09 Giu2011
Oceano
Ennio Morricone
Oceano (1971)
GDM CD CLUB 7080
21 brani - Durata 67'29''

Documentario del 1971 diretto da Folco Quilici e ambientato in Polinesia, Oceano (noto anche come The Wind Blows Free) meritava senza dubbio una pubblicazione integrale della colonna sonora. Il CD che recensiamo, edito l'anno scorso dalla GDM e che si avvale dei master stereo originali, ha avuto purtroppo una tiratura limitata di 500 copie, già ampiamente esaurite dal mercato.
Eppure la materia musicale meritava, forse, una maggiore divulgazione vista l'abilità di Morricone – reduce dal filone western foriero di acclamazioni e apprezzamenti di critica e pubblico – nel proporre soluzioni di commento innovative, al limite tra suggestioni timbriche e suoni onomatopeici, laddove i flauti onnipresenti sembrano imitare i richiami degli uccelli polinesiani (“Il sole è il sole e brucia ciò che vuole”). Un orecchio assuefatto all'opera neoclassica del maestro romano si troverà quindi di fronte a innegabili curiosità stilistiche. I pezzi realmente tali, cioè dotati di una loro coerenza armonica e struttura melodica, sono infatti l'eccezione dell'album (“Oceano” e le relative variazioni strumentali, in particolare la minimale “#2”, e la bizzarra “Piccola Ouverture”, un connubio di sinfonismo e percussioni tribali). Ad onor del vero un siffatto tema, che riecheggia anche delle atmosfere western, varrebbe da solo ad appagare coloro che ritengono Morricone un campione della melodia e che sono alla ricerca delle perle disseminate in tanti anni di carriera. Ma come dicevamo, la cifra della colonna sonora non sta nell'orecchiabilità ostentata ma nel suo esatto contrario, ovvero nelle lunghe sequenze percussive che fanno da tappeto per fiati, chitarre, arpe, sitar, percussioni metalliche, strumenti che quasi “improvvisano” o meglio percorrono dei sentieri tematici autonomi e all'apparenza casuali. La capacità dell’autore sta proprio nel saper riprodurre questa sensazione di libertà strumentale in un collage sonoro equilibrato e che stimola l'udito più che affievolirne l’attenzione. Due titoli da ricordare, oltre a quelli già citati: “Il vento è il vento e soffia dove vuole # 2”, con le sue dissonanze sospese e la voce femminile tipicamente morriconiana; “Notte # 2”, con gli struggenti arpeggi pentatonici e l'etereo duetto dei flauti. Impeccabile, infine, l'opera di remastering, che privilegia suoni caldi e avvolgenti.