• News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca
  • Home
  • Legenda Recensioni
  • Recensioni
  • Cinema
  • Project Hail Mary
09 Lug2026

Project Hail Mary

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

cover project hail maryDaniel Pemberton
L’ultima missione: Project Hail Mary (Project Hail Mary, 2026)
Milan records
38 brani – Durata: 1h 59’

L’ultima missione: Project Hail Mary, pellicola di fantascienza in stile anni ‘80, con Ryan Gosling in qualità di protagonista, conferma la figura del compositore britannico Daniel Pemberton (Spider-Man – un nuovo universo, Enola Holmes, The Drama) quale una tra le più rilevanti del panorama cine-televisivo-musicale degli anni Duemila. Per inventiva, originalità e ricchezza tematica questo score fa battere in ritirata l’80% delle colonne sonore degli ultimi due anni (minimo) fuoriuscite da Hollywood. Mescolando sapientemente sinfonismo a sonorità pop, tribali, elettroniche e corali, Pemberton in quasi due ore di scoring estrapola leitmotiv che potrebbero coprire almeno una decina di film attuali. “Ryland Grace” apre l’album con un tema corale altamente enfatico (motivo che ritornerà spesso) su linee timbriche synth ambient, con accenti strumentali solistici tipici del genere sci-fi: certe soluzioni corali sono assimilabili all’Alan Silvestri di The Abyss. Descrivere la quantità di brani cospicui è cosa ardua in questa ristrettezza di spazio, tuttavia le tracce che lasciano di più il segno sono “Centrifuge” (new age sinfo/coral-pop), “Time Go Fishing” (incalzante crescendo tribal-sinfonico-corale con chiosa tensiva e solenne al contempo), “Amaze, Amaze, Amaze (Life on Erin)” (spumeggiante danza percussiva caraibica con finale sinfo-corale epico), “Grace Go Home” (dapprima adagio sotteso, dopo un coro in levare parecchio veemente e insigne), “Clock Numbers” (gioco puntillistico electro-pop), “Box in a Box” (un progressivo incedere percussivo pop tensivo e goffo, con intermezzi corali), “Tau Amoeba” (enfatico e sospeso tra archi, coro e synth astratti: qui il tema si fa straziante e poetico nel medesimo clima), “Believe in the Hail Mary” (teso, incorporeo e vibrante).

Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview 2026

Stampa

  • Indietro
  • Avanti
CS on Spotify
soundtrackcity

Daniela Bocconi

  • Pubblicità
  • Redazione
  • Cookie Policy
  • Info & Contatti

Copyright © 2017 - ColonneSonore.net | Vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti

  • News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca