03 Ott2012
Settembre nel segno di Schnittke
Settembre nel segno di Schnittke
Particolarmente coinvolgente è risultato il programma presentato al Trasimeno in data 2 settembre dal Duo Gazzana (Natasha Gazzana, violino e Raffaella Gazzana, pianoforte) che accostavano la “Suite im alten Stil” di Alfred Schnittke a lavori di Valentin Silvestrov, Cesar Franck e Nicolò Paganini evidenziando una straordinaria capacità di muoversi con formidabile disinvoltura e maestria tecnica attraverso universi sonori diversi e lontani. Particolarmente apprezzate e conosciute nei paesi asiatici (Cina, Giappone, Vietnam, Indonesia...) le due giovani musiciste stanno ora riscuotendo un crescente successo anche nel nostro continente. Nel 2011 hanno realizzato un’importante registrazione discografica con lavori di Janacek, Hindemith, Takemitsu e Silvestrov pubblicata dalla prestigiosa casa discografica tedesca ECM. La “Suite im alten Stil” per violino e pianoforte di Schnittke è strettamente legata alla sua intensa attività cinematografica e in particolare alla stretta collaborazione artistica con il regista Elem Klimov (1933 - 2003). La partitura è nata nel 1972, in un periodo compositivo caratterizzato da un marcato eclettismo e si presenta come un vero 'pastiche musical', come in certo modo la “Suite Holberg” di Grieg. Nella scrittura Schnittke non si limita a un originale arrangiamento di motivi derivati dall'universo barocco e le conferisce un tocco di elegante modernità manipolando in modo magistrale alcuni temi con soluzioni di elegante dissonanza.
I primi due movimenti della Suite denominati “Pastorale” e “Ballett” derivano dalla colonna sonora del film Le avventure di un dentista realizzato da Klimov nel 1961 negli studi della Mosfilm. Il film dal profondo contenuto etico, narra la storia delle vicissitudini di un dentista particolarmente dotato che attraverso un suo metodo riesce a curare i pazienti in totale assenza di dolore suscitando l'invidia e l'isolamento da parte di un ambiente mediocre e condizionato in un destino che sembra ripetersi con regolarità anche in epoche attuali e in sistemi che si dichiarano lontani dal regime sovietico.
La colonna sonora di Schnittke risulta gradevole ed efficace, sembra peraltro rimanere in sottofondo e svolgere un ruolo prevalentemente atmosferico.
Perfettamente montata, di grande incisività e forte impatto emotivo, risulta invece la partitura composta per il film documentario Sport, Sport, Sport sempre firmato da Elem Klimov e prodotto dalla Mosfilm nel 1970. Il lavoro illustra gli eccessi dell'attività agonistica, in particolare nelle competizioni internazionali con l'utilizzo di metodi di allenamento estremi e di abnormi e brutali pressioni sugli atleti, ai limiti del lecito.
Il compianto regista russo traccia un parallelo con la diversità di atmosfera trasmessa dallo sport puro, accostato a una forma di arte come avveniva nei primi giochi olimpici dell'antica Grecia.
La musica di Schnittke assume qui un ruolo fortemente incisivo ed evocativo ponendosi in suggestiva dialettica con le drammatiche immagini. Straordinaria la sequenza finale del film dal profondo contenuto metafisico e spirituale. Abebe Bikila, indimenticabile atleta vincitore dell'oro olimpico a Roma nel 1960 nella maratona, si avvia a piedi nudi verso la conquista di un traguardo invisibile accompagnato dai suggestivi versi scritti e recitati dalla poetessa dissidente Bella Achmadulina e dalle note della coinvolgente fuga.
Il coraggioso messaggio che Klimov in pieno clima brezneviano cerca di trasmettere allo spettatore è quello della fondamentale importanza del cammino dell'essere umano non verso delle mete effimere e transitorie quanto verso un obiettivo superiore e trascendente.
Come avvenuto per il precedente film, anche la Fuga insieme ad altri temi barocchi presenti nella colonna sonora vengono elaborati nel 1972 per formare il terzo, quarto e quinto movimento (“Menuett”, “Fuge”, “Pantomime”) della “Suite im alten Stil”.
La Fuga, segreto Leitmotiv del film, presenta marcati accenti bachiani avvolti in suggestiva chiave jazzistica dal forte contenuto ritmico e timbrico cui il compositore conferisce con grande maestria tocchi stranianti ed è scritta per un organico orchestrale di grandi dimensioni.
I due film di Klimov vengono considerati dal Goskino dal contenuto perverso, provocatorio e pericoloso per gli equilibri del sistema e ne dispone l'immediato sequestro e archiviazione.
Natasha e Raffaella Gazzana in perfetta intesa musicale e spirituale tratteggiano con ammirevole eleganza e sicurezza tecnica l'ambivalente e coinvolgente scrittura di Schnittke. Interessante notare come le due musiciste, nel loro lavoro di approfondimento della partitura, abbiano voluto ripetutamente vedere i film di Klimov da cui la partitura ha avuto origine. Nel 1991 inoltre il violinista Vladimir Spivakov ha realizzato un arrangiamento della Suite per orchestra da camera.
L'ascolto dei suggestivi eco romantici percorsi da una sottile vena impressionista trasmessi dai “Three Pieces” per violino e pianoforte del grande compositore ucraino Valentin Silvestrov (1937) ci ricordano la sua stretta collaborazione artistica con la connazionale regista Kira Muratova (1934) concretizzatasi in lavori di eccelso spessore come L'accordatore (2004) e Melodia per organetto (2009) acclamati da pubblico e critica in svariati festival internazionali.
Un'altra magnifica partitura del compositore russo-tedesco - il “Concerto per piano e orchestra d'archi” - pubblicata nel 1979 è stata presentata nel concerto di chiusura della XXVI edizione dell'Elba Festival il giorno 10 settembre in una magistrale esecuzione che ne ha superbamente illuminato il pathos espressivo e la tensione interiore da parte della pianista Ksenja Bashmet accompagnata dagli ormai mitici Moskow Soloists, guidati dal padre, il celebre solista della viola Jurij Bashmet.
La scrittura di Schnittke coniuga citazioni della Sonata “Chiaro di luna” di Beethoven con i solenni accenti di un corale ortodosso, clusters e improvvisazioni jazzistiche.
L'edizione 2012 del Festival ha confermato l'altissimo livello artistico dei solisti impegnati in programmi che si distinguono per la loro ineguagliata originalità e che portano l'evento a presentarsi come uno dei maggiori musicali a livello europeo. Citiamo i pianisti Sergeij Edelman, Ksenja Bashmet, Evgenij Koroliov, i violoncellisti Mario Brunello, Aleksej Buzlov e Giuseppe Sollima, ovviamente i Moskow Soloists con il fondatore Jurij Bashmet - insieme a George Edelman - direttore artistico del Festival e Nelli Efimova, formidabile enfant prodige del violino classe 2003, vincitrice dell'Elba Festival Prize 2012.
