"Horror Soundtrack": La musica e il cinema Horror - Parte 5
"Horror Soundtrack": La musica e il cinema Horror - Parte 5
Esistono certe aree del sensibile e della realtà che sono peculiarmente inaccessibili alla parola.
La musica ha accesso a queste aree.
Stanley Kubrick
Nel 1980 approda all’horror un grande autore di cinema che ha fatto del rapporto musica e immagini uno dei suoi tratti peculiari e distintivi. Anche per Shining, Stanley Kubrick utilizzerà prevalentemente musica preesistente, avvalendosi della collaborazione di Wendy Carlos, la quale già aveva lavorato per lui in Arancia meccanica (1971), e di Rachel Elkind. Malgrado la grande quantità di materiale da loro composto per il film, Kubrick adoperò soltanto l’inquietante “Main Title”, per il quale Carlos si ispirò al sabba delle streghe dalla “Sinfonia fantastica” di Hector Berlioz, utilizzato nei titoli di testa, e il brano “Rocky mountains”, che accompagna la salita della famiglia Torrance verso l’Overlook Hotel. Le due compositrici, inoltre, aggiunsero vocalizzi, eseguiti dalla Elkind, sibili elettronici ed alcuni effetti sonori, come i battiti cardiaci.


"Horror Soundtrack": La musica e il cinema Horror - Parte 4
"Horror Soundtrack": La musica e il cinema Horror - Parte 3
"Horror Soundtrack": La musica e il cinema Horror - Parte 2
Lo sguardo musicale di Stanley Kubrick: György Ligeti

Una mappatura, o anche solo una semplice ricognizione, di ciò che ha rappresentato l'universo-007 dal punto di vista degli apparati sonori, non può non partire dal confronto con un doppio nucleo centrale: la cui prima parte è costituita dal "James Bond Theme" composto nel 1962 dall'inglese Monty Norman, compositore all'epoca 34enne con alle spalle un paio di horror-fantasy di serie B, e che azzeccò con questo tema l'esempio più assoluto, inossidabile e immediato di associazione, diciamo pure di sinonimia, fra un "character" e un leit-motiv musicale nell'intera storia della musica cinematografica; la seconda parte trova invece la propria ragion d'essere nella natura squisitamente sperimentale, avveniristica, laboratoriale che – dal punto di vista dell'utilizzo del sonoro – caratterizza l'intera serie di 007, ma in particolar modo tutta la sua prima parte, diciamo grosso modo coincidente con l'era-"Cubby" Broccoli (o l'era-Connery, per dare agli spettatori un riferimento più agevole).