Foundation – Season 1
Bear McCreary
Fondazione – Stagione 1 (Foundation – Season 1, 2021)
Lakeshore Records
15 brani - Durata: 61’00’’

Nel panorama attuale delle colonne sonore per serie TV il nome di Bear McCreary è sempre più diffuso; compositore versatile dalla variegata anima musicale, il californiano di origini irlandesi e armene è diventato un punto fermo per molte produzioni televisive, videoludiche e cinematografiche.
Distintosi al grande pubblico con Battlestar Galactica, McCreary è da annoverare tra i compositori più ricercati per partiture destinate a serie TV che, per un motivo o per un altro, sono entrate nella storia dell’intrattenimento. Nel 2021 quando Apple TV+ ha pensato di mettere mano allo straordinario materiale fantascientifico di Asimov per una serie, non poteva non pensare di porre sul podio della composizione qualcuno che fosse avvezzo al genere; la scelta, non a caso, ricadde su Bear McCreary che all’epoca era conosciuto per le musiche del videogioco God of War e per serie come Outlander, The Walking Dead e lungometraggi come Godzilla II – King of Monsters.
Al netto della qualità del prodotto della Apple TV+ che dell’autore di origine russa ha serbato solo alcuni nomi e location, il lavoro compiuto dal compositore è certamente simbolo di maturità e di grande perizia musicale che ha saputo intrecciare rimandi, leitmotiv e temi nella creazione di un mondo musicale dall’alto pregio.
Fin dal primo brano “Foundation Main Title” vediamo dispiegati a ventaglio tutti i temi musicali che saranno i cardini su cui ruoterà tutta la partitura a seguire. Si possono facilmente individuare tre grandi temi riconducibili alle tre grandi trame della serie. Nel brano “Gaal leaves Synnax” l’ascoltatore potrà fare conoscenza dell’anima musicale della protagonista Gaal Dornick; il tema della ragazza è eseguito con archi con una magniloquenza priva di qualsiasi artificiosità. Proprio la maestosità senza fronzoli diviene l’essenza dell’opera che non si perde in alcun momento ma rimane concentrata nella focalizzazione delle atmosfere sonore. Nel successivo “Journey to Trantor” l’ascoltatore potrà immergersi in quelle brume musicali che sembrano contornare il pianeta-città e che McCreary ha saputo trasformare in tonalità imponenti in cui archi e ottoni giocano un ruolo essenziale. Dalle vette della grandiosità la musica di McCreary riesce a toccare le corde più profonde della ragione qui simboleggiate da Hari Seldon al quale è dedicata la seconda grande particella musicale, perfettamente espressa in “The trial of Hari Seldon”, traccia nella quale gli archi sembrano fornire i contorni di un ragionamento in continuo divenire e che sembra non arrestarsi mai alla stregua di un grande meccanismo. Più sottile e suadente è la componente musicale riservata alla compagine dei tre imperatori; accennata in “The imperial library” e “Over the horizon” ma più ampiamente espressa in “The dream of Cleon the first”, il tema imperiale è certamente dal sommo livello sacrale come testimonia la partecipazione di una voce femminile (Raya Yarbrough nonché moglie del compositore) che con la sua ieratica presenza conferisce una sorta di aura sacrale che ben definisce il mondo e la realtà imperiale.
A queste tre enormi componenti musicali si devono accostare altri motivi conduttori; pensiamo alla componente percussionistica legata ad Anacreon nel brano omonimo o all’eterea sublimazione della musica nei momenti dedicati a Demerzel che possiamo ascoltare in “The chant of the luminous”.
Il lavoro di McCreary è certamente di grande pregio e su di lui gravano le mature lezioni musicali impartite da autori come Ramin Djawadi che con Il trono di spade ha saputo creare un nuovo modo di fare musica per serie TV che a sua volta deve moltissimo ad Howard Shore e al suo capolavoro, la trilogia de Il signore degli anelli. Il collegamento con quest’ultimo non è casuale perché proprio McCreary è stato scelto da Amazon per lavorare alle musiche de Gli anelli del potere il cui tema per i “Main titles” porta la firma proprio dell’autore canadese della trilogia di Jackson. Nell’ultimo decennio McCreary ha saputo, dunque, attingere alle lezioni del passato senza perdersi nel citazionismo ma sapendo conferire alla sua musica un’anima personale e altamente evocativa. Non è un caso che per la seconda stagione di Fondazione la colonna sonora sia stata affidata alla scuola musicale da lui fondata, “Sparks and Shadows”. Sebbene sia stato svolto un buon lavoro, non si sono raggiunte le vette che Bear McCreary aveva toccato nella prima stagione, dove la fusione di diverse linee musicali aveva creato una trama di forte pregio, arricchita da valori musicali che hanno messo in risalto la qualità compositiva dell’artista.
