• News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca
  • Home
  • Legenda Recensioni
  • Contenuti Speciali
  • Dossier
01 Apr2008

Il Musical con l'accento tedesco

Scritto da Barbara Zorzoli. Pubblicato in Dossier

IL MUSICAL CON L’ACCENTO TEDESCO

locandina_il_congresso_si_diverte.jpg

L’illustre tradizione dell’operetta e del musical hollywoodiano rivisitata in chiave europea


Alzi la mano chi pensa che il musical sia solo americano. Vi ho messo in crisi? Allora proseguiamo pure cambiando, però, prospettiva. Se vi dicessi che le produzioni germaniche ed austriache hanno segnato un capitolo della storia del cinema europeo, quello del film musicale anni ’30 e ’40, mi credereste? Se la risposta (sincera) è no, allora rispondo: “nemmeno io”, salvo poi essermi documentata…già, perché tra il 1940 e il 1944, accanto alla commedia musicale di modello hollywoodiano, la cinematografia tedesca inizia a coltivare l’operetta di tradizione mitteleuropea (per intenderci alla Il Congresso si diverte di Erick Charell, 1931).

Leggi tutto

Stampa

23 Mar2008

That's Entertainment! 80 anni di Oscar® in musica - Terza Parte

Scritto da Maurizio Caschetto . Pubblicato in Dossier

TERZA PUNTATA: L'affermazione della pop music e il ritorno della musica sinfonica: gli anni '70 e '80 (1970-1989)

Benvenuti alla terza puntata del nostro dossier dedicato alla storia musicale del premio più ambito nel mondo del cinema: l'Academy Award, altrimenti noto come premio Oscar. Continuiamo allora il nostro lungo viaggio ed arriviamo all'età moderna del cinema hollywoodiano: gli anni '70. Lo studio system è ormai entrato in crisi da diversi anni, gli spettatori continuano a calare vistosamente a causa della concorrenza sempre più schiacciante della televisione. Hollywood si ritrova nel pieno di una rivoluzione del proprio assetto industriale: i decani degli studios cominciano a lasciare il posto ad una nuova generazione di produttori più giovani ed irruenti, mentre le major diventano sempre più oggetto d'interesse della nuova classe dirigente di Wall Street e dei grandi conglomerati industriali che operano nel campo dell'entertainment, che nei decenni seguenti cambieranno completamente il volto all'industria cinematografica più potente del mondo. Hollywood vive così una lunga, tormentata ma comunque stimolante fase di transizione verso una nuova “età dell'oro”, che culminerà poi in enormi ed inaspettati successi commerciali internazionali come Lo squalo di Steven Spielberg e Guerre stellari di George Lucas, due pellicole che segneranno nel bene e nel male tutta la produzione hollywoodiana seguente fino ai giorni nostri. Ma sono anche gli anni in cui il cinema americano diventa finalmente “adulto”, producendo opere ed autori che lasceranno un segno profondo, come nel caso dei film di Stanley Kubrick, Martin Scorsese, Francis Ford Coppola, Woody Allen, William Friedkin, Robert Altman e Brian De Palma.

Leggi tutto

Stampa

17 Feb2008

"Horror Soundtrack": La musica e il cinema Horror - Parte 4

Scritto da Andrea Barone. Pubblicato in Dossier

foto_simonetti_argento.jpg"Horror Soundtrack": La musica e il cinema Horror - Parte 4

Cap. 4 - Dario Argento e i Goblin

La maggior parte dei registi fa il film, lo monta e poi lo consegna al musicista disinteressandosi della musica.
In seguito sente la musica e la mixa , ma non sa nemmeno di che si tratta.
Per me è incredibile questo modo di lavorare, il film mi sembrerebbe di un altro.

Dario Argento

Il 23 aprile 2007 Dario Argento ha partecipato ad un incontro, organizzato da Filmidea, con gli studenti di Scienze della comunicazione presso l’Università degli studi di Salerno. Riportiamo qui di seguito il suo intervento riguardante le musiche dei suoi film:
«In un periodo in cui non facevo ancora il regista cominciai a pensare che le colonne sonore erano sbagliate, perché accompagnavano le scene ma non partecipavano veramente all’opera, non partecipavano al film. Il film finiva con te che dicevi “ma che c’era la musica?” Non te ne accorgevi, c’era una musichetta che accompagnava ma che non ti rimaneva mai impressa, a parte qualche motivetto.

