• News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca
  • Home
  • Legenda Recensioni
  • Recensioni
  • Cinema
  • La lezione
04 Giu2026

La lezione

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

cover la lezioneRedi Hasa
La lezione (2026)
Ponderosa Music Records
20 brani – Durata: 40’29”

Redi Hasa è un violoncellista e compositore albanese (classe 1977), residente in Italia da molto tempo, che ha realizzato un album da solista, “The Stolen Cello” e collaborato in lavori di altri autori quali Ludovico Einaudi, Mauro Pagani, Rita Marcotulli, Pacifico e Robert Plant, leader dei Led Zeppelin. Nel 2024 ha scritto le musiche del docufilm I Am: Celine Dion (da noi recensito) e quest’anno è ritornato alla colonna sonora con il film thriller drammatico La lezione di Stefano Mordini con Matilda De Angelis e Stefano Accorsi: un’avvocatessa difende un professore accusato di violenza sessuale mentre, tra nuovi contenziosi e sospetti di stalking da parte dell’ex, la sua vita privata si intreccia pericolosamente con il caso. Lo strumento elettivo di Hasa, ossia il cello, è in parte il suono della partitura: “La lezione” ne presenta un lungo e addolorato motivo, dalle nuance mediorientali decise, sostenuto da rumori percussivi sgraziati e ridondanti; idem in “Elisabetta”. Un solistico piano riverberato infelice e sospeso si ode in “La finestra”. “Trieste” è un risonante e rimbombante psichedelico crescendo sintetico, dai tratteggi fantascientifici. “Barcolana” rende una tromba solista eco di rimembranze distanti, su suoni synth ondivaghi. Il cello e l’arpa si inseguono lievemente in “La lezione – Variazione voci”. “Voce tra le corde” inizia su una nota tirata del violoncello solo che viene interrotta da voci femminili echeggianti. “Inquietudine” e “Mutaforme” sono ambienti synth dilanianti e creanti incubi sonoro-visivi eterni. “Finale” affida al piano solista il compito di chiudere la storia con un sentore di malinconica inquietudine senza una reale risoluzione positiva.

Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview 2026

Stampa

  • Indietro
  • Avanti
CS on Spotify
soundtrackcity

Daniela Bocconi

  • Pubblicità
  • Redazione
  • Cookie Policy
  • Info & Contatti

Copyright © 2017 - ColonneSonore.net | Vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti

  • News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca