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12 Ago2019

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Notefornote

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Notefornote Music

Colonne Sonore – Immagini tra le note prosegue con la nuova rubrica, inaugurata il mese scorso, dedicata alle recensioni di score di una sola etichetta in particolare, specializzatasi logicamente in Soundtracks. Di volta in volta la prendiamo in esame con le sue nuove o meno recenti pubblicazioni ma che secondo la nostra redazione sono di rilevante interesse per voi bramosi lettori, sempre alla ricerca di nuove chicche cine-musicali che, nella vastità di uscite settimanali e mensili di varie etichette nostrane e internazionali, potrebbero sfuggire (e sarebbe davvero un gran peccato), così non scoprendo tesori sonori nascosti.
La rubrica prende il nome semplicistico ma diretto di ‘Pillole di Note’, ovvero mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che differenziano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile.

E questo mese analizziamo l’etichetta americana Notefornote Music (https://notefornotemusic.com/):



Maurice Jarre
Senza via di scampo (No Way Out, 1987)
Notefornote Music NFN-1009 SE
10 brani – Durata: 43’09”



Maurice Jarre, compositore francese scomparso nel 2009 in California, ma nato a Lyon in Francia nel 1924, è conosciuto per aver ricevuto il premio Oscar per celeberrime pellicole quali Lawrence d’Arabia (1962), Il dottor Zivago (1965) e Passaggio in India (1984), tutte composte per il sodale amico regista David Lean. Questo thriller d’azione anni ottanta, Senza via di scampo, dalla grande fama tra i cinefili, soprattutto per il suo finale inaspettato da vero colpo di scena di quelli che rimangono impressi a vita, con Kevin Costner e Sean Young giovani e belli oltre ogni modo, il sempre solidissimo Gene Hackman, diretti dal notevole mestierante Roger Donaldson, appartiene alla deriva synth metà anni ’80 e primi ’90 di Jarre che partorì score famose quali Witness – Il testimone (1985), Attrazione fatale (1987), in parte L’attimo fuggente (1989) e Ghost (1990). Con risultati non sempre eccelsi e di dubbio gusto compositivo, in particolar modo per un tale compositore rinomato e con partiture sinfoniche grandiose alle spalle (ma anche Jerry Goldsmith nelle annate sopracitate fece le medesime scelte stilistico-compositive con altrettanti esiti dubbiosi!). No Way Out contiene un tema portante che ricorda molteplici classici leitmotiv scritti per Lean da Jarre e che si può ascoltare in tutta la sua dinamica old style in “Theme From No Way Out” e nel lungo e articolato “Susan”. Partitura tetra a tratti, colma di tensione nervosa, con rari sprazzi di romanticismo ma piacevole all’ascolto e con qualche trovata elettronica di rilievo – il figlio di Jarre, il noto Jean-Michel Jarre si è distinto nella musica elettronica melodica, fondata sui sintetizzatori e contaminata dal pop, facendolo assurgere al titolo di massimo artista della New Age, ed ha aiutato spesso il padre nel suo periodo elettronico delle colonne sonore.

Morton Gould
Olocausto (Holocaust, 1978)
Notefornote Music NFN 1001
13 brani – Durata: 42’13”



La miniserie drammatica in 4 episodi, di fine anni ’70, Olocausto con James Woods e Meryl Streep, narrante la saga della lotta di una famiglia ebrea per sopravvivere all’orrore dell’emarginazione sistematica della Germania nazista e dello sterminio della loro comunità, vede al timone della colonna sonora il veterano compositore, direttore, pianista e arrangiatore Morton Gould (1913 – 1996) con una OST stupefacente, infervorata, nostalgica e dinamica. Il brano “Kristallnacht (The Night of Broken Glass)” ne è il massimo esempio: strepitoso. Anche se il bel leitmotiv principale di impronta melodrammatica lo si ascolta nell’iniziale “Holocaust Theme”. Menzione speciale al tema romantico e colmo di pathos “Rudi/Helena Theme”.

Richard Stone
Pumpkinhead (Id. - 1988)
Notefornote Music NFN 1019
13 brani – Durata: 32’53”



L’horror cult anni ’80 Pumpkinhead, diretto dal mago degli effetti speciali Stan Winston (Aliens, Terminator 2, Jurassic Park), scomparso nel 2008, racconta di un tragico incidente avvenuto ad un uomo che subito dopo evoca un imponente demone vendicativo chiamato Pumpkinhead per distruggere un gruppo di ignari adolescenti. Con Lance Henriksen, interprete principale, il film che ebbe addirittura tre sequel, ha nella score di Richard Stone una marcia in più: score folk che nei titoli di coda “Pumpkinhead (End Credits)” e nel tema “Father & Son” esprime tutto il suo lato popolar-nostalgico all american country e per nulla orrorifico, esplode in “Steve’s Death/It’s Evil” con i consolidati stilemi da scary music, in questo frangente tutta sintetica e metallica nelle pagine gore della partitura, con interventi solistici di strumenti reali quali armonica, chitarre acustiche ed elettriche, violino e percussioni. L’artigiano Stone (1953 – 2001) ha scritto una quarantina di colonne sonore spaziando tra i generi e questa OST è la sua più nota insieme a quella vampiresca comico-western e in stile sinfonico old wild west americana Tramonto (1989), con citazioni esplicite dell’Elmer Bernstein de I magnifici sette.

Edwin Wendler
Dead Ant (Id. - 2017)
Notefornote Music NFN 9010
18 brani – Durata: 57’24”



Altro horror comico avventuroso per questa etichetta californiana di soundtracks, dal titolo Dead Ant con Sean Austin e Tom Arnold, e le musiche originali hard rock e iper combattive di Edwin Wendler che nell’iniziale “March of the Ants” mostrano tutta la loro energica autorevolezza compositiva. Musica orchestrale tipicamente action e scary all’ennesima potenza, con interventi di chitarra country acustica e metal elettrica, più armonica. Il brano non finito nel montaggio finale del film ma inserito come bonus track nel CD, “Dead Ant Triumph”, è metal prog di grande effetto. La trama: la band glam-metal Sonic Grave nel 1989 intraprende un viaggio a Coachella in California per un Festival di Rock famoso, ma la fermata intermedia in una notte di alcool e droghe li rende preda di un attacco da parte di formiche giganti fameliche. Il giovane compositore Wendler (classe 1975) con una quarantina di partiture all’attivo tra corti, videogiochi e film, è di quelli da tenere d’occhio (leggi nostra intervista).

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Daniela Bocconi

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