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17 Lug2026

Gli intoccabili

Scritto da Roberto Scollo. Pubblicato in Cinema

cover gli intoccabili nuovo LP CDEnnio Morricone
Gli intoccabili (1969)
The Saifam Group/Sony Music Publishing COM 476
20 brani – Durata: 59’42”

Il 1969 fu un anno di intensissima attività al servizio del cinema per Ennio Morricone con ben 21 titoli (1). Già richiestissimo e ingolfato nella Babele di celluloide, toccò tra la seconda metà dei Sessanta e la prima del successivo decennio picchi produttivi inusitati. E’ poi vero che, come il compositore spesso precisava, occorre distinguere tra le date di lavorazione e di uscita nelle sale, che registrano divari talvolta sensibili. Tuttavia rimangono numeri impressionanti che evidenziano una metodica e una capacità lavorativa al di fuori dei parametri consueti, confermate dai tour de force concertistici del nuovo secolo. Al punto che Sergio Miceli proponeva di sostituire con morriconista l’eponimo stakanovista (2).

Gli intoccabili è parte dei magnifici 21 (basti ricordare Le clan des Siciliens, Queimada, Metti, una sera a cena, Tepepa…). E seconda collaborazione con Giuliano Montaldo dopo Ad ogni costo di due anni prima; sodalizio che si protrarrà sino al 2008 (3) con I demoni di San Pietroburgo e capolavori quali Sacco e Vanzetti, Giordano Bruno, il monumentale Marco Polo (L’industriale, ultimo lungometraggio del regista genovese nel 2011, beneficerà dell’ottimo contributo di Andrea Morricone). 

In altro tempo, quando il cinema era cinema e non fiction paratelevisiva, poteva accadere di imbattersi in pellicole come Gli intoccabili, opera debitrice verso i modelli statunitensi consacrati – alla Don Siegel per intenderci -, per quanto meno hard boiled. Il regista costruisce un gangster movie credibile, con qualche lentezza ma nell’insieme avvincente e con un bel finale da ultima spiaggia che unisce tensione e noir. Basterebbe del resto ricordare la sospesa sequenza iniziale nel posteriore Il giocattolo (1979), degna di un poliziottesco, a conferma di un talento che poteva svilupparsi in direzione non soltanto etico/storico/civile.

Girato in esterni tra Las Vegas, New York e Los Angeles e presso gli studi De Paolis per gli interni, presentato al XXII Festival di Cannes, narra il film la vicenda in perdita di Hank McCain (John Cassavetes, presente anche in Roma come Chicago dell’anno prima), rapinatore fatto uscire di prigione e ingaggiato dal gangster di mezza tacca Charlie Adamo (Peter Falk) per un colpo ad una casa da gioco di Las Vegas. Quando i due apprendono che il locale appartiene ai boss di Cosa nostra (gli Intoccabili del crimine), è tardi. Charlie vorrebbe fermare Hank, il quale prosegue l’impresa per conto proprio. Entrambi verranno eliminati. Cassavetes conferisce al personaggio il carisma dello sconfitto (e sconfitti sono a vario titolo il repubblichino di Tiro al piccione, Sacco e Vanzetti, Giordano Bruno, il ragionier Vittorio Barletta de Il giocattolo) che corre ostinato verso la catastrofe. Molto bene anche il resto del cast: Peter Falk non più tenente Colombo, Gabriele Ferzetti (Don Francesco De Marco), Salvo Randone (Don Salvatore De Marco), Gena Rowlands (in passato amante e complice di rapine di Hank), Florinda Bolkan (moglie di Adamo), Britt Ekland (Irene), Luigi Pistilli, Tony Kendall. Confezione accurata senza fastidiose patinature: costumi di Enrico Sabbatini, scenografia di Flavio Mogherini, montaggio di Franco Fraticelli. Ennio Morricone diretto da Bruno Nicolai. 

Il gruppo SAIFAM riedita ora la score in doppio formato CD e vinile, edizione ristretta a cinquecento copie, per un totale di venti brani: via di mezzo tra gli undici del vinile Jolly Hi-Fi Records – LPJ 50949 del 1969 e contemporaneo al film e i ventisei dell’edizione estesa GDM – CD CLUB 7076 del 2010 e riproposta dalla Quartet nel 2025 (4). Nel grande mare della filmografia dell’autore Gli intoccabili ha condiviso la sorte di tanti titoli caduti nell’oblio (anche il film non è tra i più conosciuti). La ristampa è occasione per riconsiderare una partitura dalla fisionomia precisa e decisa, ben morriconiana ma priva di somiglianze vistose con altri lavori. Ed anche assai varia: un drammatico tema per il protagonista, momenti lirici, pagine di azione energiche e colorite, una lunga galleria di brani di sottofondo.

