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06 Feb2014

Discografia e Musica per Film: dal collezionismo alla filologia

Scritto da Roberto Pugliese . Pubblicato in Dossier

logo_lp.jpgDiscografia e Musica per Film: dal collezionismo alla filologia

Appare un fatto ormai acclarato che l’interesse dell’industria discografica riguardo alla musica per film come genere, come linguaggio, come strumento di comunicazione e intermediazione fra immagine cinematografica e percezione dello spettatore arriva con considerevole ritardo rispetto alla sua nascita. Se stabiliamo una data e un titolo (convenzionali, non assoluti) con i quali marcare l’inizio della grande produzione musicale per il cinema intesa come creazione di partiture sinfoniche originali di respiro e di impegno, composte in stretta connessione con l’azione filmica, registrate in studio sullo scorrere della pellicola e aventi prevalentemente il carattere del “livello esterno”, e fissiamo questa data al King Kong (id., 1933, Merian Cooper, Ernest Schoedsack) la cui musica reca la firma di Max Steiner (in disco per la prima volta solo un quarantennio dopo, con etichette Entr’Acte e United Artists, sotto le rispettive direzioni di Fred Steiner e Leroy Holmes), possiamo osservare come di una produzione discografica vera e propria continuativa dedicata ai soundtrack (sulla dizione “original motion picture” come vedremo c’è ampio margine di discussione e di dubbio) si cominci a parlare non meno di dieci-quindici anni più tardi, a cavallo del periodo bellico.
In realtà la discografia della musica per film nasce inizialmente come reparto accessorio, marginale all’interno delle grandi etichette (Rca, Decca, Philips, Emi, con l’eccezione della Deutsche Grammophon Gesellschaft che pubblica esclusivamente esempi “alto-classici”, da Prokofiev a Bernstein, e si dedica al genere solo in anni recenti, come nel caso della pubblicazione delle musiche di Osvaldo Golijov per i film di Francis Ford Coppola Un’altra giovinezza, Youth without youth, 2007, e Tetro, id., 2009, o di Benjamin Wallfisch per Summer in February, id., 2013): oppure si sviluppa come naturale prosecuzione del prodotto-film a cura delle medesime major, quasi tutte (dalla Mgm alla Warner, dalla Fox alla Disney, dalla Dreamworks alla United Artists, dalla Columbia alla Sony) anche editrici discografiche delle partiture dei musicisti sotto proprio contratto.

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13 Nov2012

Logo Music

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Dossier

In una manciata di secondi…la Musica dei Loghi!

Dagli anni ’30 agli ’00, e ancora in futuro, in una manciata di secondi (da un minimo di 6” ad un massimo di 30” circa) moltissimi più o meno noti compositori di musica applicata si sono cimentati nella creazione di brevi (a volte brevissime!) composizioni per delineare (meglio descrivere, se non addirittura marcare) il Logo di una casa di produzione cinematografica, quello attraverso il quale una Factory si presenta in tutta la sua magniloquenza (almeno nella maggior parte dei casi, quando il logo è veramente azzeccato e significativo!) al pubblico cinefilo e non, mondiale.logo_mgm.jpg

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19 Lug2012

Annus Mirabilis 1982

Scritto da Maurizio Caschetto . Pubblicato in Dossier

30 anni fa, una stagione cinematografica segnata da opere che hanno fatto la storia del cinema e della sua musica.

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04 Gen2012

Musica per film senza film…in TV o negli Spot!

Scritto da Roberto Pugliese . Pubblicato in Dossier

logo_porta_a_porta.jpgMusica per film senza film…in TV o negli Spot!

Non si effettua una scoperta memorabile nell’osservare che, così come l’opera, il repertorio sinfonico classico, il jazz, il rock, il balletto e ogni altro genere musicale, anche la musica per film è ampiamente utilizzata dal mondo della pubblicità e, più in generale, dall’universo televisivo sotto varie forme e in vari contesti. La sua referenzialità può essere sfruttata con metodologie differenziate, o per creare un nesso col prodotto – o con il programma – o, al contrario, come mezzo di contrasto e di decontestualizzazione: ove necessario, anche con intento parodistico.  Il risultato comunque, se il brano scelto ha un forte potere di attrazione, è garantito.

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23 Mar2011

Non di soli fantasmi vive Supernatural…

Scritto da Barbara Zorzoli. Pubblicato in Dossier

cover_supernatural1.jpgNon di soli fantasmi vive Supernatural…

Quando la musica diventa una protagonista invisibile, un’égérie dal potere soprannaturale.

