Grande serata al Teatro San Carlo con Moretti, Piersanti e Piovani
Scritto da Paolo Eustachi   
Mercoledì 27 Giugno 2012

foto_franco_piersanti.jpgGrande serata al Teatro San Carlo con Moretti, Piersanti e Piovani

Dopo la prima romana avvenuta nel giugno del 2011 nel presuntuoso squallore del Parco della Musica, il “Concerto Moretti”  è approdato lo scorso 23 giugno nella sontuosa e impareggiabile cornice del Teatro San Carlo a Napoli  che ha accolto uno straripante pubblico, attento e caloroso.
Carismatica figura del mondo cinematografico italiano e internazionale, Nanni Moretti assistendo a un concerto in cui il Maestro Franco Piersanti dirigeva anche alcune partiture  composte per i suoi lavori è giunto all’idea di realizzare un programma musicale riferito ai suoi film con l’inserimento della proiezione di clips e recitazione di dialoghi e monologhi.
Il regista-attore, oltre a Franco Piersanti cui è legato da un pluriennale rapporto artistico, ha coinvolto nella intrigante operazione anche un altro grande musicista come Nicola Piovani con cui ha intensamente lavorato per alcuni anni.
L’universo psicologico, politico, religioso e esistenziale di Moretti autobriograficamente riflesso in personaggi portatori di una pungente critica sociale  e di sentite  istanze morali  è colto a livello musicale dai due compositori in vesti stilistiche differenti che si allacciano alle rispettive sensibilità e percorsi formativi e artistici. Il “Concerto Moretti” è espressione di un pezzo di storia del nostro paese sintetizzati nei trentacinque anni vissuti dalla generazione del regista - ora sessantenne – dall’uscita del suo primo film  Io sono un autarchico del 1976 fino ad Habemus Papam realizzato nel 2011.
Nel 2013 sono previste le riprese di un nuovo lavoro sul quale peraltro al momento il regista preferisce mantenere un discreto riserbo.
Il percorso musicale di Nanni Moretti rivela grande gusto e profonda sensibilità.
Il corso dei trentacinque anni della sua carriera  ha visto l’alternanza dei due  musicisti in tre fasi creative.
Dal 1976 (Io sono un autarchico) fino al 1984 (Bianca) il regista ha avuto al suo fianco Franco Piersanti.
La prima colonna sonora l’abbiamo registrata di notte negli studi della Radio Vaticana, utilizzando persino il loro organo…” racconta il regista al pubblico.
Con La messa è finita  nel 1984  ha inizio la collaborazione con Nicola Piovani che si protrae negli anni fino alle coinvolgenti immagini del catartico superamento  del lacerante dolore e travaglio interiore di una coppia di genitori colpita dall’improvvisa perdita del figlio rappresentate in  La stanza del figlio, vincitore della Palma d’oro a Cannes e del Premio Fripesci nel 2001.
Moretti  riprende la collaborazione con Franco Piersanti nel 2006 con Il caimano, drammatica storia di un regista che vede la propria vita affettiva e professionale  disintegrarsi giorno dopo giorno ma che comunque riesce a trovare la forza e la determinazione -  malgrado circondato da enormi difficoltà – di realizzare un film su Silvio Berlusconi.
La collaborazione con Piersanti prosegue quindi anche nel suo ultimo splendido lavoro Habemus Papam storia di un cardinale (Michel Piccoli)  eletto inaspettatamente papa che travolto dagli eventi piomba in un amletico dramma depressivo-esistenziale non sentendosi adeguato o semplicemente  non pronto ad affrontare le responsabilità e le contraddizioni del difficile ruolo.
Piersanti e Piovani evidenziano un linguaggio assai diverso.
La musica di Piovani è caratterizzata da una disarmante semplicità, freschezza e spontaneità espressiva che risulta quasi sempre anche di immediato impatto sul pubblico. La sua capacità di adeguare la propria scrittura alle mutevoli atmosfere narrative di un film rimandano in certo modo a Nino Rota di cui proprio Franco Piersanti è stato assistente dal 1975 al 1977.
