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15 Mar2011

West Side Story con le sorelle Labeques

Scritto da Paolo Eustachi. Pubblicato in Reportage

cover_west_side_story.jpgWest Side Story con le sorelle Labeques per la Stagione IUC a Roma

Una magistrale interpretazione della “Rapsody in blue” di Gershwin (1898 – 1937)  ha segnato negli anni ottanta  gli inizi della fulminante carriera artistica del due pianistico  formato dalle sorelle francesi Katia e Marielle Labeques, la cui registrazione discografica è stata insignita da prestigiosi premi e accolta da un grande riscontro da parte del pubblico con la vendita di oltre 500.000 copie. Al loro ritorno  all’Aula Magna dell’Università la Sapienza di Roma per la Stagione IUC  lo scorso 12 marzo le due sorelle propongono di nuovo proprio il brano di Gershwin legandolo in un interessante accostamento artistico ai suoi “Tre Preludi”  in un arrangiamento per due pianoforti realizzato da Irwin Kostal (1911 – 1994) e alla trascrizione per due pianoforti,  percussioni latine e tamburi jazz curata sempre da Irwin Kostal della colonna sonora composta da Leonard Bernstein per il film  West Side Story. Un concerto quindi interamente dedicato ai due più celebri compositori americani del ventesimo secolo.
Pur avendo radici comuni – la loro origine russa – i due musicisti hanno seguito un proprio cammino artistico dal punto di vista compositivo con risultati estetici e espressivi alquanto differenti.
Gershwin cerca con risultati alterni di coniugare la tradizione musicale afro-americana, in particolare l’universo jazzistico, con l’austero  linguaggio e l’estetica architettonica della musica colta europea con lo sguardo rivolto in particolare all’impressionismo francese.
Egli ha legato il suo nome ad alcuni musical di successo come Fanny Face (1927) e a musical cinematografici come Voglio danzare con te (1937) di Mark Sandrich e Follie di Hollywood (1938) di George Marshall.
Katia e Marielle Labeques rendono la sua celebre “Rapsody in blue” in un’esecuzione di grande equilibrio  che  affascina  per il raffinato virtuosismo , il grande senso timbrico e ritmico e la capacità di mitigare l’ interiore languore espressivo e prosaico della scrittura musicale esaltandone piuttosto il carattere sognante e atmosferico.
La partitura di Gershwin è stata anche utilizzata per la colonna sonora del film Fantasia 2000, seguito del celebre film musicale del 1940 realizzato dalla Walt Disney.
Assolutamente affascinanti nella loro spontanea ricerca ritmica e armonica, avvolti in un marcato clima impressionista  e guidati  da un sorprendente  respiro meditativo i “Tre Preludi”  (si bemolle maggiore – do diesis minore – mi bemolle minore), composti nel 1926,  si rivelano nelle mani delle sorelle Labeques  come un pezzo di sorprendente eleganza espressiva.
Leonard Bernstein (1918 – 1990) compositore, pianista e direttore d’orchestra appartiene alla generazione successiva a quella di Gershwin. La sua folgorante carriera di direttore d’orchestra lo ha portato a dirigere le maggiori orchestre del mondo incluso i Wiener- e i Berliner Philharmoniker con i quali ha realizzato importanti registrazioni discografiche. Particolarmente apprezzate dalla critica sono state le sue interpretazioni di autori come Haydn, Schumann e Mahler. Il  carattere estroverso e versatile di Bernstein si riflette pienamente nel suo stile compositivo caratterizzato da un forte eclettismo, grande libertà espressiva, fantasia cromatica e ritmica.
Lontano da ogni forma di radicalismo d’avanguardia, al pari di Gershwin, anch’egli tenta con successo una sintesi stilistica fra le tradizioni musicali del vecchio e del nuovo continente, con grande spontaneità e maggiore  spregiudicatezza accoglie nel suo linguaggio  citazioni banali  e  jazzistiche, riferimenti di  musica sacra (canti ebraici) e popolare, figure ritmiche politonali di impronta neoclassica che ricordano Stravinskij  e Prokov’ev  per arrivare a crescendo di velato  taglio rossiniano come nella sua opera Candide. In campo cinematografico il suo nome è legato unicamente a  tre lavori, la versione filmata del musical On the Town (Un giorno a New York, 1949) di Stanley Donen e Gene Kelly, On the Waterfront (1954) di Elia Kazan con Marlon Brando grande protagonista e soprattutto West Side Story (1961), pluripremiato film di Robert Wise e Jerome Robbins, trasposizione filmica dell’omonimo musical  allestito a Broadway alla fine degli anni cinquanta.
La sua riluttanza a lavorare per il grande schermo era dovuta principalmente agli enormi compromessi e rinunce che il musicista si trova normalmente a compiere per volontà del regista al momento del montaggio della musica, spesso ridotta, a suo avviso,  a un ruolo irrilevante.
foto_sorelle_labeques.jpgLa sua partitura composta  per il musical West Side Story, firmato dal Regista Jerome Robbins  e dal celebre paroliere Stephen Sondheim e adattata per la successiva realizzazione filmica, rimane comunque un prestigioso contributo musicale per il grande schermo, insignito con l’Oscar quale migliore colonna sonora.
Del resto come dimenticare temi suggestivi come “Maria”, “Tonight” o “America” , divenuti Hits che ci hanno accompagnato  negli anni sessanta?
West Side Story è una coinvolgente trasposizione moderna dal forte contenuto sociale del dramma di Romeo e Giulietta ambientato nell’Upper West Side a New York e che vede contrapposte  una gang di strada  locale  a un gruppo di portoricani e dove i due protagonisti positivi appartengono ovviamente alle fazioni opposte.
La forte impronta ritmica e timbrica  e una incisiva carica  atmosferica trovano nella scrittura di Bernstein un ammirevole equilibrio  cui fa riscontro  anche  un soddisfacente montaggio  delle immagini.
Particolarmente suggestiva è apparsa la versione realizzata da Irwin Kostal per due pianoforti e percussioni  presentata nel concerto dell’IUC, in cui il formidabile virtuosismo del  duo Labeques  si associa alle avvolgenti evoluzioni   dei solisti   venezuelani  Pablo Bencid e Gonzalo Grau e ne  esalta in modo magistrale le raffinate gradazioni ritmiche.
L’eleganza del tocco  delle sorelle francesi insieme alla straordinaria musicalità di Pablo Bencid e Gonzalo Grau, impegnati nei vari pezzi con batteria, tamburo jazz, bongos, nacchere e – come nel caso di “America” – anche con semplice clapping, caratterizzano un’esecuzione  volta  ad evidenziare le qualità strutturali della composizione che, anche lontano dalle immagini per cui è stata scritta, presenta una solida valenza  architettonica e diventa un’esperienza concertistica di grande pregio.
La tensione espressiva, ritmica  e virtuosistica raggiunge in “Mambo” e “America”  i due momenti culminanti, sottolineati dall’entusiasmo del pubblico con applausi a scena aperta e puntualmente ripetuti poi fuori programma dagli esecutori.  La scrittura di Bernstein d’altra parte è percorsa anche da una forte vena romantica e melodica particolarmente evidente nei brani “Maria”, “I Feel Pretty”, “One Hand”, “One Heart” e “Tonight” rese con grande raffinatezza espressiva da Katia e Marielle Labeques, accolte insieme a Pablo Bencid e Gonzalo Grau con lunghi e calorosi applausi da parte di un pubblico straripante stipato in ogni angolo della sala.

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Daniela Bocconi

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