20 Nov2012
Un affascinante binomio artistico: Kira Muratova e Valentin Silvestrov
Un affascinante binomio artistico all'ultimo Roma Film Festival: Kira Muratova e Valentin Silvestrov
Dopo il ciarpame riversato sulla città eterna nelle precedenti edizioni (con la dovuta eccezione del 2010 in cui sono stati proposti due splendidi lavori come Poll di Chris Kraus e In un mondo migliore di Susanne Bier) l’arrivo di Marco Mueller ha assicurato alla manifestazione la presenza in concorso di lavori firmati da registi di eccelso spessore come Feng Xiaogang, Aleksey Fedorchenko, Kira Muratova, Gabriel e Alan Polski, Jozef e MIchal Skolimowski, Takashii Miike, Enrique Rivero.
I due film che ci hanno maggiormente colpito sono stati Aspettando il mare di Bakhtyar Khudojnazarov, che ha inaugurato la manifestazione e La danza di Deli di Yvan Vyrypaev, presentato nella sezione Cinemaxxi.
Purtroppo l’edizione 2012 del Festival ha avuto un finale amaro con i più prestigiosi riconoscimenti del Marc’Aurelio e del Gran Premio della giuria assegnati con generale sgomento a due film mediocri quali Marfa girl di Larry Clark e E la chiamano estate di Paolo Franchi. Fra i film in concorso vi era grande attesa per il nuovo lavoro di Kira Muratova, carismatica regista ucraina, classe 1934, che continua a sfoggiare un estro inesauribile. Eterno ritorno: provini si rivela originale e suggestivo anche se non ci sentiamo di classificarlo fra le sue migliori realizzazioni. Il film dal forte taglio teatrale e dai sottili rimandi alla poetica felliniana, tratteggia in diversi episodi la circostanza di un incontro dopo anni fra una donna e un uomo, vecchi compagni di scuola. L’uomo cerca dalla sua compagna di classe conforto e consiglio sul proprio complicato rapporto sentimentale che lo vede legato contemporaneamente a due persone, la moglie e la nuova amante. L’interiore conflitto di una relazione tridimensionale caratterizza spesso l’universo filmico della Muratova che conferisce un forte carattere melodrammatico alla rappresentazione della sofferenza, dei sogni e delle speranze dell’individuo, spesso provinciale, qualunque e insignificante. La situazione viene reiterata e sembra volersi ripetere all’infinito nei vari episodi con attori che si alternano e che trasmettono accenti, sfumature, colori e sentimenti che subiscono affascinanti metamorfosi. Tutto ciò in realtà non è che il provino di una sceneggiatura. Il regista è deceduto e il finale è sospeso sul futuro destino della realizzazione del film. Eterno ritorno: provini da una parte esalta le possibilità espressive e inventive del cinema d’autore e dall’altra si pone come ammonimento delle dirompenti difficoltà che accompagnano la realizzazione di film di alto livello artistico con il rischio che il grande schermo venga ridotto a una crescente mercificazione visiva. Dal 2002 fedele collaboratore
di Kira Muratova, Valentin Silvestrov, classe 1937, anch’egli ucraino, è considerato uno dei maggiori compositori contemporanei viventi. Dopo una iniziale fase serialista egli ha saputo creare un affascinante linguaggio post-moderno dagli accenti consonanti e occasionalmente politonali, percorso da una accesa tensione interiore, avvolto in una raffinata veste impressionista e capace di associare magistralmente atmosfere sognanti ed echi romantici. Silvestrov ha composto sette sinfonie, svariati lavori corali, da camera e strumentali. Il grande successo ottenuto regolarmente dalla sua musica in tutti i continenti è testimoniato dalle numerose incisioni discografiche, molte delle quali realizzate dal noto label tedesco ECM. Tra i suoi più acclamati lavori citiamo la “Sesta” sinfonia e “Die Widmung” (La dedica), partitura per violino e orchestra dedicata al celebre violinista Gidon Kremer.Perfettamente montata la colonna sonora concepita da Silvestrov esalta le caratteristiche stilistiche del compositore e si muove in modo introspettivo ed equilibrato senza mai creare scompensi o indebite intrusioni. Il compositore ucraino utilizza uno dei suoi pezzi per violino e pianoforte e una bagatella per pianoforte solo, scritture cariche di suggestioni e echi romantici che sottolineano perfettamente l’atmosfera nostalgica, gli ambienti raffinati e vagamente kitschig e l’universo psicologico in cui si muovono i personaggi rappresentati dalla Muratova nella loro instabilità esistenziale. A creare un opportuno contrasto atmosferico Silvestrov inserisce anche due brani leggeri assai particolari e fortemente espressivi interpretati da due acclamati cantanti quali Zemfira (Rigoletto: parafrasi dell’aria “La donna è mobile) e Petr Leschenko nell’avvolgente e suggestivo “Tango Serce”.
Doveroso sottolineare infine la straordinaria prestazione delle due grandi attrici russe, la ormai leggendaria Alla Demidova (classe 1936…) e la straordinaria e sempre affascinante Renata Litvinova, protagonista di numerosi film firmati da Kira Muratova.
