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28 Apr2014

Blackout

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

cover_blackout.jpgMarco Testoni
Blackout (2013)
Helikonia/Tre Lune Records
14 brani (2 canzoni + 12 di commento) – durata: 39’21”



Blackout è un progetto particolare, utile, importante, non solo un film!
Un progetto filmico realizzato da ragazzi non professionisti tra i 15 e i 17 anni che parla di un argomento altamente drammatico che essi conoscono benissimo, dall’interno della loro giovane esperienza di vita.
Supportati da due registi professionisti, Manuel Zarpellon e Giorgia Lorenzato, che hanno curato l’intera opera (“quando abbiamo iniziato non prevedevamo ne venisse fuori il film di oggi. Poi avremmo potuto correggere il tiro, mettere mano al lavoro dei ragazzi e dargli un piglio più pulito, più adulto. Girando nuovamente alcune scene, riscrivendo la sceneggiatura. Semplicemente non abbiamo voluto tradirli”), realizzata da giovani inesperti nel campo audiovisivo, senza stravolgere il senso del girato e la sceneggiatura, ma solo amalgamando il tutto in maniera ottimale, chiamando intorno a sé altri notevoli professionisti cine-musicali in fase di postproduzione per dare un contributo sincero e passionale gratuito; tra tutti è doveroso ricordare l’attore Neri Marcorè, i cantanti Antonella Ruggiero e Dolcenera, Marco Testoni (autore della colonna sonora) ed Edoardo De Angelis (autore del testo della canzone originale), eppure il compositore Umberto Scipione, Riccardo Castagnari, Filippo Marcheggiani, gli E102 e Marco Siniscalco.
Blackout, nato da un progetto dell’Associazione Movie’s Geyser con la coproduzione di Sole e Luna Production, narra la storia di un giornalista freelance, Paolo, che apre una finestra sulla vita di Elettra: una ragazza di 16 anni di una tranquilla provincia italiana che la notte di Halloween subisce una violenza sessuale di gruppo. Tuttavia sarà dal giorno successivo che la ragazza dovrà affrontare una realtà altrettanto dura e piena di dubbi. Ad aiutarla ci saranno le amiche Francesca e Carlotta, le quali si renderanno subito conto che l’amica è stata ferita non solo nel corpo, ma soprattutto nella mente. “Una storia travolgente tra sospetti, indizi e false piste all’interno di un dramma che unisce adolescenti e adulti e dal quale scaturisce un messaggio forte per raccontare un finale differente e possibile” (commento riportato dall’ufficio stampa del film).
Come accennato sopra, molti gli artisti chiamati da Marco Testoni, il compositore della OST, a dare il loro prezioso contributo a questa pellicola sperimentale e di valore, per raccontare un argomento scottante e di forte attualità; difatti lo stesso autore delle musiche afferma: “Gli adulti in questo film sono stati veramente solo un supporto e sono intervenuti per dare visibilità ad un progetto che tocca un tema veramente difficile. E questo l'ha capito il pubblico, meno gli addetti ai lavori.” Testoni ha realizzato una colonna sonora davvero intesa, emozionale, capace di cogliere intimamente tutti gli aspetti, e soprattutto gli stati d’animo, dei protagonisti della vicenda narrata. A partire dalla canzone che apre l’album, “Io credo, io penso, io spero”, si entra subito nel tono generale della soundtrack con quelle parole amorevoli, ma infuocate di significati forti, lancinanti, reali che la bellissima e avvolgente vocalità di Antonella Ruggiero canta con la sua dolcezza eterea e profondamente evocativa (parole di Edoardo De Angelis). Evocativa di sentimenti che sono nati con noi e non possono morire nemmeno se violentati dalla brutalità di una vita ingiusta e bestiale, che ci si fionda addosso come una pioggia ininterrotta e improvvisa. La più bella canzone per film, a mio modesto parere, dell’anno appena trascorso, di un melodismo struggente e di un lirismo affettuoso. Una canzone indimenticabile che si vorrebbe ascoltare di continuo! Altrettanto ragguardevole è la score originale composta ed eseguita da Marco Testoni, coadiuvato da musicisti illustri, suoi amici nella vita e nel lavoro: il compositore di Benvenuti al Sud, Il principe abusivo e Un boss in salotto, Umberto Scipione al pianoforte e Marco Siniscalco al contrabbasso nella canzone succitata, Filippo Marcheggiani alle chitarre, e Testoni stesso al piano, caisa drum e tastiere.  Il lungo bel pezzo “Blackout” è un denso insieme atmosferico di suoni sintetici della natura, ambientazioni pianistico-tastieristiche eteree, percussioni sottili, di una soavità disarmante per quanto lieve e candido risulta il brano, anche in funzione della storia così tragica e cruda che commenta. Un leitmotiv mite a significare quanta dolcezza tradita e desiderio di rinascere come una fenice vi è nella mente della protagonista abusata. E anche un desiderio di rivalsa che viene fuori dal dolcemente compulsivo brano “Quiet” per piano solo. Piano che ritorna in “Carmela Suite Pt. 1” in cui un tema secondario si fa sentire ancor più doloroso, affranto. “Femen” è una traccia di percussioni nervose, synth tenebrosi, momenti sincopati violenti con cadenze primarie da nenia orrorifica (variata di poco nel “Reprise” finale dell’album): qui l’angosciosa brutalità dell’abuso, non solo fisico, viene fuori in tutta la sua aggressiva realtà. “Movie Geyser” è un pezzo tecno-ambient che vuole essere sia espressivamente energetico sia quietamente consolatorio, le due anime di una stessa medaglia, di una ragazza chiusa in se stessa. Ritorna a gran voce il piano affranto di “Carmela Suite pt. 2” e il tema secondo mostra i fianchi di un dolore straziante. In “Un momento qualsiasi” il piano, le percussioni e le tastiere si rincorrono quasi a voler dare nuovo respiro alla protagonista, a volerle dare un sussulto di speranza. Speranza che con “Nordest” si fa più chiara, nel suo incedere puntillistico per percussioni, chitarre e tastiere. “Elettra Suite parte 1 & 2” sono due brani in una sola anima, per piano, in cui il leitmotiv principale, il tema della ragazza violentata, racconta il suo appropriarsi di se stessa finalmente e il concedersi una nuova scelta di vita, una musica liberatoria pur nella sua sofferta malinconia di fondo. Una tromba lontana, sfuggente e melanconica da il la alla timbrica sottile e delicata della voce femminile degli E102 nell’intensa e bellissima ballata pop “Senza Parole”. Il lungo “L’isola”, di Testoni e Alesini, eseguito dai Pollock Project è un brano live preesistente del 2012 che nelle sue ostinate atmosfere jazzistico-fusion, progressivamente estenuanti, ben si adatta alla storia sentimentalmente e intimamente chiusa del film.
Una OST da ricercare e ascoltare con attenzione e un film da vedere ad ogni costo, perché vive di passioni, di idee, di attimi veri cercati, desiderati e creati da menti giovani non ancora obnubilate dalla vita adulta, a cui si deve dare speranza e aiuto.      

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Daniela Bocconi

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