Mondo cane & I Malamondo

Riz Ortolani & Nino Oliviero
Mondo cane (1962)
CAM Sugar/Spikerot Records/Decca Records CS003CD SPK019CD
36 brani – Durata: 78’26”

Ennio Morricone
I Malamondo (1964)
CAM Sugar/Decca Records CS003CD
32 brani – Durata: 72’04”
Due indispensabili riscoperte con una quantità incredibile di brani precedentemente non pubblicati in altre versioni su CD e vinile; due Maestri certi della Musica per Film, noti internazionalmente, che hanno saputo dare lustro al nostro Bel Paese con le loro melodie incancellabili; due colonne sonore per pellicole dall’elevato richiamo mediatico per l’epoca, contenenti temi (soprattutto nel caso del film caposaldo del genere Mondo Movies) che hanno fatto il giro del mondo accumulando meritatamente riconoscimenti ovunque; due OST che se non possedevate già nella vostra collezione di soundtracks ordunque è giunto il momento di farle proprie. Stiamo parlando dell’arcinota Mondo Cane di Riz Ortolani e Nino Oliviero e de I Malamondo di Ennio Morricone, due tra i grandi nomi della Storia della Settima & Ottava Arte, a braccetto in una di quelle affinità elettive innate che di rado hanno avuto il loro apogeo nella musica applicata alle immagini. I compianti compositori, il primo di Pesaro, il secondo di Roma, conosciuti dappertutto per la loro estrema ricerca del Bello, della Sperimentazione e della Perfezione in Musica, continuamente da scoprire e riscoprire per la mole compositiva in svariati ambiti, impossibile da quantificare con certosina esattezza, anche se studiosi e loro familiari un’idea precisa o comunque vicina alla correttezza assoluta ce l’hanno consegnata.
Due scores che in fin dei conti appartengono all’universo documentaristico, con un regista in comune, ma sondanti due aspetti diversi socio-antropologici: Mondo Cane del 1962 di Gualtiero Jacopetti, Paolo Cavara e Franco Prosperi, film capostipite del genere “Mondo Movie”, come summenzionato, narrante gli usi e costumi molto sconcertanti, bizzarri, inconsueti, selvaggi e violenti di varie zone del mondo, da restare letteralmente a bocca aperta (solo per palati che sanno digerire le nefandezze e stranezze più nefande e strane!); I Malamondo del 1964 di Paolo Cavara, inizialmente intitolato La giovane Europa, è incentrato sui giovani europei nel massimo periodo del boom economico e sui loro svagati modi di vita, anche quelli più insensati e stranianti.
Entrambi i compositori hanno concretizzato delle partiture dall’elaborata ricchezza tematica che lasciano sbalorditi sin dal primo ascolto, anche a distanza di quasi sessant’anni dall’uscita nelle sale cinematografiche. Riguardo la presenza nella OST di Mondo cane di Nino Oliviero (Napoli, 13 febbraio 1918 – Roma, 29 febbraio 1980), vi è una precisazione da sottolineare: autore di molte canzoni partenopee e di alcune colonne sonore, come Uomini e nobiluomini con Vittorio De Sica, Una moglie americana con Ugo Tognazzi e Nina (A Matter of Time) ultima pellicola di Vincente Minnelli, con la figlia Liza e Ingrid Bergman, la sua compartecipazione nella suddetta score, insieme a Ortolani, dopo varie dispute legali nel corso degli anni sulla reale paternità della medesima, che si aggiudicò una nomination per la miglior canzone ai Premi Oscar del 1964 con il brano “More”, che vinse un Grammy nello stesso anno, si è giunti ad avere giustamente il nome del maestro pesarese nei crediti prima di quello del maestro napoletano. Ma lasciando queste diatribe, a noi quel che preme sapere è che la OST di Mondo cane, per qualità e quantità di materiale leitmotivico in essa, basterebbe per coprire almeno altre dieci colonne sonore; e soltanto il tema portante “More”, anche nella memorabile versione canora ivi non presente, che ha avuto una miriade di cover, accontenterebbe il cultore e collezionista più esigente, perfino il neofita più digiuno musicalmente, perché si parla di uno dei leitmotiv più iconici della storiografia sonora, non solo quella cine-musicale. Questa nuova stampa discografica che contiene ben 21 brani in più in stereo, rispetto al CD storico originale in mono del 1993 su etichetta CAM, che ne accoglieva 15, è un effervescente avvicendarsi di tracce ballabili vivaci di vario stile, melodie ariose, marcette beffarde o seriose, pagine dissonanti e rocambolesche, attimi nostalgicamente funesti, virtuosismi jazzistici etc. etc. dal fascino immutato e che fa impallidire la pochezza di idee attuali di buona parte delle colonne sonore cinematico-televisive.
Anche la OST di Morricone per I Malamondo contiene ben nove pezzi in più rispetto al CD GDM Hillside del 2014 e quello ancor prima storico della CAM del 1992: una soundtrack che nel tema romantico adolescenziale “Questi vent’anni miei”, con il coro dei 4+4 di Nora Orlandi a renderlo maggiormente etereo e suadente, possiede tutto il suo incanto emotivo. Eppure, come sempre nel Maestro romano due volte premio Oscar, la moltitudine di idee e trovate timbriche avanguardistiche e a tratti finanche dissacranti per la stessa epoca rendono l’intero lavoro un, anche qui, succedersi di temi e incisi che, grazie ai collaboratori prestigiosi e affezionati di sempre al compositore – musicisti del calibro di Michele Lacerenza e Nunzio Rotondo alla tromba, il coro dei Cantori Moderni di Alessandroni, anche vocalist solista in alcuni brani, e quello della citata Orlandi – fanno apparire questo album un’apoteosi dello stile riconoscibilissimo del Nostro e un vertice della sua concezione di scrittura ‘alta’ ma dalla facile presa emozionale e in special modo analitica per i musicologi di allora e quelli attuali. Pagine jazz, danzanti delle più svariate, grottesche, dal tocco spaghetti western, tensive e sensuali, sono la succulenta spezia sonora di questa OST che brilla ancora di luce propria, come quella di Ortolani, tutt’oggi.
Due acquisti da non perdere!
