• News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca
  • Home
  • Legenda Recensioni
  • Recensioni
  • Cinema
  • Woman Times Seven
16 Giu2013

Woman Times Seven

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

cover_woman_times_seven.jpgRiz Ortolani
Sette volte donna (Woman Times Seven, 1967)
Quartet Records SCE061
12 brani – durata: 30’20”



Sette donne, una sola attrice, la sensuale e straordinaria Shirley MacLaine!
Alla regia Vittorio De Sica, alla sceneggiatura Cesare Zavattini, di contorno attori importanti come Alan Arkin, Rossano Brazzi, Michael Caine, Peter Sellers, Vittorio Gassman, e le belle presenze femminili di Anita Ekberg ed Elsa Martinelli in un film ad episodi (logicamente sette!) in una coproduzione americana-francese-italiana con le musiche di Riz Ortolani nella sua unica collaborazione con il Maestro di Ladri di biciclette e La ciociara.
Un film non pienamente riuscito (l’episodio migliore è quello con Caine!) che però possiede delle musiche incantevoli, romantiche e segnate da quella gigantesca classe compositiva di Riz Ortolani (che insieme a Mario Nascimbene nella Silver Age Hollywoodiana ha tenuto alto il nome dell’immenso talento musicale italiano in USA, con riconoscimenti importanti e assegnazioni di enorme importanza nell’ambito cinematografico!), una classe eguagliabile a quella di un altro grande autore cine-musicale, il papà della Pantera Rosa, Henry Mancini.  Finalmente possiamo godere in una nitida versione stereo della pubblicazione della colonna sonora di Sette volte donna, rimasterizzata da uno storico Lp della Capitol Records, dapprima in mono poi in stereo, di cui ad oggi si era potuto ascoltare qualche brano solo in un vinile degli anni ’70 e in una raccolta di musiche ortolaniane del 2004, The Genius of Riz Ortolani; devo dire in tutta sincerità che sarebbe stato un vero peccato se questa OST non fosse giunta ai giorni nostri in questa nuova veste sonora, perché è una bella score di quelle che non si dimenticano facilmente. Grazie alla Quartet Records questa lacuna è stata colmata, e sprofondare nella partitura di Ortolani è un viaggio nel romanticismo più avvolgente e nel sound degli anni ’60 più brioso e volubile al contempo. Si parte con il “Main Title (Woman Times Seven)”, dove una fanfara inneggia alla bellezza di sette Shirley MacLaine da colpo al cuore e il tema altamente appassionato viene esposto in tutta la sua maestosità sinfonica, con archi e fiati in gran spolvero. Poi è il turno di “They Told Me” in cui il leitmotiv svela la sua componente più delicata e languida in un’esecuzione morbida e quasi rallentata, da pelle d’oca! “Lovers’ Funeral” è un pezzo grottesco, seppur dal titolo non si direbbe, per fagotto solo inziale e finale che nella parte centrale tramuta il tema portante in un ballo beat dal tono mesto.  “Marie Theresa” espone un nuovo tema, quasi una parafrasi del tema principale, per sax con effetto eco sulla coda, soft e a tratti sospensivo. “What to Do?” (presente in due versioni, di cui la seconda del CD più lunga) ci mostra il leitmotiv con un vestito sonoro tipicamente parigino, leggiadro, d’antan. “They Told Me (At the Dance)” e “They Told Me (At the Opera)” sono due tracce nelle quali il main theme assume connotazioni jazzistico-danzerecce con venature swing da Big Band nel primo caso, nel secondo un valzer da grandeur sinfonica iniziale che cede il passo ad un’ennesima esposizione del solito tema, lenta e romantica (e qui l’influenza manciniana è notevole!) . “Three for a Dance” è un brano puro “swinging london”. “Painting on the Wall” con un avvolgente e caldo sax il tema principale vola radente tra le curve sexy di un corpo sinuoso.  “Woman’s Imagination” presenta un tema parisienne malinconico. Il conclusivo “End Title (Woman Times Seven)” fa espoldere in tutto il suo grandioso sentimentalismo sinfonico il Main Theme e non si può far altro che lasciarsi trasportare da queste fascianti note su di un pentagramma ricco d’amore.


Stampa

  • Indietro
  • Avanti
CS on Spotify
soundtrackcity

Daniela Bocconi

  • Pubblicità
  • Redazione
  • Cookie Policy
  • Info & Contatti

Copyright © 2017 - ColonneSonore.net | Vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti

  • News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca