05 Ago2013
Metropolis al Cortona Mix-Festival
Metropolis al Cortona Mix-FestivalGrande appuntamento per gli amanti dell’ottava arte lo scorso 27 luglio a Cortona.
Nel quadro dell’edizione 2013 del Cortona Mix Festival (www.cortonamixfestival.it) è stata eseguita la rappresentazione della versione originale ricostruita nel 2009 del monumentale film muto di Fritz Lang Metropolis (1927) con l’accompagnamento dal vivo della colonna sonora composta da Gottfried Huppertz (1887 – 1937) ed eseguita dall’Orchestra della Toscana guidata dal maestro Frank Strobel.
La presentazione dell’imponente lavoro di Fritz Lang nella versione ricostruita nel 2009 sulla base di una nitrocopia rinvenuta presso il Museo del Cinema a Buones Aires approda fra i suggestivi palazzi della magnifica città toscana dopo essere stata eseguita in varie città di diversi continenti e in particolare in Italia a Bologna (2010), a Milano (2011) e Firenze (2012).
Sulla storia del film e sulla sua ricostruzione rimandiamo a quanto esposto su queste colonne in occasione della prima mondiale alla sessantesima edizione della Berlinale il 12 febbraio 2010 e della recensione della registrazione discografica del relativo soundtrack.
Dopo l’imponente film in due parti Die Niebelungen realizzato nel 1923, il trio composto dal regista Fritz Lang, dalla scrittrice Thea von Harbou e dal compositore Gottfried Huppertz nel 1927 si ritrova con le proprie qualità artistiche per la realizzazione di un nuovo progetto.
Nel suo viaggio a New York nel 1925 in occasione della prima del Die Niebelungen il regista austriaco resta profondamente colpito dalla fisionomia architettonica della città, dal suo skyline e dalla struttura basata su giganteschi ecomostri in cemento. Quell’impatto folgorante lo porta a concepire un film dalla dirompente forza narrativa ed espressiva e dalla formidabile carica avveniristica, dal profondo contenuto sociale e ideologico che evoca scenari apocalittici proiettati nel futuro di un processo storico e politico quanto mai attuale.
Il film di Fritz Lang avvince lo spettatore con il suo pathos visionario trasmesso da un raffinato gioco di immagini in cui i connotati futuristici e le vertiginose architetture della grande città entrano in coinvolgente gioco dialettico con severi riferimenti biblici, apocalittici e mitologici. Malgrado un finale che nella sua esasperata trivialità romantica potrebbe prestarsi a interpretazioni ambivalenti, Metropolis viene considerato una pietra miliare della storia del cinema che ha profondamente influenzato con le sue formidabili tecniche di ripresa lavori successivi come Tempi Moderni (1936) di Charles Chaplin, Blade Runner (1982) di Ridley Scott o Il quinto elemento (1997) di Luc Besson.
Anne Wilkening, Frank Strobel e Martin Koerberg, artisti incaricati dalla Murnau Stiftung di Wiesbaden per l’esame e il restauro del film sulla base del nuovo materiale rinvenuto a Buenos Aires nel 2008, hanno evidenziato la fondamentale importanza della scrittura originale della colonna sonora composta da Gottfried Huppertz quale parte integrante della sua concezione visiva e architettonica.
Occorre non dimenticare che nelle riduzioni della pellicola seguite alla prima mondiale del 1927 a Berlino anche la musica aveva subito dei tagli e delle forzature per i conseguenti aggiustamenti alle differenti durate dei relativi montaggi.
Dal punto di vista estetico-stilistico Huppertz si colloca nella transizione di inizio del ventesimo secolo che porta dal tardo romanticismo alla scrittura seriale e dodecafonica. Il suo linguaggio si muove su una concezione architettonica che poggia sul concetto leitmotivico wagneriano avvolto in una opulenza sonora che sembra a volte echeggiare il seducente cromatismo scriabiniano. Penetrante espressività, modulazioni enarmoniche, marcato cromatismo e scale esatonali si intessono nella costruzione armonica di una scrittura che spesso si muove ai limiti dell’universo tonale ed è capace di trovare in ogni suo divenire una miracolosa associazione con le immagini create da Fritz Lang. Il suo marcato taglio sinfonico risponde pienamente alla costruzione del film in tre movimenti “Prologo”, “Intermezzo” e “Furioso” e ne esalta la forza narrativa e le impetuose contrastanti atmosfere. Agli accenti solenni del tema della grande città Metropolis, che risuona in apertura e chiusura del film, si contrappongono il tema funebre che accompagna il pesante fatalistico incedere dei dannati dell’inferno sotterraneo che si avviano al turno di lavoro così anche le citazioni di temi sacri come quella del ‘dies irae’ gregoriano ripresa dal quinto movimento (“Sogno di una notte di sabba”) della “Symphonie Fantastique” di Hector Berlioz su cui Huppertz costruisce un affresco sonoro fortemente espressivo o i motivi rivoluzionari, come quello relativo alla “Maerseillese” enunciato nella sequenza dell’avvio dell’insurrezione in cui gli operai, in preda alla disperazione e sobillati dalla finta Maria in forma robotizzata, si lanciano alla distruzione dei macchinari della città sotterranea.
La rappresentazione allestita a Cortona è stata a nostro avviso semplicemente stellare e pensiamo resterà a lungo impressa nella memoria del pubblico che si è trovato a viverla.
Vorremmo iniziare la serie di elogi ai bravissimi tecnici del suono che con il loro grande impegno hanno messo a punto una riproduzione sonora semplicemente sbalorditiva che ha saputo offrire al pubblico un profondo appagamento musicale oltre che visivo.
Pensiamo sia giusto riflettere sul delicato lavoro effettuato dai tecnici che devono cercare attraverso innumerevoli difficoltà di trasferire un concetto sonoro elaborato fra le pareti di un bel teatro o di una sala da concerto e trasmetterlo poi allo spettatore in una situazione ambientale totalmente differente quale può essere la suggestiva Piazza Signorelli dove è stato allestito lo spettacolo.
Il Maestro Frank Strobel è un profondo conoscitore dell’universo sonoro post-romantico mitteleuropeo, da Franz Schrecker a Alexander von Zemlinsky, un’esperienza musicale che ha tra l’altro profondamente influenzato il soundtrack hollywoodiano.
Alla guida di un’Orchestra della Toscana in splendida forma egli è riuscito a far rivivere le straordinarie sensazioni trasmesse in occasione della prima mondiale da lui stesso diretta a Berlino nel 2010.
Impressiona davvero la non comune capacità di concentrazione del complesso fiorentino impegnato in un alto livello esecutivo per ben due ore e trenta minuti senza intervallo…
Il maestro berlinese penetra e illumina la scrittura nella sua imponente costruzione architettonica, nella sua interiore tensione e forza narrativa e nella folgorante opulenza timbrica puntando su una ammirevole severità espressiva costruita su spessori sonori profondi e trasparenti per una interpretazione intensa, asciutta e incisiva, sempre opportunamente lontana da cedimenti di compiaciuta magniloquenza che la partitura in alcuni passaggi potrebbe favorire.
Successo trionfale.
Un sentito ringraziamento alla Direzione del Cortona-Mix-Festival per la realizzazione di un avvenimento che veramente onora la vita culturale del nostro paese.
