Concerto for Violin and Orchestra op. 67/Sonata for Two Violins op. 69
Mieczyslaw Weinberg
Concerto for Violin and Orchestra op. 67/Sonata for Two Violins op. 69 (2021)
Gidon Kremer, Violino
Madara Pētersone, Violino
Gewandhausorchester Leipzig
Daniele Gatti, Direttore
CD Accentus acc 30518
7 brani – durata: 51’04’’

Shostakovich lo considerava uno dei più dotati e interessanti compositori contemporanei nella Russia-Sovietica. Aveva ammirato la sua “Sinfonia n. 1 op. 10” (per l’Armata Rossa), gli aveva dedicato il suo “Quartetto n. 10 op. 118” ed era energicamente intervenuto per il suo rilascio al momento del suo arresto nel 1953.
Di origine ebreo-polacca Mieczyslaw Weinberg (1919 – 1996) agli inizi del secondo conflitto mondiale emigra a Minsk per successivamente essere evacuato a Tashkent dove incontra Natalia Vovsi, sua futura sposa, e Dmitrij Shostakovich che gli suggerisce di trasferirsi a Mosca.
Artista molto prolifico vanta nel suo repertorio compositivo tra l’altro 7 opere, 22 sinfonie, 4 sinfonie da camera, 17 quartetti per archi, un concerto per violino e orchestra, un quintetto per pianoforte e archi, sonate per violino, viola e violoncello solo e 40 colonne sonore.
Il suo universo sonoro è influenzato da Shostakovich ma anche da Bartok, Myaskovsky e Prokofiev in un linguaggio capace di coniugare accenti e figure musicali contemporanee e tradizionali creando una singolare simbiosi fra libera tonalità e rimandi etnici kletzmer, moldavi e polacchi, avvolta in uno spiccato senso di forma, armonia e colore. La sua musica trasmette anche la personale sofferenza di un’esistenza profondamente travagliata.
Nei momenti di difficoltà economica e politica anche Weinberg ha avuto modo di confrontarsi con il grande schermo componendo, come dicevamo, ben 40 colonne sonore. Sua è la scrittura che accompagna il bellissimo film Quando volano le cicogne (Mosfilm, 1957), insignito della Palma d’oro a Cannes nel 1958, diretto da Mikhail Kalatozov (1903 - 1973) che per la fotografia si avvale della collaborazione di Sergeij Urusevskij (1908 – 1974) che colpisce nel profondo il pubblico per il suo virtuosismo espressivo e le inquadrature angolate che trasmettono una visione deformata degli ambienti. Kalatozov, conosciuto in Italia per La tenda rossa musicato da Ennio Morricone, viene considerato fra i primari esponenti dei sestidesjatniki (sessantini), movimento per il rinnovamento del linguaggio artistico sovietico e dal suo affrancamento dall’estetica real-socialista sviluppatosi a fine anni cinquanta e inizi sessanta. La musica di Weinberg purtroppo non ci appare all’altezza del film. Fasciata in indefinito languore e malinconia, la scrittura si delinea senza una precisa impronta stilistica, motivica e architettonica e con il suo carattere esornativo sembra chiamata principalmente a stemperare il lacerante dramma che percorre le immagini.
La stessa impressione viene spontanea anche per la piacevole commedia psicologica Afonja (Mosfilm, 1975) di Georgji Danelija (1930 - 2019) altro importante regista sessantino, come Kalatozov, di origine georgiana.
Diverso è il discorso per numerosi film d’animazione in cui il musicista ha collaborato e dove il suo linguaggio esibisce una raffinata fantasia e freschezza motivica unita a suggestivi contrasti di atmosfere timbriche.
In particolare segnaliamo la trilogia Winni-Pukh (Soyuzmultfilm 1969 – 1971 – 1972), Il toro e il leone (Soyuzmultfilm, 1983), La vacanza di Bonifacio (Soyuzmultfilm, 1965) diretti dal leggendario animatore Fyodor Khitruk (1917 – 2012).
Ricordiamo inoltre la sua collaborazione con Natalia Kosheverova (1902 – 1989) in Solovey (Lenfilm, 1980) e con Ivan Ivanov-Vano (1900 – 1987) ne I dodici mesi (Soyuzmultfilm, 1957). Cortometraggi e lungometraggi per adulti e bambini assolutamente imperdibili per contenuto e musica.
Poco noto al grande pubblico, nel corso del 2019 e 2020 Weinberg ha conosciuto un sorprendente revival con l’uscita di numerose registrazioni discografiche.
L’ormai leggendario violinista lettone Gidon Kremer nel Febbraio 2020 insieme all’Orchestra del Gewandhaus, diretta da Daniele Gatti, ha eseguito a Lipsia il suo “Concerto per violino op 67” (1959). Talmente soddisfatto già nelle prove della prestazione complessiva e della profonda intesa spirituale e intellettuale di tutti gli artisti coinvolti, il solista ha avuto l’idea di far fissare l’esecuzione nel documento sonoro che ora il Label Accentus rende disponibile in CD per tutti i collezionisti e appassionati.
Al pari del “Concerto per violino n. 1 op. 99” di Dmitrij Shostakovich, la partitura presenta un taglio sinfonico essendo costruita su quattro movimenti.
Pur essendo sicuramente un lavoro di grande interesse storico-musicale, risulta peraltro lontano dalla severità espressiva e profondità di pensiero ma anche dalla raffinata ambivalenza che percorre la scrittura del suo autorevole mentore. Composto nel 1959, è dedicato al violinista Leonid Kogan che lo ha eseguito in prima assoluta a Mosca nel Febbraio 1961 con l’Orchestra Filarmonica di Mosca diretta da Gennadi Roshdestvensky. Presenta numerosi passaggi virtuosistici particolarmente impegnativi che mettono a dura prova le capacità tecniche del solista. Mutevoli atmosfere si allacciano e intessono: accenti evocativi, introspettivi, ritmici, danzanti, malinconici, folkloristici dove il solista viene costantemente messo alla prova. Particolarmente coinvolgente risulta il quarto movimento “allegro risoluto” avvolto in un suggestivo contrasto atmosferico dove una impetuosa ritmica orchestrale, dagli accenti celebrativi nel finale, lascia il campo a un introspettivo e sereno ripiegamento con la ripresa del tema enunciato nel primo movimento. Con il suo avvolgente e imponente fraseggio e le sue folgoranti qualità virtuosistiche Gidon Kremer propone all’ascoltatore una prestazione stellare, superbamente coadiuvato in straordinario equilibrio e perfetta intesa interpretativa dall’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia diretta da Daniele Gatti.
Il maestro italiano esalta la straordinaria ‘Klangkultur’ della falange tedesca ottenendo un suono dagli spessori densi e profondi e grande fervore espressivo superbamente riprodotto dai tecnici dell’etichetta Accentus.
In una intervista riportata nelle note del libretto nel CD Gidon Kremer afferma come l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia vanti un particolare rapporto genetico con la musica e del periodo russo-sovietico e di come quindi sia in grado di rapportarsi con disinvoltura nelle diverse partiture composte in quel periodo storico. Realizzazione discografica di assoluto riferimento. Il CD è integrato dalla “Sonata per due violini op. 69” composta da Weinberg sempre nel 1959 e interessante per la singolarità della partitura e per la magnifica prestazione e intesa artistica dei solisti Gidon Kremer e Madara Pētersone.
