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30 Lug2021

School of Mafia

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

cover school of mafiaCris Ciampoli
School of Mafia (2021)
Edizioni musicali di proprietà dell’autore
25 brani – Durata: 42’22”



La premessa di questa commedia italiana è delle migliori: tre boss mafiosi di New York hanno un grosso problema da affrontare, ancor più grande di quello di doversi contendere il predominio della famosa metropoli americana, ovvero i loro primogeniti maschi non hanno la ben che minima voglia di seguire le orme dei padri. Tony, gender fluid, è un insegnante di danza; Nick un cantante rock; Joe vuole diventare un poliziotto. I loro genitori decidono di farli rapire e recapitare a Palermo da il Boss dei Boss, Mr T, ossia Turi ‘U Appicciaturi (un sempre spumeggiante Nino Frassica), che dovrà istruirli su come diventare Mafiosi Doc. Il commento musicale di questa farsa semiseria, con molti momenti spassosi e alcuni molto riflessivi, è stato affidato alle note citazioniste, allegre, divertite e divertenti di Cris Ciampoli (Tides, La mia famiglia a soqquadro, Tutta un’altra vita) che inanella una serie di idee tematiche che strizzano l’occhio a due generi assai in voga negli anni d’oro e d’argento del nostro Cinema, lo Spaghetti Western e il Mafia Movie o ancor meglio il Poliziottesco, mettendo su pentagramma tributi onesti ai compianti Ennio Morricone e Francesco De Masi (più il secondo che il primo come andamento tematico) e qualche lampo di sonorità alla Franco Micalizzi. Con il compositore Ciampoli alle chitarre, basso, pianoforte, batteria, flauto, fischietto, kazoo, ocarina, melodion, percussioni, synth, voce e tastiere, Chiara Ciampoli al piano, voce possente di buona parte delle canzoni, melodion e Michele Lotito alla tromba, si ascolta una colonna sonora che passa con disinvolta bravura ed empatia da atmosfere anni cinquanta/sessanta a paesaggi moderni con un sound in alcuni frangenti molto settanta/ottanta carpenteriano-gobliniano – vedi il tema portante “School of Mafia Theme” con quel piano accorato molto crime nell’andatura armonica e i synth e il basso-chitarra elettrica alla Carpenter di 1997: Fuga da New York in seconda battuta, che arriva dopo la canzone iniziale alla Carosone e Quartetto Cetra “Ciamberrina Tangerrina”. “Italian Standoff” si rifà palesemente, sin dal titolo, al Deguello di tanti western d’oltreoceano e di produzione di casa nostra, ad esempio la trilogia del dollaro morriconiana e i temoni da duello al sole di De Masi. “Face to Face” fa perno su un sound ambient anni ’70 alla Tangerine Dream. “Call It Love” è un blues sensuale in cui la voce della Ciampoli è lascivamente sexy e matura al punto giusto. “X fatto” è un pezzo action modernissimo e brevissimo. “Hastering” rompe gli schemi sinora messi in campo con un ballabile disco-tecno-dance viscerale e deformante. “West Coast” ricorda certi spiritosi temi parodici western alla Franco & Ciccio, con occhiatine pentagrammate irriverenti ai leitmotiv leoniani di Morricone, con tanto di friscalettu siciliano, fischio e voce femminea urlante alla Occhio alla penna o Gli avvoltoi hanno fame. Tema che ritorna in modalità country-folk nel successivo “Western Ape” che altro non è che il prosieguo del precedente brano, ma tendenzialmente più serioso (se così lo si vuol etichettare). Hard Rock con nuance gospel/blues pulp in “Botta Blues”, “La fuga a piedi” e “Possiamo parlarne”, dove Ciampoli si diverte ad esprimere tutta la sua goliardia da ottimo polistrumentista qual è. “Con la minchia in mano (ballata nera)” è una marcia funebre a dispetto del titolo insolente. “Don Masino da Turi” è traccia epica, mentre “Why Not Now” canta un’accattivante blues con la Chiara Ciampoli in una performance rigogliosamente accaldata. “She Lays”, un rock-blues alla Eric Clapton piacevolmente coinvolgente e suonato divinamente bene. In “Ce l’andiamo a riprendere” il sound da deguello morriconiano e demasiano si palesa ancor più prepotentemente. “La fuga” è una scorribanda rock alla poliziottesco micalizziano, anche se il ritmo adrenalinico del brano ha ben presente i paesaggi action attuali alla Brian Tyler di tanti Fast & Furious. “L’unica” e “In bici” giocano sulla voce velatamente acuta della Ciampoli che sottolinea una melodia nostalgicamente rimembrante. “Ora chi è la faccia di minchia” riprende il leitmotiv della song “Ciamberrina Tangerrina” virandolo verso panorami epici western da resa dei conti nel Grand Canyon. “Take A Long Time”, pezzo disco dance anni ’80 alla Mike Francis con la Ciampoli irriconoscibile nel suo tramutar cantando, passando con scioltezza da un genere canoro all’altro in questo score dai mille volti. “NY Running” è funky soul blaxploitation da sballo, seppur brevissimo. “La bussola” precede velocissimamente in modo ambient la canzone in italiano, che chiude la OST, “Ciao ragazzi”, blues-west coast-rockabilly acido e sguaiato che ancora una volta dimostra l’enorme versatilità della Ciampoli, non solo vocale ma interpretativa. 

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Daniela Bocconi

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