12 Giu2014
Il mio nome è Shangai Joe
Bruno Nicolai Il mio nome è Shangai Joe (1973)
GDM Music ”The Hillside Series” CD 4174
15 brani – durata: 36’ 15’’

Nel 1973 la crisi quantitativa e qualitativa del western all’italiana è già evidente e ormai irreversibile, mentre nel Bel Paese un altro cinema, che documenta la violenza urbana (il poliziottesco), scava nel torbido dell’animo umano (il giallo/thriller alla Dario Argento), eccede in voyeurismi adolescenziali (la commedia boccaccesca) o modernizza le arti marziali orientali (il kung-fu movie con Bruce Lee), incontra più largamente il favore del pubblico di massa.
Gli ultimi conati di vita del western da un lato indulgono nell’imbarbarimento parodistico posteriore al fenomeno Trinità, dall’altra cercano la via del rinnovamento lasciandosi influenzare da altri generi. Il mio nome è Shangai Joe di Mario Caiano – regista considerato uno dei padri dello spaghetti western - è appunto un esperimento finalizzato ad integrare le Colt con il kung-fu: il protagonista è un immigrato cinese giunto in Texas nel 1882 per fare il cowboy; qui sarà costretto a difendersi da xenofobia e corruzione mettendo in campo la sua straordinaria abilità nelle arti marziali.
Il film ha molti fan all’estero (nella ristretta cerchia degli appassionati s’intende) e deve una parte non trascurabile della sua fama alle musiche di Bruno Nicolai. Contemporaneamente all’uscita del film circolò infatti in Giappone un LP contenente 14 tracce della colonna sonora; riproposte pari pari su CD nel 1996 dall’italiana Point Records, le stesse, più una bonus track, ricompaiono ora in una nuovissima edizione appartenente alla collana nata dal prolifico sodalizio GDM/Hillside. In realtà la partitura è un collage di temi già scritti in passato per altri spaghetti western dal compositore romano, il quale si limita a correggere o arricchire gli arrangiamenti, a disporre secondo un montaggio diverso le sequenze o, semplicemente, a tagliare le parti introduttive. Era del resto una consuetudine diffusa, in un periodo di iperattività del cinema popolare, che le produzioni, alfine di risparmiare tempo e denaro, chiedessero ai compositori di poter riciclare musiche pensate per altri film o di attingere al materiale di repertorio depositato presso gli archivi delle case discografiche.
Il celeberrimo tema principale “Il mio nome” è identico, fatta eccezione per la lunga parte drammatica iniziale qui omessa, a quello di Buon funerale amigos!... Paga Sartana (1970) dove è indicato con “Seq. 1”. Dalla stessa partitura vengono ereditate e ribattezzate anche ”Seq. 3” (“L’allegro becchino”), “Seq. 4” (“Shanghai Joe”), “Seq. 8” (“Richiami d’amore”) e “Seq. 9” (“Nubi”). La suspense sibilante di “Caccia all’uomo” non ha una così netta corrispondenza, ma indubbiamente per mood e sonorità (le occasionali due note per ocarina non lasciano dubbi) appartiene allo stesso nucleo compositivo. Per maggiori dettagli su questi brani si veda la mia recensione all’intera OST consultabile nella sezione “Extra - L’angolo dei lettori” del sito.
I brani d’ambientazione o sospensione “Remoto”, “Alternativa”, “Saloon” e “Attimi” sono invece riconducibili a Un uomo chiamato Apocalisse Joe (1970), il cui tema conduttore viene rievocato in “Abissale”, la bonus track sopra menzionata (si veda anche per questa OST la mia recensione apparsa sul sito l’11 maggio 2012).
“La partenza”, un crescendo per organo elettrico guidato da arpeggi di chitarra, è l’esatta fotocopia di un episodio (per la precisione si tratta di “Seq. 7”) originariamente facente parte dello score di Una nuvola di polvere… Un grido di morte… Arriva Sartana (1971); “Sfida” è liberamente ispirato ad un tema tratto da I corvi ti scaveranno la fossa (1972), di cui si dà una rilettura onirica piena di suoni riverberati; “Il giuramento”, infine, con le sue sottili nuance orientali, sembra essere l’unica sequenza concepita appositamente per la pellicola.
Niente più di un’autocitazione, dunque, ma affatto fastidiosa, specie se intesa come una sorta di antologia dei western del maestro Nicolai da assaporare sul filo della memoria.
