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27 Feb2026

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Plaza Mayor Company LTD

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

logo plaza mayor company

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Plaza Mayor Company LTD

Rieccovi la nostra rubrica ‘Pillole di Note’, con le sue mini recensioni di un nutrito (più o meno) numero di colonne sonore che si diversificano dalle solite nostre classiche recensioni singole di lunghezza assai mutabile. E questo mese rianalizziamo l’etichetta francese Plaza Mayor Company LTD (https://www.plazamayorcompany.com/latestreleases):

cover dimension slip

Marco Werba/Maria Chiara Casà
Dimension Slip (How To Solve Your Own Murder – 2024)
Plaza Mayor Company LTD SERG351
22 brani – Durata: 44’36”

La regista Barbara Toschi, per questo suo dramma fantascientifico del 2024, mette in primo piano Kate, una giovane donna in difficoltà, che si sveglia in una dimensione parallela e assume l’identità del suo doppio per risolvere il tentato omicidio a suo danno.

Marco Werba, con le musiche addizionali di Maria Chiara Casà, commenta questo thriller sci-fi con molto fervore, innescando l’azione con una canzone onirico-suggestiva, “Another World” (liriche di Jason Fité), interpretata dalla voce eterea di Clara Sorace (leggete nostra intervista alla cantante/vocalist), anche in una variante più classicheggiante sui titoli di coda dal titolo “World”, che altro non è che il tema portante della narrazione (cosmica la versione strumental ipnotica in “Call Center/Looking in the Mirror” e molto bella la versione adagio per Rome String Quartet di “Awakening”). Maurizio Albano scrive l’”Opening Scene”, un inciso action parecchio valido con il suo crescendo repentino dagli stilemi enfatici corali campionati. Lo score di Werba trasmette quell’impressione musical descrittiva dei compositori inglesi degli anni Sessanta/Settanta per le serie TV fantascientifiche britanniche, ergo perfettamente corrispondente alla trama del film in esame. Della sola Casà interessanti il jazzy di “Dinner”, di “Brother Celebration”, nonché la ballad pop/rock “Coffee Shop” e l’atmosferico cullante sintetismo delicato di “Car Scene”.

cover diplomatic situation 

Liu Ye
Diplomatic Situation (Wai jiao feng yun, 2019)
Plaza Mayor Company LTD SERG403
20 brani – Durata: 54’09”

Regalano sempre fenomenali sorprese le partiture di autori asiatici odierni, perché ancora posseggono grandi pagine tematiche avvincenti originali e un sinfonismo dal largo respiro e dalla forte personalità espressiva, con un orecchio al passato e a quel marcante metodo compositivo classico che, per fortuna, non sottostà alle attuali assenze leitmotiviche imperanti e senza equipollenza. Lo score di Liu Ye è un diletto uditivo dalla prima all’ultima traccia. La trama della serie TV cinese narra della nascita della Nuova Cina fino alla visita di Deng Xiaoping negli Stati Uniti e ai negoziati tra Cina, Gran Bretagna e Hong Kong, evidenziando il ruolo fondamentale di Mao Zedong, Zhou Enlai, Deng Xiaoping e Chen Yi nella diplomazia del Paese. Attraverso eventi storici come la Conferenza di Ginevra, la Conferenza Asia-Africa e il ritorno della Cina alle Nazioni Unite, mostra sia i grandi successi sia il percorso complesso e difficile della diplomazia cinese. Il compositore, attivo dal 2006, realizza uno score dai marcati accenti alla Bruce Broughton, John Williams e Lee Holdridge per partiture epico avventurose anni ‘80 e ‘90 ed ogni brano, sia se pagina di commento patriottica o d’azione sia se pura retorica intimistica di ogni personaggio, è un ‘sentire’ che fa comprendere quanto sia concretamente importante avere ancora (e per sempre) un Tema o più di Uno che renda giustizia alla trama e che sappia emozionare separato da essa. Ascoltate “Trail of History”, “Theme of Diplomacy”, “The Great Men’s Demeanour”, “Affection”, “Natural Kindness” in cui la Budapest Scoring Orchestra e l’Asia Philharmonic Orchestra la fanno da padrone con entusiasmante solennità e grazia esecutiva. Da possedere!

cover sacre coeur 

Thierry Malet
Sacro Cuore (Sacré Coeur: Son règne n'a pas de fin, 2025)
Plaza Mayor Company LTD SERG419
23 brani – Durata: 65’50”

Un documentario sulla tradizione cattolica del Sacro Cuore e sulle sue influenze sociali e religiose umane attraverso i secoli, descritto sonoramente da Thierry Malet, in attività da metà anni ‘90, anche direttore d’orchestra, arrangiatore e orchestratore per colleghi nel medesimo ambito cine-tv-musicale, con la presenza della City of Prague Philharmonic Orchestra ad ingigantire lo score, il quale compone un motivo portante formalmente rapsodico (“Waking Up at the Convent”), carico di lirismo ecclesiastico, in prevalenza dai toni mestamente gravi e meditativi (“The Final Breath of Christ on the Cross” e “The Sorrow of the Heart of Saint Margaret Mary”). Delicato un secondo tema, “Julie’s Testimony”, o il corale liturgico “Matins at French Convent of the Sisters”, pure il celere e brillante “The Words of Jesus” e la soavità angelicante per arpa, synth e archi sottesi di “Saint Margaret Mary’s Life at the Convent”. Trovate addirittura un “Rap Music in the 1980’s” alla Eminem e un brano pop intrigante in “End Credits – Coeur” cantato da Lourika. Si denota che Malet è stato particolarmente ispirato dalla visione di questo documentario. Tracce alla Howard Shore in “The Revelation in the Heart of Saint Margaret Mary” e gioiose alla Randy Edelman in “So What the World May Be Saved”. Intensamente commovente “The Theme of Saint Margaret Mary Explored”.

