Un boss in salotto
Umberto Scipione/AA.VV.
Un boss in salotto (2013)
GDM/Edel 4030
18 brani (10 di commento + 8 canzoni) – durata: 56’10”
Umberto Scipione/AA.VV.
Un boss in salotto (2013)
GDM/Edel 4030
18 brani (10 di commento + 8 canzoni) – durata: 56’10”
AA.VV.
Pino Donaggio

John Williams
Fury (The Fury, 1978)
La-La Land Records LLLCD 1238 - edizione limitata 2500 copie
Cd 1, 23 brani + 9 bonus track – Durata: 68’00”
Cd 2, 9 brani + 1 bonus track – Durata: 43’00”

John Williams
Mamma ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York (Home alone 2, 1992)
La-La Land Records LLLCD 1232 - edizione limitata 3000 copie
Cd 1, 17 brani + 2 canzoni – Durata: 54’00”
Cd 2, 17 brani + 4 canzoni – Durata: 58’00”
Trascorre un quindicennio fra queste due partiture ma, nell’orizzonte complessivo dell’itinerario williamsiano, la distanza è assai più marcata: non in termini di qualità, perché – diciamolo subito – siamo davanti, soprattutto nel primo caso, a due capolavori assoluti dal punto di vista della costruzione delle architetture visivo-musicali. Ma sicuramente in termini di atmosfera espressiva, clima psicologico e fonti d’ispirazione.
Varrà la pena di ricordare brevemente che nel 1978 Williams è già diventato il musicista di riferimento della Fox, è reduce dall’esplosione fantastica e rutilante del primo Star Wars, sta componendo anche i fondamentali Incontri ravvicinati del terzo tipo e Superman, ha dato prova di sé in un camerismo country rarefatto e malinconico con Missouri, e sta per produrre due partiture di diversa, ma folgorante grandezza come il Dracula di Badham e 1941 – Allarme a Hollywood per Spielberg. In altri termini è un compositore in irresistibile ascesa, il cui universo sonoro si sta plasmando sull’immaginario americano e non solo con una potenza che il cinema d’oltreoceano non conosceva dai tempi dei protagonisti delle grandi Major musicali negli anni ’40 e ’50.

John Williams
Ladri sprint (Fitzwilly, 1967)
Music Box Records MBR-035 - edizione limitata 1000 copie
33 brani + 1 bonus track – Durata: 77’17”

John Williams
Heidi (Id., 1968)
Quartet Records SCE062 – edizione limitata 1500 copie
26 brani + 2 bonus track – Durata: 78’20”
Dobbiamo essere grati a etichette europee come la francese Music Box o la spagnola Quartet se viene illuminata una fase poco conosciuta e non sufficientemente apprezzata nella produzione williamsiana, ossia quella che si snoda lungo gli anni Sessanta, prima del periodo “epico” del maestro, e che lo vede spesso impegnato in un genere nel quale Williams diede prove formidabili quanto insospettate: la commedia. Erano gli anni in cui si faceva ancora chiamare “Johnny”, a volte aggiungendo la “T” di Towner al cognome: gli anni dell’eredità jazzistica, e delle prove come pianista, dell’indefesso lavoro come arrangiatore e orchestratore: anni che possono essere definiti di formazione ma nei quali alcune caratteristiche strutturali, armoniche del suo comporre erano già perfettamente rintracciabili, con il surplus di una vivacità, di un dinamismo e di una fantasia strumentale spettacolare, che avrebbero poi trovato compiutezza nelle monumentali architetture delle saghe lucasiane e spielberghiane.
Una spigliata, quasi disneyana “hold up comedy”, una commedia gentile di truffe e astuzie, ed una celebre fiaba montana strappalacrime, entrambe dirette dal solido artigiano Delbert Mann, costituiscono in tal senso altrettante, significative testimonianze.
AA.VV.
Howard Shore
Danny Elfman
Robert Folk
Nathan Johnson