Reportage del concerto “Danny Elfman’s Music from The Films of Tim Burton”

Batman, Alice, Edward, Spiritello Porcello & Co. alla mercé di un Folletto Rosso canterino!
Reportage del concerto “Danny Elfman’s Music from The Films of Tim Burton” dell’1 Luglio 2026
presso Cavea dell’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” in Roma

La cavea dell’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” di Renzo Piano, stracolma di cinefili spettatori affezionati di tutte le età, fan abbigliati come i loro personaggi più iconici, tanti compositori, musicisti, discografici ed editori (ne ho rintracciati e salutati alcuni appartenenti alla prima categoria, ovvero Emanuele Bossi, Antonio Fresa, Vito Abbonato, Tommy Caputo, Marco Cascone, Jonis Bascir, Francesco Cerasi, Stefano Lentini, il nostro vicedirettore Marco Testoni…), ha ospitato per la prima volta su suolo italico e in unica data il concerto tributo al Cinema del visionario del ‘fantastico in tutte le sue multiformi sfaccettature’ regista Tim Burton.
Un concerto di più di due ore eseguito dalla Film Harmony Orchestra (orchestra contractor Angelo Giovagnoli) e coro, sotto la direzione del Maestro Sarah Hicks, con special guest la violinista Sandy Cameron. Mi sono dimenticato qualcuno? Direte voi, quasi sicuramente! Ovvio che sì, tuttavia facendolo apposta, per dargli quel giusto e strameritato trasporto significativo visti i suoi oltre 40 anni di carriera nel panorama cinemusicale ma non solo (ve li ricordate gli Oingo Boingo, gruppo musicale statunitense di musica new wave da Lui capeggiato?).

Il vero protagonista a 360 gradi, colui che ha dato materializzante, unica e originale, voce pentagrammata alle scorribande super eroiche, fiabesche, dark, musical, tragicomiche, fantascientifiche e (a modo suo) romantiche Burtoniane, facendole assurgere ancor di più nell’immaginario corale globale a pieno diritto, quel folletto rosso di capelli, 73enne ma dallo spirito di un ragazzino birbantello che ha vulcanicamente a cuore commettere tante marachelle a ripetizione, ossia il pluripremiato e nominato Maestro Danny Elfman (quattro candidature agli Oscar) – chiamato e inneggiato più e più volte a gran voce (e aggiungerei molto ineducatamente, quando ancora non giunto sul palco, da astanti sin troppo frementi e poco attenti alla performance generale in sua assenza), forse perché scottati dai fin troppo esagerati costi dei biglietti – apparso in scena nella seconda parte concertistica, con quella sua voce canterina scatenata, screziata e cristallina come quando performava nei succitati Oingo Boingo, divenendone leader dal 1976.

Batman, Catwoman, Pinguino, Joker, Alice e tutto il contorno sui generis del suo Wonderland, con in testa il Cappellaio Matto, Edward e la sua amata Kim, lo Spiritello Porcello, Jack Skeletron e Sally, Victor e la sua sposa non tanto viva, i cattivi e grotteschi marziani, Ichabod Crane e il cavaliere senza testa, lo stralunato Pee-Wee e il ragazzino Victor Frankenstein e il suo cagnolino cadavere sono stati i protagonisti (ma tanti altri characters non ho citato, seppur omaggiati) di questa sarabanda concertistica diretta dalla Sarah Hicks in maniera a volte un po' distratta e dal gesto non sempre convincente, non aiutata di certo da un fonico di sala che non ha saputo concertare alla perfezione la consistente compagine italiana e coro, con all’interno alcuni storici solisti di plurime colonne sonore rilevanti non solo nel nostro Bel Paese, facendone così risaltare esecuzione e singoli strumenti dovutamente: in taluni casi, soprattutto andando ad analizzare e spulciare nota per nota la Musica di Elfman che, tra le sue tante citazioni appassionate della prima ora di Bernard Herrmann e Nino Rota, è una stupefacente cattedrale arzigogolata armonica, timbrica e ritmica di notevole abilità e intellighenzia compositiva e altrettanta conseguenziale performativa, l’attenzione di un fonico, realmente esperto e capace, deve essere indirizzata alla doverosa e puntigliosa presenza di ogni singola e corale sezione orchestrale nel momento appropriato in cui deve risaltare al meglio possibile. Ciò non è sempre avvenuto, andando ad intaccare la performance di una compagine e corale eppur egregia e coinvolta emotivamente dalla presenza sul palco accanto a loro del creatore in persona di quelle composizioni ultra celeberrime: orchestrali e coristi che tra l’altro hanno avuto solo due prove pre-concerto ufficiale e con tale ridotta e non propriamente fattibile comprensione di ogni singola complessa partitura da eseguire (in questo preciso frangente, come se fosse una non facile e istantanea prima lettura al leggio), venendone fuori comunque a testa alta e in alcune pagine assai vicini alle recording sessions originarie, ottenendo plausi scroscianti dal pubblico e sorrisi di gratitudine da Elfman stesso e dalla Direttrice d’orchestra.


Applausi a scena aperta e standing ovation per l’esecuzione di singoli leitmotiv o suite estratte da Batman, Batman – il ritorno, Edward mani di forbice, Alice in Wonderland, Frankenweenie, La sposa cadavere, Nightmare Before Christmas, Beetlejuice, Pee-Wee’s Big Adventure, Mars Attacks! e Il mistero di Sleepy Hollow, con sequenze topiche o bozzetti di disegni dello stesso Tim Burton proiettate su di un grande schermo alle spalle dell’orchestra. Le performance che hanno certamente lasciato un segno durevole (almeno per colui che vi scrive questo resoconto) post concerto sono state le canzoni interpretate con ghignante, divertita ed espressiva mise en scène da un pimpante Elfman estrapolate da Nightmare Before Christmas e La sposa cadavere, l’assolo folleggiante e virtuosistico, da restare a bocca spalancata, della minuta violinista ‘ospite’, un vero peperino, Sandy Cameron in Edward mani di forbice e le suite da Alice in Wonderland, sempre l’appena menzionato Edward…e Frankenweenie. Resta l’amaro in bocca per la totale assenza di pagine da La fabbrica di cioccolato e dalla serie Mercoledì come paventate dal comunicato stampa ufficiale del concerto o Big Fish. Ugualmente, questo “Danny Elfman’s Music from The Films of Tim Burton” un brivido di ebrezza gaudente lo ha impresso nella mente e nel corpo di chi lo ha saputo far suo. E non è cosa da poco, di questi tempi!

Un ringraziamento speciale a Marco Latini di Parole & Dintorni per la cortesia e disponibilità e ad Angelo Giovagnoli per il costante supporto e agli amici Marco Testoni, Dimitri Riccio, Barbara Oberto e Marco Cascone per l’amichevole presenza gioiosa.



Foto di Massimo Privitera