Fulcro emotivo ed epicentro funzionale è “La ballata di Hank McCain” su testo di Audrey Stainton Nohra (5), affidata alla vocalità calda e a tratti spigolosa di Jackie Lynton (6), al quale per chi sa quali vie traverse si giunse. Morricone non segue la struttura convenzionale della forma canzone (A – A’ – B (ritornello) – A – Coda eventuale); costruisce due segmenti A e B autonomi seppur connessi e intercambiabili (A + B, B + A, A solo, B solo), l’uno drammatico, ritmico e teso, l’altro lirico e meditativo, che interpretano la sfida ai poteri forti delle organizzazioni criminali e la conseguente disfatta. Apre un arpeggio concitato del pianoforte in tonalità minore, preludio ad una frase frantumata ed aperta culminante in una chiusa breve e dinamica degli archi che apre alle successive riprese. Indi si cambia registro, il sottofondo orchestrale fa da ponte al segmento B, il ritmo si distende, una nuova melodia questa volta malinconica prende l’aire, si replica ed ogni passaggio è chiuso da una coda dei fiati che rilanciano. Brano assai connotato nella timbrica e nella strumentazione, con una splendida tromba (per niente western, come pure qualcuno in Rete sostiene) (7), un adrenalinico pianoforte, un manto orchestrale di avvolgente intensità. Esistono un paio di versioni off vocal riportate in altre edizioni (8).

Accanto al ritratto dell’eroe, due profili di donna d’una sensualità delicata ed aerea. “Rosemary” è una melodia intimistica per clarinetto e pianoforte avvolta entro una rarefatta nebbia orchestrale. “Irene” (la donna sposata da McCain prima di essere raggiunto dai sicari di Cosa Nostra), raffinato brano finto lounge, ambisce a qualcosa di più di un sottofondo generico. Gli accordi pianistici d’apertura potrebbero ricordare l’inizio della “Gymnopédie n. 1” di Erik Satie: non sono identici, tuttavia l’impasto timbrico ed accordale è memoria musicale sedimentata che apre una night club music autoriale. Sulle note sognanti e seducenti fiorisce un percorso affidato alla chitarra e poi ripreso dal flauto basso, evocatore di romantici incontri ed erotismo in embrione. L’orchestra d’archi si insinua con la consueta gradualità e crea un soffice sottofondo pronubo. Pagina insolita, senza precedenti né seguiti, una perla rara uscita dallo scrigno del Maestro.

Azione e tensione si concentrano in “Gli intoccabili”, crime music di primordine, tutta nervi, memore dei modelli statunitensi geneticamente modificati a la Morricone. Batteria incandescente, secchi incisi della chitarra elettrica, pianoforte amelodico e semiscordato, ottoni, inserti di timbro scuro degli archi, qualche effetto rumoristico. Il tutto in meno di due minuti, un concentrato di spunti che amplifica la percezione della durata. Un Morricone spettacolare, un’America malavitosa e mitica, un sound pirotecnico. Poi una “Dramatic Music” che ripropone le intuizioni precedenti dilatandole a 05’19” mescolandole a recuperi strumentali e parziali della “Ballata”. Predominano le fasce astratte, gli acuti dei fiati sovrapposti, i tocchi funerei dei contrabbassi, mentre le percussioni si odono in sordina: medley di ottima presa drammatica. 

La parte connotata ed emotivamente vivida termina qui, il resto, ci porta in territorio diverso e ben poco morriconiano. Una zona estesa (9 tracce su 20) di suoni che non oltrepassano la soglia dell’ascolto distratto, del sottofondo: sgargiante tappezzeria mondana per alberghi di lusso, ristoranti chic, bische, night club, passerelle di moda in un’America frivola e fatua. Ampia parte del film è girata in ambienti di quel tipo, donde l’esigenza di corrispettivi musicali adeguati presi sul serio dal compositore che si dimostra più realista del re e appronta una tavolozza sonora tanto ricca quanto priva di appeal. Non ci senti l’arcano incantatore, l’affabulatore delle note; odi la “neutralità tipicamente artigianale” (9) abile a riprodurre tutti gli stili e tutte le forme: fox trot, bossa, shake, swing, jazz, lounge. Non era la prima volta (pensiamo a Scusi, facciamo l’amore? dell’anno prima) né sarà l’ultima (Nanà, One Two Two Rue de Provence, etc.). Il cinema vincola (anche) alla funzionalità ancillare. I compositori lo sanno, per lo più si adeguano, quando possibile aggiungono un tocco personale, se no procedono turandosi il naso. Basta scorrere qualche titolo: “Come quando fuori piove”, “Défilé”, “Music for Evening”, “Las Vegas”, “Striptease” per comprendere l’oggetto dell’ascolto.

