| Testa t’ammazzo, croce… sei morto… Mi chiamano Alleluja/Il West ti va stretto, amico… È arrivato Alleluja |
| Scritto da Federico Biella |
| Martedì 21 Giugno 2011 |
|
Pubblicato a tiratura limitata dalla GDM Music nell’ottobre del 2008 e ormai introvabile, il CD raccoglie integralmente le due OST; fatta eccezione per un paio di 45 giri coevi al lancio dei rispettivi film, esse erano rimaste finora inedite con grande disappunto degli appassionati. La prima è quasi interamente fondata sul tema principale “La verde prateria”, un motivo arioso che sprigiona ottimismo e rimane impresso sia per la sua melodia solare sia per la ricchezza degli arrangiamenti: le basi sono monopolizzate dall’orchestra d’archi sulla quale spaziano la chitarra elettrica, il flauto, le campane e, nel bridge, l’organo. Si contano ben sette variazioni, alcune veloci (“La ferrovia”), altre rilassanti (“La verde prateria - 3a versione), altre marchiate dalle sonorità tipiche del nostro western (il virtuosistico fischio di “Belo Orizonte - 3a versione” non si dimentica), ma tutte molto divertenti. I momenti a tinte scure non sono frequentissimi data l’impostazione complessiva del film: “Saloon black”, introdotto da tamburi inquietanti e poi sviluppato da una minacciosa chitarra elettrica distorta intervallata da rintocchi di campana, e “Asuncion”, eseguito da una tromba deguellizzante su un serrato groove chitarristico. “Marcia della resurrezione”, bizzarra celebrazione della rivoluzione cantata in spagnolo dal coro, chiude in modo spensierato il primo episodio. Richiamata in più punti in chiave strumentale, la stessa fungerà da trait d’union con la colonna sonora del sequel, dove, oltre ad un altro, sebbene più solenne, brano marziale intitolato “Il West ti va stretto”, troneggia il cantabile leitmotiv “Galapagos”. Il suo incipit in crescendo per chitarra acustica, campane e ocarina, simile a quello ideato da Cipriani per Un uomo, un cavallo, una pistola (1969), sfocia in una ritmica galoppante sovrastata dalle tastiere e dalla tromba. Come da copione, diverse saranno le ripetizioni, perlopiù abbastanza omologhe e di matrice flautistica (“Viva Alleluja”), ma presenti anche in un canonico e fugace deguello (“Ballo del cowboy”) o con una ritmica latineggiante (“Viva Alleluja - 2a versione”). Tra i temi più volte reiterati, il cupo e misterioso “Mar del Plata” è quello che si pone maggiormente in antitesi col tono generale della pellicola, peraltro fedelmente testimoniato dalle stravaganze di “Fortaleza”, un tango con intermezzi per marranzano, dal piglio circense de “La fiesta di Sara” e dalle inclinazioni burlesche di “Verso il sole”. Insomma i due score, senz’altro meno disimpegnati di quanto ci si potrebbe aspettare, vantano più di un momento in grado di suscitare entusiasmo tra i cultori del western all’italiana. Infine, per doveri di completezza, segnalo che esiste un’altra edizione uscita nel 2005 per l’etichetta tedesca Koch Media, comprendente i DVD dei due film e, in allegato, il CD con le musiche di Stelvio Cipriani scandite in un’identica tracklist. In alternativa, si potrebbe effettuare un download dal sito della CAM. Meglio che niente, certo, ma per un collezionista, si sa, non è la stessa cosa… |









Stelvio Cipriani