Conan the Destroyer
Basil Poledouris
Conan il distruttore (Conan the Destroyer, 1984)
Prometheus Records – XPCD171
CD 1: 19 brani – Durata: 61’33’’
CD 2: 10 brani – Durata: 31’17’’

«Fra il tempo in cui l’oceano inghiottì l’Atlantide e il sorgere dei figli di Aryas, vi fu un’era aldilà di ogni immaginazione: l’era in cui visse Conan [sul grande schermo negli anni ‘80]». Inutile negare che nel corso di quel decennio del ‘900, il fantasy abbia cominciato ad invadere le menti della cultura generale con fumetti, giochi di ruolo, cartoni e, soprattutto, sceneggiati televisivi o film. I film della saga di Conan con protagonista un giovane Arnold Schwarzenegger, Il Barbaro (1982) e il Distruttore (1984) senza contare il rilancio del franchise nel 2011, sono infatti lo specchio della moda nerd di quel tempo (a cui neanche la Disney seppe resistere con il suo Taron e la pentola magica del 1985) in cui un valoroso eroe (possibilmente biondo e muscoloso come He-Man) combatte stre-goni e mostri inimmaginabili in un passato indefinito di un’epoca o mondo sco-nosciuti.
Entrambi i film sono oggi considerati come dei ragguardevoli cult insieme alla loro colonna sonora ad opera di Basil Poledouris che fu da spunto per le future generazioni. Se Conan il barbaro gettò le basi, il distruttore fu la giusta conclusione dei racconti del Cimmero con evoluzione dei temi, riprese dei precedenti e nuovo materiale, ma con molta meno ‘aggressività’ e toni cupi. Con molta probabilità ciò nacque dal cambio di regia (Richard Fleischer invece di John Milius) e dal fatto che cercarono di smorzare la violenza nel film: di conseguenza ciò ricadde anche sulla musica che si dimostra essere una descrizione meno oscura dei nuovi personaggi e dei mondi incontrati da Conan e dai suoi compagni di viaggio rispetto al precedente capitolo.
Si pensi infatti al “Main title”: questa volta Conan ha un suo tema specifico (il distruttore) che emerge dal tappeto sonoro delle percussioni con una violenza incredibile delle stesse e degli ottoni come ad indicare la brutalità del personaggio, come barbaro, ma anche la sua nobiltà come re di un regno.
In questa stessa traccia, dopo l’esposizione del tema principale, ritroviamo anche la melodia degli archi già ascoltata nel primo film: anche questa è riferita al protagonista, ma più accostabile al suo animo nobile (infatti la si puo’ sentire, eseguita dalla tromba, anche nel finale di “Dagoth’s dead” quando Conan salva la principessa e il film volge verso la lieta conclusione) e alla sua spada. Un altro tema già ascoltato in Conan il barbaro, altri non è che quello del funerale di Valeria (la moglie uccisa del protagonista) con la melodia agli oboi inserita nelle tracce “Valeria remembered” e “Farewell Valeria”. Una delle qualità del compositore Poledouris è quella di avere uno stile immediatamente riconoscibile la cui musica ha radici nella cultura greca e che mantiene, in questo caso, sempre un alto stile epico nell’accompagnare la pellicola. In Conan il distruttore notevoli sono le ritmiche che descrivono le battaglie (“Net fight”), il regno dell’antagonista (“Shadizar/Dream Quest”) e l’amazzone Zula (“Zula/Bombaata fight”; il suono che la definisce si alterna tra le percussioni e i violini per indicare il suo animo guerriero e nobile). Non mancano, come per il primo capitolo, casi di musiche tradizionali con un andamento quasi orientalistico: si fa riferimento a “Tower source music” e “Dagoth ceremony”, in cui la piccola melodia principale viene ripetuta più volte. Di rilevante pregio invece è il dittico composto da “Ice palace” e “Chamber of mirrors”: un crescendo e un diminuendo sono agli antipodi dei brani che raccontano una delle tappe del viaggio di Conan partendo da un suono o da un tema e sviluppandoli entrambi fino alla fine.
La registrazione della colonna sonora integrale di Conan il distruttore, edita dalla Prometheus Records in doppio CD, i cui brani sono stati incisi nuovamente dalla City of Prague Philharmonic Orchestra diretta da Nic Raine (con un suono più che pulito) conserva una piccola chicca per gli amanti non solo di Conan, ma anche del compositore Poledouris: vi sono alcuni brani della pellicola in film version, ma anche le rarissime sei tracce dello spettacolo degli Universal Studios di Hollywood The Adventures of Conan: A Sword and Sorcery Spectacular che andò in scena dal 1983 al 1993. Si trattava di uno show di venti minuti circa che si svolgeva in uno dei teatri del parco a tema e che aveva come canovaccio due vichinghi che combattevano contro uno stregone: verso il finale uno di loro s’impossessava di una spada magica, che lo trasformava in Conan, per combattere contro un drago enorme. È possibile trovare l’intero spettacolo su YouTube, ma ciò che è incredibile è che lo stesso, sebbene fosse solo basato sui film con Schwarzenegger, venne comunque musicato da Poledouris. Ogni traccia, che corrisponde ad una parte specifica dello show, ha un tema ben preciso che rende il racconto musicale epico e avvincente come i film: molte melodie o materiali sonori altro non sono che delle evoluzioni della colonna sonora originale con uno stile più incline a voler lasciare lo spettatore senza un attimo di respiro (vedendo lo spettacolo, infatti, si ha la sensazione che sembrasse il massimo apice degli effetti speciali in un parco divertimenti). Nota di merito per il brano “Wind of the woods”.
«[…] A lungo Conan inseguì l’avventura in terre lontane e non si curò delle ricchezze, del potere e della gloria, ma poi finalmente trovò il suo regno e sulla sua fronte corrucciata fu posta la corona che gli spettava, ma questa è un’altra storia»: purtroppo il terzo capitolo, con Schwarzenegger, come Re Conan non venne mai girato e il rilancio del franchise fu un disastro, per non parlare della morte stessa del compositore nel 2006. Ciò non toglie, però, che dei due cult-movie se ne parla ancora oggi come delle due migliori colonne sonore fantasy mai scritte: gli anni ‘80 erano DAVVERO un’altra storia su questo genere.
