali, in realtà sono il peggio del peggio, umanamente, che si possa immaginare; per questo contrastati da un gruppo di vendicativi scapestrati, seppur armati sino ai denti, detti per l’appunto “The Boys”, che vogliono smascherare le loro malefatte dietro la parvenza di protettori dell’umanità. Lo score di Lennertz che aveva già composto, in associazione con Jay Gruska, per il produttore e ideatore di questa serie, Eric Kripke, le colonne sonore della serie horror cult Supernatural, sono un poderoso e riuscito mix di sonorità grunge, metal, industrial, rock e sinfoniche alla Zimmer, che racchiuse in tre CD dalle due stagioni, tengono in tensione, martellando ed enfatizzando epicamente l’ascoltatore – vedi brani quali “Hughie Trashes Room”, “Dock Patrol”, “I’m the Hero”, “Meeting Blindspot”, “Homelander’s Speech”, “Subway Chase”, “Homelander in Hallway” e le canzoni “Never Truly Vanish” con la voce country folk di Erin Moriarty (l’eroina buona e lucente Starlight) e “Faster” interpretata dall’eroe super veloce A-Train, l’attore di colore Jessie T. Usher e da Aimée Proal. Pacchetto completo dei due album messi alle stampe da prendere in blocco, per goderne le svariate atmosfere compositive sempre ‘Super’ (molte delle quali rimandanti a quelle altrettanto ottime e impattanti di Supernatural).

Leo Birenberg & Zach Robinson
Cobra Kai – Stagione 2 (Id. - 2019)
La-La Land Records LLLCD 1541
45 brani – Durata: 78’08”


Leo Birenberg & Zach Robinson
Cobra Kai – Stagione 3 (Id. - 2021)
La-La Land Records LLLCD 1553
CD 1: 35 brani – Durata: 75’07”
CD 2: 20 brani – Durata: 33’22”

Del ‘dinamico duo’ di compositori Leo Birenberg & Zach Robinson (per citare il vecchio motto della serie e del fumetto di Batman & Robin) delle colonne sonore dello spinoff di Karate Kid, Cobra Kai, giunto alla terza stagione, ne avevamo già ampiamente parlato nella recensione del primo album della serie (leggi qui). E tutto quello che avevamo espresso entusiasticamente in quell’occasione, viene riconfermato all’ascolto di questi due nuovi album con tre CD in totale di musiche iperboliche, energiche, citazioniste e perfettamente confezionate dai due giovani autori, che pescano a piene mani negli stilemi anni ‘80 di Giorgio Moroder, Harold Faltermeyer e ovviamente Bill Conti, colui che ha creato il mitico sound della saga del Maestro Miyagi e del suo allievo Daniel LaRusso (qui recuperando i suoi temi del primo dei quattro film prodotti dal 1984 al 1994). Tra rock, pop, dance, sintetismo, sinfonismo e ambient si dipanano paesaggi che fanno gasare e riflettere al contempo e che portano il sottoscritto a non citare un brano piuttosto che un altro, perché tutti quanti un flusso creativo dal grande appeal. Score consigliatissime per chi è rimasto ancorato alle iconiche colonne sonore degli anni ottanta.

Bear McCreary
Freaky (Id. - 2020)
La-La Land Records LLLCD 1555
20 brani – Durata: 69’07”

Una giovane ragazza avvenente scambia il suo corpo con un serial killer e si rende conto troppo tardi che ha solo 24 ore per tornare quella che era, prima di rimanergli intrappolata definitivamente. Bear McCreary sa come confezionare una ‘scary score’ – ad esempio le sue nefandezze sonore efficacissime ed elaboratissime per la serie The Walking Dead, La bambola assassina il remake, Auguri per la tua morte, The Boy – che in questo frangente rammenta certe soluzioni tematiche e di orchestrazioni alla Jerry Goldsmith della saga de Il presagio o alla Roque Baños del remake de La casa. Tracce quali “The Killing Starts”, “Char Car Chase”, “Kitchen Combat” e “Freaky Credits” ne sono la massima espressione, grazie anche alla performance al cardiopalma della Budapest Scoring Orchestra, in cui si fa notare a gran voce il tema portante ondivago e animalesco.

