06 Feb2013
Scritto da Roberto Pugliese . Pubblicato in Cinema
Alexandre Desplat
Le 5 leggende (Rise of the Guardians, 2012)
Varèse Sarabande 302 067 175 2
26 brani + 1 canzone – Durata: 67’47”
Esiste un “caso Alexandre Desplat”? Se questa domanda ci fosse stata posta nel 2006 avremmo probabilmente risposto stupiti con un “no, perché?”. Il 2006 era infatti l’anno in cui l’allora 45enne compositore parigino tenne a Cannes, nel corso del Festival, la sua “leçon de musique” (encomiabile abitudine della rassegna francese, da nessuno imitata), proponendosi come musicista molto selettivo, rarefatto, accurato e attentissimo alle sfumature, alle sottigliezze del rapporto immagine-suono. Pure, in quel 2006 Desplat era già un artista richiesto e affermato, ma la sua sfera di attività gravitava ancora prevalentemente nel cinema francofono, con qualche iniziale timido e mirato excursus nella produzione angloamericana (
Il velo dipinto,
Syriana,
Firewall accesso negato): non a caso Desplat in quella sede si dilungò parecchio illustrando l’indimenticabile esempio dell’incipit ossessivo, pulsante, raffinatissimo da
Birth – Io sono Sean (2004, Jonathan Glazer), il film che lo rivelò al pubblico internazionale.
Dovevano ancora arrivare – ma poco mancava – gli Harry Potter, i Largo Winch, i Twilight, le Bussole d’oro, Clooney e Polanski, i discorsi del Re, Coco Chanel e Benjamin Button, gli Ang Lee e i Terrence Malick…
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