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14 Ott2013

Squillo

Scritto da Andrea Natale. Pubblicato in Cinema

cover_squillo.jpgPino Donaggio
Squillo (1996)
Virgin Dischi
14 brani - Durata: 42' 37''



Nonostante dieci anni prima, dopo l'uscita di Sotto il vestito niente, Dario Argento avesse consigliato ai fratelli Vanzina di lasciar perdere il genere thriller, nel 1996 i due registi capitolini ci riprovano firmando soggetto, sceneggiatura (insieme a Franco Ferrini) e naturalmente regia di un nuovo thriller intitolato Squillo. A fare da fondale alla trama, non più la Milano modaiola degli anni Ottanta, bensì la Milano benestante e i traffici delle “call girls” (da cui il titolo italiano del film). Come consuetudine vanziniana però, il contesto è pretestuoso per costruirci un giallo e non c'è un vero e proprio interesse per l'argomento delle escort.
A produrre è la Clemi Cinematografica di Giovanni Di Clemente. Mereghetti lo bolla come “fumettaccio con pretese gialle che dimostra il più profondo disprezzo per l'intelligenza del pubblico”. Personalmente l'ho trovato fiabesco ed estetico, con uno script a tratti didascalico e una precisa “messa in mostra” dei personaggi, scelti più per la loro fisicità che non per le reali capacità interpretative. Ma anche questo ritengo faccia parte della poetica dei Vanzina e ne contraddistingua lo stile, diventando facile bersaglio per la critica ufficiale e praticamente oggetto di scherno per i blog e le fanzine dei cultori del genere thriller, che naturalmente riconoscono altrove i loro miti. Pellicola dunque non indispensabile ma pur sempre accattivante se non accolta con troppe aspettative o pretese, ma concepita e proiettata nell'ottica di un preciso (e coerente) canone stilistico-narrativo.
E come per il precedente Sotto il vestito niente, per la stesura della colonna sonora viene chiamato nuovamente il compositore veneziano Pino Donaggio che, proprio quell'anno, si aggiudica il Globo d'oro per le musiche di Palermo Milano - Solo andata, action-movie diretto da Claudio Fragasso. La OST viene prodotta dalla stessa Clemi in condivisione con Emergency Music, distribuita da Virgin Dischi ed eseguita e incisa a Sofia dalla Bulgarian Symphony Orchestra diretta da Natale Massara.
Normalmente animati con immagini, questa volta i titoli di testa del film sono “bui”, con la sola successione delle scritte e un enigmatico cordless roteante al termine dei credits, avidamente agguantato da una mano femminile smaltata. A fare da sfondo musicale ai titoli il brano “Poland's Fields” (o meglio una parte di esso), che prosegue sulla sequenza iniziale ambientata presso una famiglia contadina polacca proprio il giorno dell'abbattimento del muro di Berlino. Protagonista è la famiglia di Eva e Maria. La scena si sposta poi con un flash-forward di sette anni a Milano ove Eva (Bianca Koedam), emigrata dalla Polonia, lavora adesso come escort. Interessante l'uso del metalinguismo geografico, ovvero la commistione tra la polka violistica accompagnata dal ritmo binario del pianoforte e gli sviluppi col timbro elettronico-spaziale (sempre appartenenti alla traccia “Poland's Fields”) e i ritmi pop nel momento dell'inquadratura del Duomo di Milano e alla nuova vita della ragazza polacca. La seconda traccia che si ascolta nel film è “Feeling of Danger” e descrive esattamente quello che dice il titolo. Maria (una bonissima Jennifer Driver), che ha raggiunto dalla Polonia la sorella Eva a Milano e non sa nulla della sua nuova vita e soprattutto della sua professione, giace addormentata sul divano, mentre la sorella è fuori per lavoro. L'attacco degli archi acuti sotto i quali prendono forma enigmatici frammenti in modo minore dei legni con la ripresa poi allargata del tema dei titoli riesce a scrutare e tradurre su pentagramma l'interiorità di Maria che incomincia a temere per le sorti della sorella che tarda a rientrare e che lei decide dunque di andare a cercare finendo all'Hotel Principe di Savoia. La traccia “Necessity” viene montata nella scena in cui Maria, sola in casa, avverte dei rumori e, temendo la presenza di estranei, afferra un coltello da cucina (si rivelerà poi un falso allarme). Quando poi Maria decide di proseguire la ricerca della sorella fingendo di essere lei per entrare nel suo mondo e scoprire qualcosa di più, si ascolta il brano “Suspicion Cable Car”, un