Lost Themes III
John Carpenter, Cody Carpenter e Daniel Davies
Lost Themes III (2020)
Sacred Bones Records SBR-265
10 brani – Durata: 40’27”
John Carpenter non ha bisogno di presentazioni. E questo suo nuovo album ha preso vita durante la reclusione forzata da pandemia mondiale; CD facente parte del trittico di ‘concept album’ denominati “Lost Themes” (il primo del 2014 ed il secondo del 2016), che non sono una sequela vera e propria di colonne sonore inedite, come si potrebbe desumere dal titolo dei medesimi, bensì un adeguato, virtuoso e generoso mix di leitmotiv (o semplici ma efficacissimi incisi) scartati da alcune musiche per film ed altri di nuova ispirazione extra-cinematica. Registrato nel suo studio casalingo, per la terza volta con il figlio Cody e con il figlioccio Daniel Davies, figlio di quel Dave Davies dei Kinks.
Cody appassionato esecutore alle tastiere come il padre regista/sceneggiatore/montatore/attore/produttore/ compositore (uno di quella élite di registi che sono anche autori delle musiche dei propri film – e a volte, sporadicamente, di altri) e Daniel alle chitarre dalla superba performance. Questo “Lost Themes III” altro non è che, come affermato dallo stesso Carpenter nell’intervista rilasciata alla rivista Nocturno di questo mese, curata da Manlio Gomarasca, un’evoluzione compositiva, assai ispirata, che il veterano regista statunitense e i due promettenti e brillanti co-autori, dopo il loro lavoro di commento svolto sul film Halloween Kills di David Gordon Green (pellicola, sequel di Halloween del 2018, dodicesimo film della serie di Halloween), che una volta conclusasi la realizzazione di questa colonna sonora, hanno continuato a scrivere altri brani, senza freni e con molte soprese tematiche nel loro cilindro magico di note, tutti confluiti in questo album a dir poco stimolante ed elettrizzante ascolto dopo ascolto. Sempre nella stessa intervista Carpenter consiglia all’uditore di questo CD: “Mettiti comodo, siediti al buio, con la persona che ami, se lo desideri, ascolta l’album ed evoca il film nella tua mente”.
Dieci tracce che contengono tutto il sound carpenteriano che non deluderà i fan della prima ora e che attrarrà i neofiti, che probabilmente considereranno queste musiche in alcuni passaggi molto similari a quelle del duo Kyle Dixon & Michael Stein di Stranger Things, in verità non sapendo che il loro suono sintetico proviene pari pari da quello del loro ispiratore, il Maestro Carpenter, che a sua volta, dichiara, sempre nella suddetta intervista al mensile italico fondata da Gomarasca e Davide Pulici, “Ho preso tutto quello che potevo dai Goblin!”. A differenza dei due album precedenti, a detta di molti critici, questo “Lost Themes III” è più sonoramente compatto e studiato a tavolino, facendo apparire la sequenza di brani come un’unica colonna sonora concettualmente lineare che viaggia nella stessa direzione, dove si possono cogliere tutte le fonti ispirative dei tre autori, soprattutto del capofila regista e compositore di capolavori quali 1997: fuga da New York, La cosa, Grosso guaio a Chinatown ed Essi vivono. Le tracce che colpiscono immediatamente sono “Alive After Death”, “Dripping Blood”, “Vampire’s Touch”, “Cemetery” e “Skeleton” con quegli echi synth rock/metal tra ‘scary music’, epica e new age, sprofondati in ambienti anni ’80 con modernismi anni 2000 (vedi lo score per Tron Legacy dei Daft Punk).