Larry Groupé
The Outpost (Id. - 2019)
La-La Land Records LLLCD 1537
17 brani – Durata: 43’42”

Una piccola squadra di soldati statunitensi combatte contro centinaia di combattenti talebani in Afghanistan. Un action dramma con Orlando Bloom e Scott Eastwood, tratto da una storia vera, con lo score sinfo-elettronico atmosferico del plurinominato compositore statunitense (classe 1957) Larry Groupé (una settantina di partiture all’attivo), che in più punti ricorda trovate tipicamente da sound design, con accenni di un leitmotiv per archi dal timbro addolorato e sconfortante (“Theme for the Rank and File”), di Zimmer per Blade Runner 2049, Dunkirk e la saga de Il cavaliere oscuro (“Run!”, “Phone Home”, “Keating Dies”). Sentendo la OST sembra fin da subito di trovarsi dalle parti di una ‘Scary Music’ ipertrofica e moderna piuttosto che in pieno film di guerra. Unico pezzo fuori dal coro, la canzone interpretata da Rita Wilson, “Everybody Cries”, inno ai caduti in forma di ballad folk struggente e commovente.

Jerry Goldsmith
Il colonnello Von Ryan/La caduta delle aquile (Von Ryan’s Express/The Blue Max – 1955/1966)
La-La Land Records LLLCD 1544
CD 1: 43 brani – Durata: 79’36”
CD 2: 31 brani – Durata: 75’51”


Jerry Goldsmith
Inchiesta pericolosa/Carta che vince, carta che perde (The Detective/The Flim-Flam Man – 1968/1967)
La-La Land Records LLLCD 1545
43 brani – Durata: 79’36”

Quattro volte Jerry! Quel grande genio assoluto di Goldsmith, all’anagrafe Jerrald King Goldsmith (Pasadena, 10 febbraio 1929 – Beverly Hills, 21 luglio 2004), compositore e direttore d’orchestra americano, che ci ha consegnato capolavori quali Il pianeta delle scimmie, Alien, Capricorn One, la trilogia de Il presagio (il primo film del 1976, suo unico Oscar in carriera), Chinatown, Star Trek – Il film, Poltergeist, Sotto tiro, Rambo, Il vento e il leone, Basic Instinct e Papillon, viene tributato dall’etichetta in esame con due CD contenenti ben quattro sue partiture da metà cinquanta ai fine sessanta.
Due pellicole di guerra e due action/crime con Star di Hollywood come Frank Sinatra, George Peppard, George C. Scott, James Mason e Ursula Andress, ossia Il colonnello Von Ryan, La caduta delle aquile, Inchiesta pericolosa e Carta che vince, carta che perde. Come ebbe a scrivere il critico cine-musicale Ermanno Comuzio nel suo dizionario “Colonna Sonora”: “Entusiasta, dinamico, grande lavoratore, Goldsmith predilige da un lato ritmi forti e accentuazioni vigorose (film d’azione e di guerra), e dall’altro atmosfere sottili, magiche, surreali (film di mistero e fantascienza)”, e di certo le partiture ivi recensite appartengono di diritto alla prima categoria: leitmotiv istantaneamente assimilabili e perfettamente connessi alle immagini, dalle pagine d’azione con quei tempi dispari e frenetici tipici della scrittura molto à la russe che piaceva tanto a Goldsmith e che ne fece il suo marchio di fabbrica compositivo.
Von Ryan’s Express e The Blue Max (nel medesimo doppio album) hanno quella espressività militaresca e fastosa che confà al genere guerrafondaio, dai tratti a volte sbeffeggianti, con la seconda score – uno dei capolavori acclamati nella carriera di Jerry – che ha visto moltissime stampe (vi rimandiamo alla nostra dettagliata recensione), prime edizioni e reincisioni data la sua elevata valenza compositiva, che prevale sulla prima per qualità orchestrale e idee di sviluppo del parco tematico ad ogni traccia; The Detective e The Flim-Flam Man (in un singolo CD) vedono la prima anticipare quelle atmosfere noir penose della partitura di Chinatown e la seconda una burlona e trottante score western coplandiana puro divertissement dal primo all’ultimo brano. Tanti pezzi aggiuntivi, precedentemente non pubblicati e source music arricchiscono il valore, già di per sé alto, di questa doppia pubblicazione.

Ken Thorne/John Williams/Giorgio Moroder
Superman II/Superman III (Id. – 1980/1983)
+ bonus tracks da Superman (Id. – 1978)
La-La Land Records LLLCD 1466
CD 1: 23 brani – Durata: 65’35”
CD 2: 30 brani – Durata: 68’16”
CD 3: 26 brani – Durata: 70’41”


John Williams/Alexander Courage/Paul Fishman
Superman IV (Superman: The Quest For Peace IV – 1987)
La-La Land Records LLLCD 1456
CD 1: 22 brani – Durata: 75’50”
CD 2: 19 brani – Durata: 75’53”

Sul materiale tematico riccamente iconico, ad opera del gigante John Williams, per il primo ed unico Superman cinematico della Storia della Settima e Ottava Arte – con il mai troppo compianto Christopher Reeve nel ruolo dell’uomo d’acciaio venuto da Krypton – il compositore britannico Ken Thorne (East Dereham, 24 gennaio 1924 – Los Angeles, 9 luglio 2014), premio Oscar per le musiche di Dolci vizi al foro (Richard Lester, 1966), suo adattamento musicale cinematografico del musical di Stephen Sondheim A Funny Thing Happened on the Way to the Forum, costruisce una tessitura sonora che sa ben amalgamare tutto lo scibile scritto da Williams (presente con dieci bonus tracks del primo film), aggiungendo qui e là rielaborazioni vivaci e alcune idee nuove, così da aumentarne l’afflato e l’efficacia sulle sequenze super eroiche dei due seguiti.
Idem ciò che fece il compositore due volte nominato agli Oscar, Alexander Courage (Philadelphia, Pennsylvania, 10 dicembre 1919 – Pacific Palisades, California, 15 maggio 2008), autore del tema storico e di alcune partiture per la serie classica di Star Trek, adattando e dirigendo il nuovo e vecchio materiale musicale per il peggiore dei film della saga di Superman, il dimenticabile e imbarazzante quarto capitolo, che però vide il ritorno di Williams sul podio del commento originale nella speranza di salvarne le sorti (ma ciò non sempre può accadere se in partenza il materiale visivo e narrativo è veramente brutto!), che è l’unico motivo di vero interesse nei riguardi di questo film. Solo il leitmotiv riservato al super cattivo Uomo Nucleare (“Nuclear Man Theme”), generato dalla mente criminale più folle del secolo, ossia quella di Lex Luthor (alias Gene Hackman), basta e avanza per acquistare questa colonna sonora senza ripensamenti.
Rispetto al mega cofanetto, oramai quasi introvabile e divenuto oggetto di culto tra i collezionisti di soundtracks, della defunta etichetta Film Score Monthly (FSM Box 02), pubblicato nel 2007 e includente le versioni integrali delle musiche dei 4 film con Reeve (comprese le canzoni originali pop/disco music/funky/folk scritte da Giorgio Moroder per il terzo e da Paul Fishman per il quarto), oltre alle poderose score di Ron Jones per la serie animata del 1988, questi nuovi due album di 5 CD totali non posseggono le musiche per il cartone animato e qualche traccia (ma proprio robetta esigua) dei sequel; in ogni caso un audio rimasterizzato alla perfezione che ne rende l’ascolto un’esperienza illuminante e avvolgente non soltanto per i fan sfegatati, come il sottoscritto, della saga storica e relative indelebili score williamsiane, sopperendo all’irreperibilità del box di cui sopra, che non è poco oggi come oggi.

