Vendetta dal futuro
Claudio Simonetti
Vendetta dal futuro (Hands of Steel, 1986)
Deep Red/Rustblade Records RBL077LP
Lato A: 8 brani
Lato B: 8 brani
Daniele Magni nel suo volume Bloodbuster Edizioni del 2017, dal titolo “Contaminations – Il fantacinema italiano degli anni 80”, così evidenzia il fanta-avventuroso Vendetta dal futuro del 1986, diretto da Martin Dolman alias Sergio Martino: “…il film di Martino è al 99% un film di avventura, in cui gli elementi provenienti da Terminator sono ripresi pari pari (l’autoriparazione del braccio bionico, l’asportazione del cuore a mani nude dal petto del cattivo: tutta roba made in Stivaletti) e rimangono momenti anomali nel contesto del film, che ricorda più da vicino il Rambo di Stallone che il film di Cameron…”.
La colonna sonora di questo Terminator di casa nostra venne composta e arrangiata da Claudio Simonetti e vede finalmente la luce in edizione vinilica per la prima volta: un 33 giri “35th Anniversary Edition Deluxe Limited” in un box di acciaio reale pesante contenente un Vinile arancione marmo, un poster, un poster serigrafato, due cartoline serigrafate silker, ed una versione LP grigio marmo, che qui recensiamo, avente solo un poster.
I 16 pezzi della OST di Simonetti – dal medesimo suonata con sintetizzatori, tastiera, effetti atmosferici e batteria rigorosamente anni ’70 – ’80 (un suono tecno-dance inconfondibile di un’epoca elettronica che tanti emuli ha generato, non solo in ambito cine-musicale, sia nel medesimo periodo che successivamente, sino ai giorni nostri) – posseggono quel mood che ricorda in molti passaggi, soprattutto quelli action (“Atomic Cyborg”, “Arms of Steel”), tracce da Zombi (George A. Romero, 1978) dei Goblin, Phenomena (Dario Argento, 1985) del solo Simonetti e qualcosa di John Carpenter e Harold Faltermeyer da Beverly Hills Cop e The Running Man; anche se del regista di Halloween e La cosa sappiamo benissimo che la fonte delle sue composizioni da sempre è stata la musica dei summenzionati Goblin argentiani.
Il brano d’apertura del Lato A “Hands of Steel” (titolo internazionale inglese della pellicola, molto più efficace di quello italico) è di matrice rock-pop, proprio come si era soliti scriverne per film dello stesso genere negli anni ottanta, per i titoli di testa: qui il leitmotiv è di quelli subito orecchiabili e cantabili. Un altro tema che fa capolino è quello dedicato alla Janet Agren (“Linda’s Theme”) di cui il nostro Cyborg, l’attore (?) Daniel Greene, si innamora perdutamente, ravvedendosi da killer terminatore qual è, programmato per uccidere un leader politico/ecologista/santone nel film. Molte le tracce cosparse di effetti da incubo e suoni metallici e disturbanti sintetici (quasi in stile Charles Bernstein del primo Nightmare del 1984).
Uno score che ha tutto il suo fascino in stilemi e suoni tipici di quegli anni che tante colonne sonore, oramai divenute cult, ha proposto!
