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19 Ott2017

A scuola di colonne sonore

Scritto da Luigi Maiello & Luigi Pulcini. Pubblicato in Dossier

A scuola di colonne sonore
Una panoramica sulla didattica nel campo della Musica per Immagini

Gli amanti delle colonne sonore, siano essi addetti ai lavori o puri estimatori del genere, non possono che essere entusiasti della crescente attenzione che il mercato, anche italiano, sta dedicando al mondo dell’Ottava Arte. Eppure, solo pochi anni fa, sarebbe stato impensabile confessare apertamente al proprio insegnante di composizione di volersi dedicare a questa attività professionale, senza suscitarne lo scherno e l'ilarità. E sarebbe stato piuttosto difficile anche poter assistere ad un’esecuzione orchestrale dal vivo (magari con proiezioni video) di blockbuster musicali come quelli composti da John Williams, Howard Shore, Alan Silvestri o James Newton Howard...

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26 Apr2017

Quando la musica al cinema finge di essere classica!

Scritto da Roberto Pugliese . Pubblicato in Dossier

van den budenmayer

Van den Budenmayer, chi era costui?
Quando la musica al cinema finge di essere classica!

Sull'uso (e l'abuso) della musica classica al cinema sappiamo già, se non tutto, molto. Se ne conoscono gli impieghi decontestualizzanti (Kubrick), nobilitanti (Pasolini), esornativi (Elvira Madigan) o simbolici (il collettivo Aria), biografici (Amadeus), ironici (10), e altre infinite varianti. Quello che invece conosciamo assai meno è uno spin-off molto particolare di quest'argomento, complicato da indagare perché si muovo sul terreno, affascinante ma insidioso, della contaminazione.
Parliamo dei casi nei quali ad un musicista cinematografico viene richiesto di comporre una musica che deve apparire, “sembrare”, preesistente, ossia classica, e che quindi non gli viene attribuita direttamente ma viene accreditata a compositori di fantasia, o più semplicemente è destinata a rimanere anonima. Un esempio per capirci? L'aria “Ah cruel” da un'ipotetica opera Salammbô che Bernard Herrmann compose nel 1941 per Quarto potere, debutto sia suo che di Orson Welles. Vi torneremo.

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05 Gen2017

Swam Engine - Ingegneri Coraggiosi

Scritto da Luigi Maiello. Pubblicato in Dossier

Swam Engine - Ingegneri Coraggiosi

Stefano Lucato ed Emanuele Parravicini sono rispettivamente il soundesigner e l'ingegnere che hanno ideato e realizzato lo SWAM Engine, il raffinato sistema di sintesi sonora che forma il nucleo dei loro strumenti musicali virtuali. Questi software, in grado di restituire il suono, le articolazioni e le nuance dei corrispettivi reali con una sovrapponibilità pressoché assoluta, stanno destando l'interesse sia del mercato, sia di istituzioni accademiche quali, ad esempio, il CCRMA della Stanford University, il Master in Sonic Arts dell'Università di Tor Vergata di Roma e il Conservatorio Giuseppe Verdi di Como. Inoltre, musicisti e produttori di caratura internazionale come Jordan Rudess e Roger Linn, utilizzano largamente i loro strumenti apprezzandone potenzialità e peculiarità espressive. Per cercare di comprendere la portata di questa innovazione, occorre fare una piccola digressione...

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05 Dic2016

Il diario della prima MasterClass “Sergio Miceli” a Cagliari

Scritto da Gianmarco Diana. Pubblicato in Dossier

Il diario della prima MasterClass “Sergio Miceli” a Cagliari (7/12 novembre 2016)

Si è svolta, dal 7 al 12 novembre presso il Conservatorio Pierluigi Da Palestrina di Cagliari, la prima MasterClass di “Tecnica di composizione musicale per il cinema”, tenuta dal compositore romano Franco Piersanti, intitolata al grande Sergio Miceli ed organizzata dalla direzione del Festival “Creuza de Mà - Musica per film”, come primo appuntamento didattico nell’ambito delle attività del proprio decennale.

Ho avuto l’opportunità di partecipare al corso come uditore e questa che vi accingete a leggere è una piccola cronistoria dei sette giorni appassionanti passati insieme al Maestro Piersanti e ai corsisti – compositori e uditori, provenienti da tutta Italia – all’interno dell’aula messa a disposizione per l’occasione dal conservatorio, dotata di maxi schermo, uno straordinario pianoforte Bösendorfer Imperial (97 tasti ed otto ottave piene!) ed un’acustica invidiabile.

Le finalità del corso, espresse chiaramente già nel comunicato stampa, sono quelle di conoscere ed affinare le tecniche della drammaturgia musicale applicata al cinema, attraverso esempi audio e video che ripercorrono la storia della musica nel cinema; a questo si aggiunge l’opportunità di studiare - assieme ad un compositore d’esperienza - su partiture di maestri e autori classici.

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13 Set2016

Il fascino del nascosto: Sherlock Holmes secondo Billy Wilder e Miklós Rózsa

Scritto da Francesco Marzano. Pubblicato in Dossier

Il fascino del nascosto: Sherlock Holmes secondo Billy Wilder e Miklós Rózsa

«I tre più grandi personaggi di finzione per il grande schermo sono Robinson Crusoe, Tarzan e Sherlock Holmes, e non si è mai fatto un film decente su nessuno di loro» diceva Billy Wilder nel 1963. Possiamo forse dissentire dall’ultima affermazione, ma senz’altro riconosceremo al regista di aver realizzato un film definitivo sull’investigatore inglese: uno studio sul suo carattere, il primo e forse l’unico che sotto il berretto deerstalker ritrae non un simbolo ma un uomo reale.

The Private Life of Sherlock Holmes di Wilder (1970) è un film misterioso. Anzi: amletico, nel senso più calzante del termine, tanto che alla domanda di Robert Stephen su come dovesse interpretare il ruolo di Holmes, Wilder rispose: «Devi recitarlo come se fosse Amleto». Di qui l’indagine sul suo rapporto tormentato con le donne, sull’amicizia con Watson, sui tormenti interiori e osiamo dire: esistenziali.

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21 Lug2016

Nuove 'Frontiere' sonore

Scritto da Federica Clementi. Pubblicato in Dossier

foto luigi maiello new

Nuove 'Frontiere' sonore

Da venerdì 22 luglio in seconda serata su Rai 1, andrà in onda Frontiere, il nuovo programma che racconta l’Europa e quello che resta del sogno di un continente senza confini. La serie di sei puntate, si concentrerà soprattutto sulle barriere fisiche e spirituali che ancora separano gli uomini, nonché sui luoghi dove invece, popoli, religioni e tradizioni si incontrano. Condotto da Franco Di Mare, il programma è stato scritto da Paola Miletich, Matilde D’Errico ed Enrico Biego. Da un’idea di Daniele Cerioni e dello stesso Franco Di Mare, la regia è affidata a Matilde D’Errico; produttore esecutivo Eleonora Iannelli.

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23 Giu2016

La Musica nel Muto: La musica del cinema muto di ispirazione wagneriana – parte settima

Scritto da Rossella Spinosa. Pubblicato in Dossier

foto luigi mancinelli

La Musica nel Muto: La musica del cinema muto di ispirazione wagneriana – parte settima

Un esempio importante di musica d’autore applicata al cinema muto è datato 1918; faccio riferimento in questo caso alle musiche di Luigi Mancinelli per il film Frate Sole, con la regia di Ugo Falena e Mario Corsi, un vero e proprio omaggio alla figura di San Francesco.
Ho ricevuto la commissione per Wikimania 2016 di rivisitare la partitura originale di questo compositore e di realizzarne una nuova versione per l’esecuzione live in occasione del raduno mondiale dei wikipediani proprio in questa estate 2016.

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17 Mag2016

La Musica nel Muto: Smile…parte sesta

Scritto da Rossella Spinosa. Pubblicato in Dossier

La Musica nel Muto: Smile…parte sesta

Il 15 maggio, alle ore 16, puntuale in Auditorium di Milano, ero seduta insieme a centinaia di persone pronta ad ascoltare/vedere, per l’ennesima volta, Tempi Moderni di Charlie Chaplin. Ci siamo lasciati in occasione dell’ultimo post di circa 15 giorni fa, dicendoci che avremmo fatto riferimento nei successivi approfondimenti a colonne sonore per il muto in grado di rispondere in modo serio all’idea di “composizione musicale”. Ebbene quale occasione più ghiotta della stessa musica di Chaplin per iniziare?!

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03 Mag2016

La Musica nel Muto: Ciò che si vede quando si sente – parte quinta

Scritto da Rossella Spinosa. Pubblicato in Dossier

La Musica nel Muto: Ciò che si vede quando si sente – parte quinta

Una domanda particolarmente stimolante nello studio della musica da film è quella che sorge in maniera spontanea nel momento in cui si cerchi di individuare il tipo di impostazione da eleggere a proprio spazio dirimente, ovvero quale possa essere la metodologia più funzionale per la comprensione dello stile compositivo da esaminare e/o da usare: quello storico, quello sistematico, quello sociologico o cos'altro ancora? La posizione assunta da uno storiografo tenderà verso la ricostruzione precisa dell’originale; il filologo che curerà la riedizione di partiture avrà un approccio non dissimile da quello proprio dei fautori di revisioni critiche di opere storiche, e il musicologo avrà sicuramente un criterio analitico; l’estetologo invece si soffermerà probabilmente sul senso della percezione musicale e l’esperto di elettronica presterà una speciale attenzione alle produzione/riproduzione del suono.

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02 Mag2016

Il ‘900 musicale al Cinema

Scritto da Roberto Pugliese . Pubblicato in Dossier

Il ‘900 musicale al Cinema

“La miglior musica per film è quella che non si sente”
Igor Stravinsky

foto igor stravinsky

Il celebre paradosso dell’autore del “Sacre du printemps” celava, com’è noto, una buona dose di malanimo: era infatti naufragato malamente l’abboccamento di Stravinsky con Hollywood per la partitura di Uragano all’alba (Commando Strike at Dawn, 1942, John Farrow), respinta dai produttori per eccesso di modernità e destinata poi a confluire nei ”Four Norvegian Moods”, proprio come sei anni prima la stessa sorte aveva subìto il progetto di La buona terra (The Good Earth, Sidney Franklin), che avrebbe dovuto coinvolgere Arnold Schönberg, padre del sistema dodecafonico, ma le cui richieste di libertà espressiva cozzarono frontalmente contro i rigidi dettami e tempi dell’establishment hollywoodiano. E ciò malgrado ques’ultimo avesse scritto nel ’30 quella “Musica per accompagnamento di una scena da film” op.34, divenuta una sorta di ipotetico manifesto metodologico del settore, cui nel ’74 Jean-Marie Straub e Danièle Huillet dedicheranno un cortometraggio didascalico.

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Daniela Bocconi

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