Ernest Troost/Robert Folk
Tremors (Id. – 1990)
La-La Land Records LLLCD 1551
CD 1: 35 brani – Durata: 65’28”
CD 2: 15 brani – Durata: 19’50”

La colonna sonora di Tremors è uno di quei titoli da tempo attesi e desiderati dai fan non soltanto del film horror/sci-fi/comedy stracult del 1990, in primis del compositore della saga demenziale di Scuola di polizia, Robert Folk, che qui cura le musiche addizionali visto che quelle originali sono curate da Ernest Troost. Quest’ultimo, pluripremiato e nominato autore di un’ottantina di partiture tra piccolo e grande schermo (ad esempio Sbirri oltre la vita e Doctor DeSoto), scrive uno score di matrice country/folk (“Main Title”) con intromissioni di quella tipica ‘scary music’ (“Finding Fred”) da balzo sulla poltrona del cinema o sul divano di casa, che con archi sottesi, fiati tirati e synth oscuri fa rammentare alcune pagine orrorifiche fantascientifiche di Goldsmith ed Horner per la saga di Alien (“Chang Dies”, “Tractor”). La parte adrenalinico-action del film, che ha generato ben 4 seguiti televisivi musicati da Jay Ferguson, Kevin Kiner, Frederik Wiedmann e Brian Mantia, è affidata al creatore di cellule compositive sinfoniche tonitruanti e al cardiopalma, ossia quel Folk delle strepitose partiture per la succitata serie comica di Scuola di polizia, nonché Scuola di eroi, Beastmaster 2: attraverso il portale del tempo, La storia infinita 2, Ace Ventura – Missione Africa, che in 15 tracce del secondo CD commenta epicamente (“Dozer Crashes”, “Graboids After Val”, “Final Confrontation”) le sequenze risolutive della lotta di Fred Ward e Kevin Bacon contro le strane e gigantesche creature sotterranee, simili a enormi vermi, che divorano ogni cosa umana e non che gli si trova dinnanzi. Orchestrazioni superlative di Randy Miller, William Ross e Brad Dechter.

Patrick Williams
Le strade di San Francisco/Un uomo chiamato Sloane (The Streets of San Francisco/A Man Called Sloane – 1972-1976/1979-1980)
La-La Land Records LLLCD 1534
CD 1: 44 brani – Durata: 76’06”
CD 2: 39 brani – Durata: 73’27”

Michael Douglas esordisce come attore nella serie poliziesca anni ’70 Le strade di San Francisco, affiancando il veterano Karl Malden su e giù per le vie della città californiana, set naturale per inseguimenti mozzafiato, come quelli che affastellano questo telefilm di episodio in episodio, accompagnati dalle musiche di Patrick Williams, detto Pat (La fantastica sfida, Il ritorno di Butch Cassidy & Kid), propriamente funky, al fulmicotone, in stile Lalo Schifrin o Jerry Fielding, con rari momenti di relax dati da pagine soft jazz (“Holly’s Theme”) alla Henry Mancini.
Il registro compositivo varia di poco, tra John Barry e Isaac Hayes per gli 007 e Shaft, per lo score dello spionistico Un uomo chiamato Sloane in cui a farla da padrone è il tema samba/funky “Main Title”, che ha il suo picco nell’ariosità funky-pop di “Theme For Strings”.
Adam Taylor
Le terrificanti avventure di Sabrina – Stagione 1 (Chilling Adventures of Sabrina – Season One, 2018 – 2020)
La-La Land Records LLLCD 1494
24 brani – Durata: 42’34”
Con l’approssimarsi del suo sedicesimo compleanno, Sabrina si trova davanti a un bivio esistenziale: scegliere tra il mondo delle streghe della sua famiglia e il mondo umano dei suoi amici. Un dramma fantasy horror televisivo basato sul noto fumetto Archie, che nelle musiche scritte, eseguite e prodotte da Adam Taylor, vincitore del Grammy e nominato agli Emmy per la serie The Handmaid’s Tale, riesce a tirar fuori quel classicismo sonoro alla Hammer Movie Soundtracks o alla Danny Elfman per Cabal o Storie incredibili o il James Horner de Il nome della rosa. Il tema portante “Main Title (Chilling Adventures of Sabrina)” è un esempio di quanto espresso, che si espande nelle tracce successive come un maleficio satanico – vedi “The Witch Hunters” o “Sabrina, Sword of Satan”.