Leggi tutto

Stampa

12 Gen2008

"Horror Soundtrack": La musica e il cinema Horror - Parte 3

Scritto da Andrea Barone. Pubblicato in Dossier

locandina_night_of_the_living_dead_1968.jpg"Horror Soundtrack": La musica e il cinema Horror - Parte 3

Cap.3 - Gli anni della svolta

La musica dovrebbe fare l’effetto di una mano gelida sulla nuca, una presenza fredda che non si rende mai riconoscibile se non nell’affermazione finale sui titoli di coda.
William Friedkin

1. Romero e la nuova visione

La notte dei morti viventi (1968) di George A. Romero chiude il periodo dei classici dell’horror gotico derivanti dalla tradizione letteraria romantica. Il film è il sessantotto dell’horror che permette al genere di penetrare a tutti gli effetti nella contemporaneità e di nutrirsi di metafore e significati di natura politico-sociale. L’orrore di Romero, secondo uno schema narrativo derivante dal romanzo di Richard Matheson I Am Legend, abbandona il soprannaturale per diventare “scientifico”, razionalmente spiegabile, per quanto assurdo e impensabile. Romero girò il film con scarsità di mezzi e un budget limitatissimo, utilizzando attori non professionisti e portando il genere fuori dagli studios. Il suo film inoltre risente delle nuove forme di visualità introdotte dal medium televisivo. Le riprese furono effettuate in un bianco e nero sgranato, con movimenti di macchina a spalla, in uno stile quasi documentario che ricordava l’automaticità televisiva delle inquadrature e rimandava ai reportage giornalistici e ai cinegiornali che in quello stesso periodo giungevano dal Vietnam.

Leggi tutto

Stampa

26 Nov2007

"Horror Soundtrack": La musica e il cinema Horror - Parte 2

Scritto da Andrea Barone. Pubblicato in Dossier

locandina_psycho.jpg"Horror Soundtrack": La musica e il cinema Horror - Parte 2

Cap. 2 -  Il caso Psycho

Non soltanto l’immagine, ma anche il suono deve conservare l’emozione.
Alfred Hitchcock

Nel periodo descritto del sinfonismo post-romantico hollywoodiano, emerse un compositore che, a partire dagli anni ‘40, rinnovò la scrittura musicale per il cinema. Bernard Herrmann avviò un  processo di attualizzazione del linguaggio musicale considerato ancora esemplare, soprattutto per la stretta interazione che stabilisce tra componenti visive e sonore. Herrmann, sin da Quarto potere di Orson Welles (1941), per il quale utilizzò piccoli gruppi di strumenti cui affidò un gioco sottile di leitmotiv, impose il proprio stile personale “costruito intorno a motivi melodici molto semplici che sembrano non dover mai risolversi e un’orchestrazione che privilegia il registro grave dei fiati a svantaggio del lirismo degli strumenti a corda.” (16)

Leggi tutto

Stampa

10 Nov2007

"Horror Soundtrack": La musica e il cinema Horror - Parte 1

Scritto da Andrea Barone. Pubblicato in Dossier

"Horror Soundtrack"
La musica e il cinema Horror - Parte 1


Introduzione

L'Horror è uno dei generi cinematografici in cui maggiormente la musica costituisce un fondamentale elemento espressivo per la resa complessiva del significato filmico. Molto spesso essa non definisce semplicemente un accompagnamento sonoro per le immagini, ma entra in stretto rapporto con esse, creando un contesto poliespressivo che ne modifica radicalmente la funzione e la fruizione. La musica non si limita ad appoggiare ciò che già si vede sullo schermo, ma riesce ad esprimere ciò che da sola l'immagine non esprime, restituendone il significato inespresso.
Per facilitare il processo comunicativo, la colonna sonora cinematografica sfrutta la cosiddetta “musica di genere”, allo scopo di suggerire immediatamente connotazioni di ambientazione, una musica legata a stilemi linguistici precisi e facilmente riconoscibili, che il cinema ha largamente diffuso presso il vasto pubblico.

Leggi tutto

Stampa

22 Mag2007

Lo sguardo musicale di Stanley Kubrick: György Ligeti

Scritto da Andrea Oddone Martin . Pubblicato in Dossier

giorgy_ligeti.jpgLo sguardo musicale di Stanley Kubrick: György Ligeti

Nella poetica cinematografica di Stanley Kubrick la musica è una presenza determinante. Di norma, salvo che nel ghetto del film musicale, la musica viene occultata e fatta emergere solo di rado pur costituendo il fondo amalgamante dei film, l’elemento che dà unità psicologica al seguito di immagini in movimento nella percezione del pubblico. Kubrick si oppone risoluto a quest’uso della musica con funzioni di “quinta sonora”, e sulla musica lavora con estrema attenzione, costruendo il film sui due piani, sonoro e visivo (1). Egli voleva «che il film fosse un’intensa esperienza soggettiva» disse «che raggiunge lo spettatore a un livello di coscienza più profondo, proprio come fa la musica» (2). Quest’affermazione del grande regista contenuta nel bel libro di John Baxter non lascia spazio ad incertezze.
La musica che costituì ripetutamente un riferimento nei film di Kubrick, a partire da 2001 Odissea nello spazio, è quella dell’ungherese György Ligeti.
Ligeti, compositore legato all’esperienza avanguardista degli anni ’60 e ’70 la cui evoluzione artistica non si è mai interrotta fino alla sua recente scomparsa, è uno dei protagonisti della musica del nostro tempo, completamente svincolato dalle produzioni cinematografiche.