Piersanti ha peraltro seguito un percorso musicale severamente classico è ha saputo creare uno stile dal carattere introspettivo e contemplativo che si muove sempre in perfetto equilibrio con le immagini, non privo di momenti intensi dagli accenti contrastati e drammatici peraltro lontano da ogni invadenza e funzione meramente esornativa.
La sua musica riflette la psicologia e l’interiore inquietudine dei personaggi dei film che egli è chiamato a musicare e fluisce in modo discreto e appassionato sostenendone in modo esemplare la forza narrativa  senza mai rimanere in passivo sottofondo.
Allievo di Franco Ferrara nei corsi di direzione d’orchestra, Piersanti è stato per diversi anni contrabbassista della gloriosa – poi indegnamente liquidata – Orchestra Sinfonica di Roma della RAI .
Con il concerto diretto al San Carlo egli conferma le sue grandi qualità di direttore  recentemente ribadite a Roma con una stellare esecuzione di “Little Daneliade” del compositore contemporaneo georgiano Giya Kancheli.
Con il suo gesto lineare e avvolgente egli esalta e trasmette all’ascoltatore la forza emotiva delle partiture del suo amico e collega Piovani ottenendo dalla splendida compagine orchestrale del Teatro San Carlo un suono vellutato, intenso e trasparente. Si susseguono, alternate a suggestivi monologhi impregnati di sottile ironia recitati da Moretti, le note delle musiche di La messa è finita (1985),  Palombella rossa (1989), Caro diario (1993) e  La stanza del figlio.
Particolarmente riuscito appare  il taglio classicheggiante che avvolge gli accenti romantici delle suggestive modulazioni dell’arpa in dialogo con il pianoforte in Palombella rossa così come il carattere sommesso e nostalgico volto a stemperare il forte contenuto drammatico che avvolge La stanza del figlio.
Il Leit-Motiv che percorre la scrittura  viene tratteggiato inizialmente dal piano, successivamente ripreso dal clarinetto per poi tornare  in un elegante dialogo fra violoncello e piano in cui si inseriscono archi e percussioni.
La personale dimensione espressiva del linguaggio di Piersanti, capace di coniugare in modo superlativo una raccolta interiorità a una seducente eleganza timbrica e strumentale lontana intere galassie dalla vuota magniloquenza hollywoodiana, viene restituita in modo esemplare da una superba prestazione dell’Orchestra sotto l’attenta guida del compositore.
Risuonano  le note di Io sono un autarchico (1976), Ecce Bombo (1978), Sogni d’oro (1981), Bianca (1984) quindi  Il Caimano (2006) e Habemus Papam (2011). Nella scrittura de Il Caimano affascina la sottile ironia  che percorre il percussivo tema introduttivo, come il sognante e straniante  lirismo delle gradazioni cromatiche  che rimandano al carattere mistico dell’universo sonoro di un autore come Szymanowski (1882 – 1937).
Accenti solenni, riflessivi e stranianti  percorrono il soundtrack di Habemus Papam e riflettono in modo suggestivo il malessere interiore che avvolge il protagonista. Formidabile il carattere ritmico, sommessamente danzante e sottilmente ironico conferito al brano denominato “Gli allenamenti” che accompagna il torneo ideato in Vaticano per i cardinali da un brillante psicanalista (Moretti) chiamato a risolvere la delicata situazione,  magnificamente tratteggiato dall’orchestra nella sua piena raffinatezza strumentale.
Profondamente toccante il monologo del grande artista romano tratto  dal suo  diario di appunti  che traccia la storia personale e affettiva relativa agli ultimi mesi dell’anziana madre  malata allacciandola  con quella professionale che vede il contemporaneo e difficoltoso procedere delle riprese di Habemus Papam
Forse,  ammette Moretti,  il rapporto con la mamma, stimatissima e amata insegnante al liceo Visconti di Roma, è stato negli anni  difficile e contrastato ed egli, preso dalla realizzazione del film, negli ultimi momenti della sua vita non è riuscito ad esserle vicino come forse avrebbe voluto.
Un suo alunno, ora quasi coetaneo del regista, la cerca al telefono per poterla rivedere e salutare proprio poco dopo il suo passaggio alla vita superiore…
Grande successo di una serata memorabile per la grande musica e  l’ottava arte.