«I Love Rock n' Roll. So Put Another Dime in the Jukebox, Baby.
I Love Rock n' Roll. So Come and Take Your Time and Dance With Me
»

Supernatural, la serie horror/soprannaturale creata e prodotta da Eric Kripke (girata a Vancouver dal 2005 e giunta alla sesta serie), in America è ormai divenuta un vero cult. In USA, il serial, che adesso è in onda sul network The CW (prima su The WB), è a tutti gli effetti un fenomeno culturale che attira una media settimanale di 700.000 spettatori in più di Gossip Girl.

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15 Lug2010

Film di genere e generi di jazz - Prima Parte

Scritto da Chantal Monde. Pubblicato in Dossier

locandina_appuntamento_mano_armata.jpgFilm di genere e generi di jazz!
Il beat jazz nelle colonne sonore anni '70 

Un viaggio fatto di luci e rumori passati. Demodé. Ripresi dall'aleatorio colore del vintage che dentro accoglie così tanto da non specificarne in vero quasi niente. Sirene spiegate, sorrisi ammiccanti, pose da copertina di quartiere e corpi di donne gaiamente scoperti e naturali.

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06 Mag2009

Fuga dal Call Center

Scritto da Barbara Zorzoli. Pubblicato in Dossier

locandina_fuga_dal_call_center.jpgFUGA DAL CALL CENTER
un film, un caso, una grande colonna sonora

Cari lettori, “mi preme l’uzzolo” di segnalarvi un film che è un piccolo caso. Un piccolo caso, per un grande film e una altrettanto grande colonna sonora. Iniziamo parlando del film, Fuga dal call center, diretto da Federico Rizzo; l’assunto narrativo descrive l’esperienza lavorativa di un giovane precario, Gianfranco Coldrin, laureato modello in “vulcanologia”, declassato all’ultimo grado della scala professionale di un call center.

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07 Apr2009

La scimmia non ucciderà mai la scimmia!

Scritto da Valerio Mastrangeli. Pubblicato in Dossier

locandina_pianeta_delle_scimmie.jpgLA SCIMMIA NON UCCIDERA' MAI LA SCIMMIA!
"Le colonne sonore de Il Pianeta delle Scimmie"

Nel mondo del cinema di fantascienza Il Pianeta delle Scimmie rappresenta sicuramente una pietra miliare nell’evoluzione cinematografica del suo genere.
Ispirato al romanzo dell’autore francese Pierre Boule “La Planète Des Sings”, la pellicola, ed i sequel ad essa collegati, venne girata in un periodo storico reduce da ben due guerre e da numerosi esperimenti nucleari, nel pieno della guerra fredda.

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04 Nov2008

Storia dell’evoluzione della musica nei videgiochi - Parte terza

Scritto da Fabio Musso. Pubblicato in Dossier

Storia dell’evoluzione della musica nei videgiochi
PARTE TERZA


Introduzione
In conclusione della seconda parte di questo dossier abbiamo accennato al fatto che una storia della musica nei videogiochi non sarebbe completa se non si raccontasse ascesa e declino (commerciale) di quelli che furono gli home computers. Nel seguito verrà quindi brevemente raccontata la genesi di questo tipo di macchine e verranno presentati alcuni modelli della prima generazione a 8 bit che, sia per l’enorme successo di mercato sia per alcune caratteristiche tecnologiche, hanno avuto un significato particolare nell’ambito che più interessa i lettori di Colonne Sonore, ovvero, la musica applicata al gioco. In una prossima parte del dossier verrà poi raccontata l’evoluzione a 16 bit ed, infine, il declino.

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24 Set2008

La musica nel cinema muto

Scritto da Luca Villari. Pubblicato in Dossier

La musica nel cinema muto

Il cinema e la musica sono due arti che innegabilmente hanno intrecciato i loro linguaggi, ed è ormai opinione comune che le immagini e i suoni rappresentino due aspetti inscindibili del testo filmico. Per lungo tempo la dimensione sonora del film è stata poco studiata dai critici cinematografici ma di recente,  soprattutto negli ultimi vent’anni, si è prodotta una ricca letteratura anche in Italia che ha in qualche modo colmato questa mancanza.
Già per il cinema degli esordi, il cinema muto, la musica aveva un ruolo fondamentale prima per ragioni meramente pragmatiche e, in seguito, sempre più per ragioni di carattere strutturale e narrativo. Sono stati molti gli studiosi, i musicologi, gli storici e i critici del cinema, ma anche i registi e i musicisti, che si sono interrogati sul rapporto tra cinema e musica, su quali fossero i modelli estetici, formali, compositivi, cui la musica da film si richiamava. Il rapporto tra immagini e musica però non è mai stato scontato. Sebastiano Luciani (1), sostiene ad esempio che il rapporto tra immagini e musica andrebbe idealmente ribaltato. E che non può essere la musica a seguire le immagini, semplicemente perché “la musica può determinare il gesto, non seguirlo, può evocare le immagini, non tradurle in suono”.

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Daniela Bocconi

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