Alexander Courage, Robert Drasnin, Jerry Goldsmith, Lennie Hayton, Joseph Mullendore, Nelson Riddle, Paul Sawtell, Herman Stein & Leith Stevens
Viaggio in fondo al mare (Voyage to the Buttom of the Sea – 1964/1968)
La-La Land Records LLLCD 1536
CD 1: 37 brani – Durata: 73’11”
CD 2: 40 brani – Durata: 78’12”
CD 3: 33 brani – Durata: 73’59”
CD 4: 33 brani – Durata: 73’28”

Tratta dall’omonimo film del 1961, la serie Viaggio in fondo al mare prodotta, ideata e in parte diretta da quella mente costantemente in fermento creativo di Irwin Allen (Lost in Space, L’inferno di cristallo, L’avventura del Poseidon, La terra dei giganti), che diresse la pellicola originaria, narra di un sommergibile, il Seaview, che deve affrontare milioni di peripezie, facendo scontrare il suo equipaggio, capitanato dall’attore Richard Basehart, contro alieni, mostri marini, presenze ectoplasmatiche e via elencando. Le musiche furono affidate al meglio dei compositori in piazza all’epoca della sua realizzazione, telefilm e score che ispirò più avanti serie quali Stingray o Seaquest: autori quali i noti Alexander Courage, Robert Drasnin, Jerry Goldsmith, Lennie Hayton, Joseph Mullendore, Nelson Riddle, Paul Sawtell, Herman Stein & Leith Stevens, sulla base dei crediti iniziali composti da Sawtell, che aveva curato le musiche del film del 1961, e da Goldsmith, in quasi 5 ore di partiture mozzafiato, tensive, romantiche e di puro commento, fanno fare un tuffo (proprio il caso di dirlo) in un oceano di note che provocano più di una lacrima cinefila per quelle prodezze creative e produttive oramai datatissime (come buona parte delle sue musiche, seppur anticipatrici di molte score seriali a venire) ma genuine e ancora divertenti. Un cofanetto tutto da scoprire e analizzare.

John Powell
Piovuta dal cielo (Forces of Nature, 1999)
La-La Land Records LLLCD 1538
21 brani – Durata: 27’26”
Una commedia romantica delle più classiche nella trama – un uomo che convolerà presto a nozze incontra un’eccitante donna dopo che il suo aereo ha subito un incidente in fase di decollo – con protagonisti i bellocci Ben Affleck e Sandra Bullock nel loro massimo momento di notorietà e fascino, Piovuta dal cielo del 1999 si ritrova una partitura di un John Powell che a sentirlo oggi si farebbe fatica a riconoscerne i tratti stilistici: una sequela di componimenti assai vicini allo stile beat-pop e synth dance/techno anni ’90 di un Eric Serra prima maniera (“Shopping Source 3” coscritta con Olivier J. Lieber, “Bummed Out” o “Airport Ride”), con alcuni momenti in cui il compositore delle saghe di Dragon Trainer e Jason Bourne o Solo: A Star Wars Story sbuca come lo conosciamo – vedi tracce quali “Train to the Wedding” o “Sexy Laundromat”. Alcune atmosfere anticipano quelle dell’action romance Mr. & Mrs. Smith da lui musicato nel 2005.

Jack Marshall
La dolce vita… non piace ai mostri (Munster, Go Home, 1966)
La-La Land Records LLLCD 1539
23 brani – Durata: 59’00”
La serie anni ’60 de I mostri, capeggiata da un simil papà Frankenstein con moglie vampira, figlio licantropo, nonno Dracula e nipote umana, fu l’avversaria della controprogrammazione CBS alla più celebre La famiglia Addams, anche se questa The Munsters riuscì ugualmente ad avere un suo seguito, un discreto successo e a generare diversi sequel anche filmici, come questo La dolce vita… non piace ai mostri (che fantasia i titolisti italiani dell’epoca!). Le musiche della pellicola furono affidate al chitarrista jazz, arrangiatore, produttore e compositore Jack Marshall (El Dorado, Kansas, 23 novembre 1921 – Newport Beach, California, 20 settembre 1973), già autore degli score per il telefilm e della famosa sigla di testa, con un carnet di una trentina di score tra film e serie, che concepì una partitura gradevole, burlesca, esaltata, a tratti molto mickeymousing, con momenti di romanticismo a profusione (“Racy Romance”, “Helpful Herman”), con un sound per buona parte Swinging London per strumenti solisti e grande orchestra (“Bliss Goes Amiss/Munster Arrival”).

Stephen Warbeck/Shirley Walker
Mystery Men (Id. – 1999)
La-La Land Records LLLCD 1530
CD 1: 24 brani – Durata: 62’41”
CD 2: 14 brani – Durata: 28’34”

Come per la partitura qui recensita di Tremors, questa Mystery Men vede il pluripremiato e vincitore del premio Oscar Stephen Warbeck (Shakespeare in Love) autore dello score originale e la compianta Shirley Walker (Napa, California, 10 aprile 1945 – Reno, Nevada, 29 novembre 2006) (Avventure di un uomo invisibile, Batman – La maschera del fantasma, Final Destination), curarne la musica addizionale. La storia di un team di supereroi dilettanti e incompetenti che deve cercare di salvare il mondo, minacciato da un supercriminale che vuole perfino annientare un grande supereroe e la sua città di appartenenza, consta di una partitura sfaccettata, ovviamente supereroica, con un tema portante patriottico (“Mystery Men Opening”) che appare ogni due per tre, e alcune pagine più fuori canone eroistico, come “Furious and Sally”. I momenti esagitati e bombastici quali “Spleen”, “Sphinx Master Class” o “Car Chase” (grande stupore in note per merito della performance infervorata della Hollywood Studio Symphony diretta da Pete Anthony e la Walker stessa) conducono alla perfezione le gesta di Ben Stiller, Hank Azaria, William H. Macy, Geoffrey Rush, Tom Waits, Claire Forlani e Greg Kinnear, tra gli altri.
La Walker nei suoi 14 brani di musica aggiuntiva, pur sul materiale tematico di Warbeck, riesce a mischiare melodie riflessive (“A Good Husband”, “The Invisible Boy’s Dream”) ad alcune più concitate e tirare fuori la sua voce sonora possente sulla scia di soundtracks per la serialità come Flash, Batman – Cavaliere della notte, Spawn o Le avventure di Superman: ad esempio i pezzi super adrenalinici “Red Eyes Attack” o “Car Fight” e “Victory”.

John Debney/Joel McNeely/Andrew Cottee
The Orville – Stagione 2 (The Orville – Season 2 – 2019)
La-La Land Records LLLCD 1552
CD 1: 32 brani – Durata: 79’03”
CD 2: 25 brani – Durata: 78’46”

Abbiamo già recensito lo score della prima stagione (leggi qui) di questa irriverente e politicamente scorretta serie fantascientifica scaturita dalla mente cinefila e goliardicamente demenziale di Seth MacFarlane, enunciandone sperticate lodi, che tornano ad essere rinforzate in questa seconda stagione, che nelle musiche di John Debney, Joel McNeely e Andrew Cottee, sulle tessiture leitmotiviche stese da Bruce Broughton, ivi presente solo per la sigla di testa e di coda degli episodi, comprendono il reale punto focale iper muscolare e super citazionista di traccia in traccia. Nelle oltre due ore di musica presente nei due CD, The Orville decolla non solo visivamente ma soprattutto musicalmente per avventure galattiche ancora più inimmaginabili ai confini dell’universo conosciuto, grazie ad una sequenza di pagine compositive dall’incredibile e possente vivacità, da risultare seriamente complicato richiamare un brano piuttosto che un altro. Tutti da menzione d’onore e plauso scrosciante!
