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15 Lug2013

Concert in Athens

Scritto da Paolo Eustachi. Pubblicato in Cinema

cover_karaindrou_athens_concert.jpgEleni Karaindrou
Concert in Athens (2013)
Kim Kashkasian, viola – Jan Garbarek, sassofono tenore – Vangelis Christopoulos, oboe – Eleni Karaindrou, piano
Camerata Orchestra
Dir. Alexandros Myrat
ECM NEW SERIES 2220
18 brani – durata: 54’30’’



Spiros, esiliato politico greco tornato in patria, insieme a sua moglie Dora che per molti anni lo ha pazientemente atteso, si allontanano in mare su una zattera per scomparire verso una meta sconosciuta in un orizzonte brumoso in cui cielo e mare sembrano congiungersi…
La moderna rappresentazione del dramma mitico dell’Odysseus in esilio in Viaggio a Kythera (1984) sancisce l’inizio di uno straordinario percorso artistico fra la compositrice Eleni Karaindrou e il regista Theo Angelopoulos, tragicamente interrotto nel gennaio del funesto anno 2012, con la improvvisa scomparsa del cineasta greco.  
Theo Angelopoulos e Eleni Karaindrou in profonda comunione spirituale e integrità intellettuale conducono l’ottava arte al raggiungimento di  un risultato artistico talmente  eccelso e compiuto al punto da  rendere superflua qualsiasi parola. La musica diventa attrice mai invadente, prolissa o smarrita in leziosismi compiacenti ed esornativi mentre si pone in perfetto equilibrio con dialoghi e immagini e con la sua affascinante sospensione temporale incontra in modo magistrale la forza visionaria delle immagini di Angelopoulos nella rappresentazione dell’uomo nella sua fragilità psicologica e spirituale e nello stupore dell’inevitabilità del proprio destino storico.
Afferma la musicista greca: “…spesso il significato di un film non viene espresso in modo esplicito dalla sceneggiatura. La musica e le immagini hanno quindi la funzione di illuminare congiuntamente ciò che le parole non riescono a esprimere…”.
Il linguaggio di Eleni Karaindrou non possiede nulla di artificiale quanto una disarmante spontaneità sonora e poetica, una forza espressiva che sgorga dal profondo dell’animo e parla al cuore dell’ascoltatore con il suo taglio classicheggiante basato su un’essenzialità della costruzione armonica costituita prevalentemente da triadi nel suo tratteggiare paesaggi musicali avvolti in una forte componente melodica, accenti nostalgici e rimandi di canti bizantini e del folklore greco.
Il nuovo CD della ECM ci presenta un felice compendio della vita artistica della musicista greca nella sua totalità di interprete e compositrice sia di lavori per il cinema che per il teatro e la tv  in un concerto registrato dal vivo nel Novembre 2010 al Megaron di Atene con la Camerata Orchestra guidata da Alexandros Myrat e la partecipazione di straordinari solisti come la violista Kim Kashkashian, l’oboista Vangelis Christopoulos e il sassofonista Jan Garbarek e la stessa Eleni Karaindrou in veste di pianista.
Il CD offre la possibilità all’ascoltatore di conoscere e apprezzare le doti della formidabile artista greca e allo stesso tempo rappresenta un invito  all’incontro con l’universo filmico di Theo Angelopoulos.
Molto interessante risulta anche la raccolta di brani inediti tratti dalle musiche di scena scritte dalla Karaindrou per importanti lavori teatrali quali Chi ha paura di Virginia Woolf di Edward Albee e Lo zoo di vetro di Tennesee Williams, entrambe con la regia di Antonis Antypas, e Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller con la regia di Jules Dassin (1911 – 2008), autore di film dal forte impegno sociale e politico fra cui Alle 10.30 di una sera d’estate (1966) con Melina Mercuri e Romy Schneider di cui ricordiamo le drammatiche immagini  percorse  dalle note fortemente coinvolgenti del “Concerto n. 1 op. 99” per violino e orchestra di Dmitri Shostakovich.
Di grande suggestione appare l’elegante e delicata sensualità timbrica di “Laura’s Waltz” (brano 9, da Lo zoo di vetro) dove i temi enunciati dalla fisarmonica, dal sassofono tenore (formidabile Jan Garbarek nel creare suggestive gradazioni cromatiche) dal mandolino e dalla viola in avvolgente dialogo trovano una superba composizione nel miracoloso equilibrio della trama musicale.
Straordinario l’iniziale monologare del sassofono di Jan Garbarek in un registro introspettivo e nostalgico e il suo successivo dialogare con gli archi nel “Requiem for Willy Loman” (brano 1, da Morte di un commesso viaggiatore).
Ascolto avvincente anche per i brani composti per il telefilm Number Ten basato su un romanzo di M. Karagatsis, con la regia di Pigi Dimitracopoulou, di cui in particolare colpiscono le eleganti modulazioni di violino e fisarmonica in “Tango of love” (brano 7).
Del regista Theo Angelopoulos ricordiamo il linguaggio visivo di altissimo profilo che poggia su lunghi piani sequenza e su un suggestivo gioco di sospensioni e silenzi, la imponente rarefazione di una forza narrativa carica di contenuti esistenziali e metaforici.
La sua collaborazione con Eleni Karaindrou ha regalato all’ottava arte momenti semplicemente stellari, cinema e musica elevati a straordinari e indimenticabili livelli artistici.
Il CD della ECM rievoca alcune delle tappe più significative di un cammino quasi trentennale.
Si inizia con “Ethernity Theme” (brano 2) da L’Eternità e un giorno (Palma d’oro a Cannes nel 1998) quindi “Voyage” (brano 5) dal menzionato Viaggio a Khitera (1983), “Adagio” (brano10) da Paesaggio nella nebbia (1988), “Farewell Theme” (brano 12) da Il volo (1986) fino a “Seeking Theme” (brano 13)  dall’ultimo lavoro intitolato La polvere del tempo presentato alla Berlinale 2009.
Menzioniamo volutamente da ultimo “Dance” (brano 17) da Lo sguardo di Ulisse in quanto consideriamo questa partitura il capolavoro dalla musicista greca, un opera dal grande valore intrinseco ed estetico, portatrice di grandi suggestioni e toccanti atmosfere con i suoi accenti misteriosi e profetici, intessuta in modo esemplare nelle  indimenticabili immagini lasciateci da Angelopoulos con la sua imponente parabola, premiata a Cannes nel 1995 con il Gran Premio della Giuria.  
Invitiamo fervidamente il lettore a vedere il film e ad ascoltare l’intera scrittura (CD ECM NEW SERIES 1570), già recensita in passato su queste pagine.
Il presente CD ne offre solo un breve assaggio, sufficiente peraltro a farsi incantare dalla forza evocativa del corno inglese, del sognante e flessuoso dialogo di archi, oboe e fisarmonica, dall’assorta introspezione del canto elegiaco tratteggiato dalla viola con i sommessi accenti dei suoi registri alti.
Un CD imperdibile per tutti gli amanti dell’arte e della musica. Profondamente toccante. Leggendario.

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Daniela Bocconi

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