cover meteors 

Maxime Denuc & Matthieu Gasnier/AA.VV.
Météors (Id. - 2025)
Plaza Mayor Company LTD/Sony Music/Orchard
12 brani – Durata: 47’23”

Una nuance canora alla David Bowie prima maniera serpentina nelle songs punk pop interpretate da Pamela e scritte da Samuel Sprent, Simon Quénéa e Pierre Cheguillaume, “Focused” e “Put Out the Fire”, che aprono il CD di questa pellicola drammatica giovanile francese. Maxime Denuc & Matthieu Gasnier tratteggiano uno score electro-minimale che si fa strada tra canzoni reggae, hip hop e punk sopra descritte, puntualizzando la difficoltà ed il disagio social-lavorativo dei giovani protagonisti in questo film presentato al Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard. Brani di rilievo dei due compositori: “Fissure”, il glassiano “Dusseldorf” e l’incessante stordimento asfissiante di “Solarium (extrait)”.

cover le bonheur est pour demain 

Béatrice Thiriet
Le bonheur est pour demain (Inedito, 2023)
Plaza Mayor Company LTD SERG343
13 brani – Durata: 23’22”

La colonna sonora di Béatrice Thiriet è un lungo movimento concertistico, dalle sfumature musicali che lambiscono Philip Glass (“Rencontre de couloir” o l’estenuante progressivo incedere di “L’evasion”) e cellule folcloriche etniche (più hindi ad un ascolto superficiale) espresse in “Le parloir 2 pour piano et oud” e folk (l’armonica solista di “La famille”) dapprima per viola da gamba solista, che via via assume altre forme ed esecuzioni strumentali; anche il piano che è lo strumento d’elezione della compositrice (il lirismo jazz noir di “Le parloir 1”) e fiati. La storia ci racconta di una donna (Laetitia Casta) che si invaghisce di un uomo che è un mascalzone violento che la coinvolge in una rapina, sconvolgendole del tutto la vita. La compositrice parigina (classe 1960) compone per serie TV e cinema dal 1992.

cover 7 jours en juin 

David Aboucaya
7 jours en juin (Inedito, 2025)
Plaza Mayor Company LTD/Sony Music/Orchard
37 brani – Durata: 61’35”

Sceneggiato, diretto e musicato da David Aboucaya, anche attore in talune occasioni, il film di guerra 7 jours en juin ci inabissa in una storia realmente accaduta durante la Seconda Guerra Mondiale: il 6 giugno 1944, paracadutisti americani della 82ª Divisione Aviotrasportata furono dispersi in Normandia e alcuni si ritrovarono nel villaggio di Graignes, lontano dalla zona prevista. Con l’aiuto degli abitanti, organizzarono una difesa, ma furono presto assediati da una divisione delle SS. La battaglia finì in tragedia, con massacri da parte dei nazisti così da ricordare Graignes come il “Forte Alamo” della Normandia. L’intera colonna sonora è costituita da strumenti campionati e suona fintamente elettro-ritmico-orchestrale anni ‘80 – ‘90 come tutte quelle score per action movies scritte da Christopher Franke dei Tangerine Dream in solitaria (vedi, in primis, I nuovi eroi di Roland Emmerich del 1992). Nulla di originale all’orizzonte però funzionale al racconto filmico e al suo sviluppo tra le sequenze, ahimè poco fruibile ad un ascolto disgiunto dalle immagini e abbastanza dimenticabile come tematismo e pagine concitate.

cover girls on wire 

Wenzi
Girls On Wire (Xiang fei de nü hai, 2025)
Plaza Mayor Company LTD/Sony Music/Orchard
10 brani – Durata: 16’42”

Tian Tian, madre single di una bambina di cinque anni, uccide un trafficante di droga e viene poi perseguitata per vendetta. L’unica persona a cui può rivolgersi per chiedere aiuto è sua cugina Fang Di. Tutta la pressante tragicità emotiva della storia, continuamente sul filo del rasoio, viene elaborata da sonorità elettroniche, effetti sintetici stranianti e metallico-disturbanti (la traccia 5), raggelati da parentesi melodiche astratte (le tracce 6 e 7) costruite ad hoc da Zi Wen, in arte Wenzi (Fuochi d’artificio in pieno giorno, Angels Wear White), in particolare nel tema sentimentalmente diviso tra un piano sintetizzato delicato e synth spaziali perturbanti (traccia 9) e nel conclusivo movimento action ritmico orchestrale, dalle nuance orientali pop, del brano 10.

 

 

 

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Daniela Bocconi

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