03 Feb2013
Scritto da Roberto Pugliese . Pubblicato in Cinema

Danny Elfman
Frankenweenie (Id., 2012)
Walt Disney Records D001766302
20 brani + 2 bonus tracks – Durata: 55’50”

Danny Elfman
Hitchcock (Id., 2012)
Sony Classical 8725477242
27 brani – Durata: 38’38”
Se ai due titoli presenti aggiungiamo
Promised land, il nuovo film di Gus Van Sant con Matt Damon (musica edita da Relativity Music Group e disponibile in download), componiamo una ideale trilogia di “ricongiungimenti” e di connessioni con la quale Danny Elfman esplica contemporaneamente e al meglio quelle che potremmo definire le tre anime attuali della sua vena creativa.
Con
Frankenweenie siamo alla quindicesima tappa dell’ormai trentennale collaborazione con Tim Burton, che costituisce un pilastro nell’evoluzione artistica del compositore texano (sessant’anni a maggio).
Hitchcock lo ricollega indirettamente all’universo di Bernard Herrmann, il musicista-principe del mago del brivido, da sempre modello e stimolo dell’ispirazione di Elfman, attraverso un “biopic” che ruota intorno alla realizzazione di
Psyco, film di cui nel ’99 il compositore supervisionò – appunto in stretta osservanza del capolavoro herrmanniano – lo score del “clone” a colori firmato da Gus Van Sant; e proprio di Van Sant è quel
Promised land con cui Elfman prosegue il sodalizio particolare con questo autore, iniziato nel ’95 con
Da morire, proseguito nel ’97 con
Will Hunting genio ribelle e poi appunto
Psycho, sino a rappresentare (con
Milk, 2008, e
L’amore che resta, 2011) il lato più raccolto, cameristico e meditativo dell’universo sonoro elfmaniano, altrove così squillante, pirotecnico e coloristico.
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