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04 Lug2013

Jerry Land, cacciatore di spie

Scritto da Federico Biella. Pubblicato in Cinema

cover_jerry_land.jpgPiero Umiliani
Jerry Land, cacciatore di spie (1966)
Beatrecords Company CDCR 122
19 brani - durata: 44' 14"



Diretto dallo spagnolo Juan de Orduña, Jerry Land, cacciatore di spie, spy movie di produzione italo-ispano-tedesca un po’ sopra la media del periodo per budget e ambizioni (gli esterni sono stati girati a Roma, Madrid, New York, Beirut), deve molta parte del suo brio al commento musicale di Piero Umiliani, prolifico specialista di un genere altamente compatibile con la sua formazione jazzistica. La romana Beatrecords ci dà puntualmente l’opportunità di verificarlo pubblicando lo score in una bella edizione integrale dalla doppia copertina.
Il tematismo di matrice bondiana (inaugurato da “Seq. 1”) su cui si regge l’intera partitura è soltanto un pretesto che predispone l’impianto orchestrale al continuo innervarsi delle fluide improvvisazioni per pianoforte, chitarra semiacustica, tromba con e senza sordina. Queste sono le voci solistiche più frequentemente chiamate in causa dal compositore fiorentino nella stesura di pagine talvolta sinuose, talaltra energiche, ma sempre freschissime nel loro sfoggio di dinamismo, eleganza e ricercatezza. Trascinati in un flusso ininterrotto, si oscilla così dal jazz interpretato dall’organico più classico (piano, chitarra, contrabbasso, batteria suonata con le spazzole) di “Seq. 4” e  “Seq. 13” allo swing di “Seq. 7” e “Seq. 12”, dal lounge per tromba e chitarra di “Seq. 9” e “Seq. 11” alla doverosa divagazione mediorientale (ispirata dalla location libanese ed eseguita con l’ausilio anche di strumentazioni etniche) di “Seq. 10”. Ne esce complessivamente un lavoro mutevole per sensazioni ed umori ma stilisticamente compatto per il suo formidabile ed esaltante gusto anni Sessanta.
Se raramente gli 007 italiani (o con una quota produttiva italiana) reggevano il confronto con gli originali, lo stesso non si può dire per le colonne sonore che hanno beneficiato dell’estro artistico dei musicisti più prestigiosi del nostro universo cinemusicale. E Piero Umiliani, insieme a Piero Piccioni, è senza dubbio stato per lo spionistico italiano quello che Ennio Morricone e Franco Micalizzi hanno rappresentato rispettivamente per il western e il poliziesco.

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Daniela Bocconi

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