piccolo affresco che fonde il richiamo morale del pericolo con il supporto ritmico alla scena della “sexy vestizione” di Maria e con la ripresa del ricorrente arpeggio rovesciato di sei note su triade minore con partenza dalla sesta minore sovrastante la dominante dell'accordo e approdo sulla tonica con pre-appoggio sulla sensibile. Nella sezione dei brani più “agitati” figura “Following You at Night” che commenta la sequenza nella quale Maria decide di seguire di soppiatto la escort Sonja che potrebbe farle scoprire qualcosa di più sulla sorella e assiste alla sua precipitazione dal tetto del museo, intravedendo le mani dell'anonimo assassino che l'ha spinta. Il sospeso clima di mistero e attesa che caratterizza la scena nella quale Maria sale in macchina con il presunto assassino pedinata dall'ispettore Messina (Raz Degan), viene tradotto dal tono minimal-ostinato con destabilizzanti inserti archeggiati  e piccole spruzzate di effetti elettronici della traccia “Still Following You”. Nella scena più romantica (e leziosa) del film, quando Messina si trova in intimità e amoreggia con Maria, si può ascoltare la morbida tranquillità dei suoni jazz lounge per archi e tromba solista di “Cheating” (il titolo in realtà allude a qualcosa che nel film in quel momento non si conosce ancora...). Nella traccia “The Importance” (tagliata nel film) si avverte ancora la fusione dei ritmi di intrattenimento allo scorrere delle immagini con il richiamo ai momenti in cui l'indagine emotiva era maggiore e i marcati strumentali rammentavano che il pericolo sarebbe diventato una costante del film. La sceneggiatura degenera nel divertente (quanto forse inopportuno...) doppio senso erotico nello scambio di battute tra Messina e Maria nella toilette della stazione ferroviaria e il film perde un po' di ritmo e credibilità. Quando Maria, sempre in versione falsa-escort, sale sull'auto dell'ennesimo cliente “d'alto borgo” e viene pedinata da Messina (col baby-monitor...), si ascolta nuovamente il modulare e incalzante “Following You at Night” (che richiama la scena dell'omicidio al museo ma col titolo riferito proprio a questa sequenza), che si lega poi alla traccia “Love, Passion and Death”, con l'incipit glissato ascendente degli archi, il vuoto dell'attesa (Maria si trova nuovamente all'interno dell'appartamento del presunto assassino) e con la sincronica intromissione di un sensuale inserto di sax nel momento in cui Maria spalanca la porta del bagno e si presenta in abbigliamento intimo con un coltello nascosto nella lingerie (riferimento abbastanza esplicito a Dressed To Kill di De Palma). Alla comparsa dietro il parabrezza dell'auto bagnato dalla pioggia di quello che (finalmente) si rivelerà essere l'assassino di Eva, si ascolta nuovamente il brano “First Clue”, con la fusione di acustico ed elettronico. “Love, Passion and Death” viene ripreso anche quando Maria scopre l'orecchino della sorella nell'auto dell'assassino e, in corrispondenza del flashback seppiato (evidente richiamo autoreferenziale a Sotto il vestito niente) che prende forma nella mente dell'assassino, c'è nuovamente  il sincrono del sax in corrispondenza questa volta della sua intimità con la vera Eva, rimasta fortuitamente uccisa battendo la testa. Nel flashback si ascolta dunque un frammento di “Cautions Doubt”. La traccia, interrotta da immagini mute, riprende poi con il sincrono in corrispondenza della comparsa improvvisa dell'assassino in casa di Maria. Altro sincrono interessante e funzionale (che richiama molto l'umore dei thriller di De Palma) lo si può ascoltare nella traccia “Anxiety, Fear, Challenge”, quando nella mente di Messina ricorre un flashback che lo porterà a capire chi è veramente l'assassino che, nel frattempo, sta aggredendo e lottando con Maria, tentando di ucciderla. Lo sviluppo incalzante e claustrofobico degli archi si placa solo quando si conclude la scena della colluttazione. Infine, “Still Believing”, montata sui titoli di coda, una versione alternativa del brano dei titoli iniziali. Nell'album è incluso anche il brano “Fable (Message Version)”, celebre e contemporaneo successo techno-trance di Robert Miles, utilizzato parzialmente nel film come musica addizionale in funzione intradiegetica.

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Daniela Bocconi

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