Eppure tanto esteriore decorativismo è la musica di quel mondo, perfetta dal punto di vista filmico. Alcuni brani verranno riutilizzati altrove come source music (ad esempio “Come lei” in La piovra 2, “Music for Evening” in Piazza di Spagna) (10). A compenso, le pagine liriche e tensive che sprigionano la scintilla delle emozioni. Score double face dunque, dove l’autentica natura del compositore di più risalta accostata alla gelida maniera delle note tappezzeria. 

Appartiene Gli intoccabili a quei tardi anni Sessanta fucina di stimoli offerti da un cinema vulcanico e di sperimentazioni audiovisive a catena. In quella fase sorgiva Morricone edificava il proprio retroterra, scopriva risorse ignote a lui stesso, metteva a punto soluzioni timbriche e melodiche di nuova generazione che lo avrebbero accompagnato come cifra stilistica e qualche volta coazione a ripetersi. Qui convivono ispirazione – leggi: prodigalità inventiva -, voglia di mettersi alla prova, disponibilità verso il genere. Splendore disperso, da riproporre per comprendere come lui era, come eravamo noi. E per (ri)assaporare note che non denunciano i loro quasi sessant’anni.

Il titolo non può non richiamare il successivo omonimo The Untouchables – Gli intoccabili di Brian De Palma (1987). Gangster movie entrambi, ma quanto diversi. All’epopea del perdente si sostituisce la lotta tra Bene (Eliot Ness/Kevin Kostner) e Male (Robert De Niro/Al Capone stile basso impero) impostata in chiave epico-patriottica con ritmi adrenalinici e iperviolenza. E la partitura morriconiana sarà molto più aggressiva, barocca ed effettistica e senza sottolineature d’ambiente. Ma non oscura le note pensate per il film di Montaldo: la cifra identitaria permane nell’inevitabile trasformismo funzionale alle richieste della committenza e alla varietà dei soggetti.

  1. La filmografia morriconiana più attendibile in: Sergio Miceli, Morricone, la musica, il cinema, nuova edizione a cura di Maurizio Corbella, Ricordi-LIM, Milano-Lucca 2021, pp. 527-539.

  2. Ivi, p. 335.

  3. Unica interruzione, Circuito chiuso nel 1978, affidato a Egisto Macchi. I precedenti film del regista erano stati musicati da Carlo Rustichelli (Tiro al piccione, 1961), Ivan Vandor (Nudi per vivere, 1964), Piero Umiliani (Una bella grinta, 1965).

  4. https://chimai.miraheze.org/wiki/Movie_Gli_Intoccabili (ultimo accesso: giugno 2026).

  5. Autrice di più di 150 testi messi in musica dai compositori dell’epoca: 35 per Ennio Morricone, 20 per Bruno Nicolai, 17 per Gianfranco & Gianpiero Reverberi, 12 per Armando Trovajoli; e ancora Riz Ortolani, Piero Piccioni, Luis Bacalov, Francesco De Masi…: cfr. Didier Thunus, Audrey Stainton Nohra. The Songs of Life in The Ennio Morricone Online Magazine, Issue #27, December 2024, pp. 28-41 (https://chimai.miraheze.org/wiki/File:Maestro27.pdf.). Ultimo accesso: giugno 2026.

  6. “Born John Bertram Lynton in Shepperton, Middlesex on February 27th 1940 Jackie first began singing in his church school choir. However he got bitten by the Rock & Roll bug early on – his first idol (of whom Jackie remains a dedicated fan to this day) was Elvis – and by his late teens he was thoroughly infatuated by popular music. However, his own musical inclinations were never restricted by narrow parameters and Jackie was equally keen on standards and oldies as he was the hot hits of the era […]” (http://www.jackielynton.com/Lynton01.html). Ultimo accesso: giugno 2026.

  7. https://www.davinotti.com/film/gli-intoccabili/820 (ultimo accesso: giugno 2026).

  8. https://chimai.miraheze.org/wiki/Track_La_ballata_di_Hank_McCain_(off_vocal)_2_(id11607) (ultimo accesso: giugno 2026).

  9. Miceli, cit., p. 215.

  10. https://chimai.miraheze.org/wiki/Track_Musica_da_sera_(id7198); https://chimai.miraheze.org/wiki/Track_Come_-lei-_(id1513) (ultimi accessi: giugno 2026).

 

 

 

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Daniela Bocconi

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