Leggi tutto

Stampa

09 Apr2007

That's Entertainment! 80 anni di Oscar® in musica - Seconda Parte

Scritto da Maurizio Caschetto . Pubblicato in Dossier

SECONDA PUNTATA:
Il tramonto della Golden Age e l'inzio di una nuova era
gli anni '50 e '60 (1950-1969)

Benvenuti alla seconda parte del nostro dossier dedicato alla storia musicale degli Academy Awards, altrimenti noti come Oscar. In questa seconda puntata ci occuperemo dei due decenni definiti come “l'età d’argento” del cinema e della musica da film hollywoodiani: gli anni '50 e '60. Sono gli anni in cui il lessico e gli stilemi della musica cinematografica cominciano a cambiare: si assiste infatti ad un graduale allontanamento dalle tradizionali forme sinfoniche tardo-romantiche di stampo “straussiano-mahleriano” e si cominciano a scorgere i primi segni di una progressiva e sempre maggiore contaminazione con le strutture e le forme più recenti, a cominciare dal jazz fino ad arrivare alle influenze delle avanguardie musicali della Scuola di Vienna, di Bartòk e Stravinsky. E' anche il periodo della prima decadenza del cinema hollywoodiano, dell'avvento della crisi del cosiddetto studio system, in cui si comincia a fare strada una nuova serie di autori, registi e musicisti attratti più dalla realtà di un mondo in febbrile cambiamento che non dalla realizzazione costante di sogni con cui far evadere il pubblico. Ma sono allo stesso tempo anche gli anni d'oro della forma più “anti-realistica” che il cinema americano abbia mai concepito: il musical.

Leggi tutto

Stampa

20 Mar2007

Musica e Suoni nei Mondi di 007

Scritto da Roberto Pugliese . Pubblicato in Dossier

james_bond_logo.jpgUna mappatura, o anche solo una semplice ricognizione, di ciò che ha rappresentato l'universo-007 dal punto di vista degli apparati sonori, non può non partire dal confronto con un doppio nucleo centrale: la cui prima parte è costituita dal "James Bond Theme" composto nel 1962 dall'inglese Monty Norman, compositore all'epoca 34enne con alle spalle un paio di horror-fantasy di serie B, e che azzeccò con questo tema l'esempio più assoluto, inossidabile e immediato di associazione, diciamo pure di sinonimia, fra un "character" e un leit-motiv musicale nell'intera storia della musica cinematografica; la seconda parte trova invece la propria ragion d'essere nella natura squisitamente sperimentale, avveniristica, laboratoriale che – dal punto di vista dell'utilizzo del sonoro – caratterizza l'intera serie di 007, ma in particolar modo tutta la sua prima parte, diciamo grosso modo coincidente con l'era-"Cubby" Broccoli (o l'era-Connery, per dare agli spettatori un riferimento più agevole).
Quindi: da un lato estrema riconoscibilità, attraverso un "logo" – anche visivo – mantenuto intatto per quasi mezzo secolo; e dall'altro ricerca continua, attraverso soluzioni mutevoli e "mutanti", di un sound che "suonasse" – se ci si passa la ridondanza – sempre un passo più avanti della produzione parallela e corrente.

Leggi tutto

Stampa

11 Feb2007

That's Entertainment! 80 anni di Oscar® in musica - Prima Parte

Scritto da Maurizio Caschetto . Pubblicato in Dossier



INTRODUZIONE

E' amata e ambita da chiunque lavori nell'industria cinematografica hollywoodiana (e non solo). Affascina e coinvolge gli appassionati della Settima Arte. E' diventata il sinonimo del “grande show hollywoodiano”, capace di premiare sia il cinema spettacolare/popolare che quello più artisticamente o civilmente “impegnato”. E' sovente anche oggetto di feroci critiche da parte di cinefili, critici e appassionati per la spregiudicata esclusione dalla vittoria, nel corso dei suoi quasi ottanta anni, di alcuni dei più grandi registi, attori e film della storia del Cinema. Ma è soprattutto parte di un rito quasi religioso, col quale Hollywood celebra e osanna se stessa, i propri divi, ma anche le centinaia di sconosciuti (perlomeno alla massa del grande pubblico) artigiani che lavorano all'ombra dei riflettori ma che sono altrettanto responsabili dei meriti di un film cosiddetto “da Oscar”: sceneggiatori, scenografi, fonici, tecnici degli effetti speciali, costumisti, montatori, direttori della fotografia e musicisti. Insomma, che si ami oppure che si odi, questa statuetta dorata è qualcosa di imprescindibile e con cui l'immaginazione degli spettatori delle sale cinematografiche continua ad avere a che fare, dal 1927 fino ad oggi.

Leggi tutto

Stampa

Altri articoli...

  • Suono e Immagini nella Russia del XX Secolo - Parte 2: Alfred Schnittke
  • Suono e Immagini nella Russia del XX secolo - Prima parte
  • Comporre per il Cinema in Italia
  • 13
  • 14
  • 15
  • 16
  • 17
CS on Spotify
soundtrackcity

Daniela Bocconi

  • Pubblicità
  • Redazione
  • Cookie Policy
  • Info & Contatti

Copyright © 2017 - ColonneSonore.net | Vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti

  • News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca