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22 Ott2026

Reportage dello spettacolo di balletto Il Grande Gatsby

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Reportage

locandina il grande gatsby balletto

I Ruggenti Anni Venti a ritmo di danza e (qualche) modernismo!
Reportage dello spettacolo di balletto Il Grande Gatsby dal 22 al 25 ottobre 2026 al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano

“Il grande Gatsby” (The Great Gatsby) è un romanzo di Francis Scott Fitzgerald pubblicato per la prima volta a New York il 10 aprile 1925 e definito da T.S. Eliot <<il primo passo in avanti fatto dalla narrativa americana dopo Henry James>> – così come viene riportato da Wikipedia nella pagina apposita. Da questo celeberrimo romanzo sono state tratte alcune trasposizioni cinematografiche – una risalente al Cinema Muto ma andata perduta, datata 1926, ed un’altra del 1949 in bianco e nero per la regia di Elliott Nugent con Alan Ladd nel ruolo di Jay Gatsby e Betty Field in quello di Daisy Buchanan e le musiche di tal Robert Emmett Dolan – ma quelle veramente rilevanti da addurre sono Il grande Gatsby (The Great Gatsby) del 1974 diretto da Jack Clayton, con la sceneggiatura molto fedele al romanzo scritta da Francis Ford Coppola (dapprima affidata a Truman Capote ma rifiutata dalla produzione perché assai distante da Fitzgerald), interpretata da Robert Redford (Gatsby) e Mia Farrow (Daisy) con la score di Nelson Riddle e canzoni originali di, tra gli altri, Irving Berlin (a casa, nella mia sterminata collezione di vinili, custodisco gelosamente il 33 giri della OST che mio padre regalò all’epoca a mia madre, appassionatissima del film e della colonna sonora) e la versione alternative 2013 e lussureggiante tipica dello stile di Baz Luhrmann, recitata da Leonardo DiCaprio (Gatsby) e Carey Mulligan (Daisy) con le musiche originali di Craig Armstrong sommerse da canzoni ultramoderne e cover di, tra i molteplici, Beyoncé, Lana Del Rey, Jay Z, Kayne West, Sia e Will.I.Am, tutti contattati dal visionario regista per l’occasione fastosamente fuori di testa.

foto il grande gatsby musical Danza 3

La trama bella ingarbugliata nella sua pur palese semplicità e fascinazione: negli sfavillanti e contraddittori anni Venti, un’epoca dominata dal lusso, dall’eccesso e dal desiderio di vivere senza limiti, si consuma la tormentata vicenda di Jay Gatsby, un uomo misterioso che, partendo da un passato oscuro legato alla criminalità, è riuscito a costruire un’immensa fortuna. Ma dietro la sua ricchezza smisurata e le feste leggendarie che animano la sua sontuosa dimora si cela un sogno mai svanito: riconquistare Daisy, la donna che ha amato profondamente e che il destino gli ha strappato. Lei, incapace di attendere il suo ritorno, ha scelto di sposare un altro uomo, lasciando Gatsby prigioniero di un amore che il tempo non è riuscito a cancellare. Determinato a riaverla accanto a sé, Gatsby acquista una magnifica villa a Long Island, proprio di fronte alla casa di Daisy, e trasforma le sue notti in spettacoli grandiosi, sperando che, prima o poi, lei varchi la soglia del suo mondo scintillante. Quando finalmente il suo sogno sembra diventare realtà e Daisy torna nella sua vita, Gatsby si ritrova disposto a sacrificare ogni cosa pur di proteggerla. Ma il destino, crudele e inesorabile, trasformerà il suo amore assoluto in una tragedia, conducendolo a un sacrificio estremo: dare la propria vita per la donna che ha rappresentato, per lui, l’unica ragione di esistere. Ecco, di tutta questa narrazione sentimentalmente travagliata e fatale, ruotante intorno ad una storia d’amore delle più classiche e romantiche, nello spettacolo di danza voluto e ideato dal ballerino e coreografo cubano (e pluripremiato e noto in tutto il mondo per le sue attività di tournée e produzioni di balletti originali) Enrique Gasa Valga, in scena per soli quattro giorni a Milano presso il Teatro Lirico Giorgio Gaber, vi è qualche stralcio intuibile per chi ha letto il romanzo o visto i film succitati ma sicuramente confusionario per chi arriva totalmente a digiuno di trama e immagini filmiche e letterarie correlate – in verità persino, come il sottoscritto che ha letto Fitzgerald in passato e guardato più volte le due pellicole, in specie la prima con Redford e Farrow che adoro particolarmente per questioni affettive familiari, una certa non chiarezza di linearità narrativo-performativa giunge in svariati momenti durante l’ora e 45’ di spettacolo-danza –.

foto il grande gatsby musical Danza 2

Vedete, per l’appunto, unica pecca ascrivibile ad una idea di balletto alla Grande Gatsby che per quel che riguarda la performance degli artisti in scena, tra ballerini, musicisti e cantante solista, tutto risulta impeccabile, fascinoso e virtuosisticamente notevole – cito la band che ha suonato dal vivo brani dei più policromi su cui tornerò più avanti, ossia la voce ammaliante, multi variopinta timbricamente e ipnotizzante di Greta Marcolongo, coadiuvata dagli eccelsi Roberto Tubaro al pianoforte e voce (colui che ha curato tutti gli sbalordenti arrangiamenti jazzy-pop), Stefano Nicli alla chitarra, Marco Stagni al contrabbasso, Matteo Cuzzolin al sax tenore, Marco Pisoni al clarinetto e sax baritono e Matteo Dallapé alla batteria (posizionati in una balconata sopra il palco riportante una scenografia statica tutta luci quasi a simulare una cascata di paillettes e rivestita ogni tanto di un gigantesco letto al centro, un benzinaio con pochi oggetti e un bancone bar sullo sfondo e degli occhiali giganti e lampadari scendenti dall’alto, il tutto rigorosamente anni ‘20). Una danza ammantata di canzoni e musiche evergreen e incancellabili del lontano passato e di un presente non molto vicino ma pur sempre restante nella memoria di chi ama la musica, quali (ve li menziono nell’ordine in cui tra primo e secondo atto vengono performate sia cantate che danzate) “Nature Boy” di Nat King Cole, “What A Difference A Day Makes” di Dinah Washington, “When You’re Smiling” di Mark Fisher, Joe Goodwin e Larry Shay, “Beale Street Blues” di W.C. Handy, “All About That Bass” di Meghan Trainor e Kevin Kadish, “Five Foot Two. Eyes of Blue” di Bing Crosby, “Sing Sing Sing” di Benny Goodman, “In A Sentimental Mood” di Duke Ellington, Manny Kurtz e Irving Mills, “Sh-Boom” di Carl Feaster, Floyd <<Buddy>> Mcrea, James C. Keyes e William <<Ricky>> Edwards, “One For My Baby” di Harold Arlen e Johnny Mercer, “My Baby Don’t Cares For Me” di Wlater Donaldson e Gus Kahn, “Bewitched, Brother and Bewildered” di Richard Rogers e Lorenz Hart, “Things” di Bobby Darin, “It Don’t Mean A Thing It (If It Ain’t Got That Swing)” di Duke Ellington e Irving Mills, “If You Go Away (Ne me quitte pas)” di Jacques Brel, “Wilson’s Fight” composizione originale apposita per lo spettacolo in oggetto del summenzionato Roberto Tubaro, “Sinnerman” di Nina Simone, “Bang Bang (My Baby Shot Me Down)” di Sonny Bono e “Bohemian Rapsody” di Freddie Mercury (Queen): tutte songs che o composte per il Cinema oppure no ma che hanno reso grandi alcune pellicole e serie TV per la loro potenza espressiva indubbia e perdurante negli anni.

foto il grande gatsby musical Danza 1

Naturalmente, cosa che non posso categoricamente tralasciare se no farei uno sgarbo ai ballerini in scena che sono stati il reale Spettacolo nello Spettacolo di Danza, ovvero il giovane ‘Schwarzenegger’ per fisicità e somiglianza visiva Locke Venturato (Jay Gatsby), che ha pure cantato alcune canzoni mentre ballava, Camilla Danesi (Daisy), Gabriele Tamolli (Thomas Buchanan), Matthew Humphreys (Nick Carraway), Sayumi Nishii (Jordan Baker), Alice Amorotti (Myrtle Wilson) e Gabriel Marseglia (George B. Wilson); ho messo tra parentesi i nomi dei personaggi letterari almeno nella speranza di far raccapezzare chi andrà a vedere questo Il grande Gatsby versione balletto che il suo regista-coreografo ha definito così: <<Credo che la storia di Gatsby si adatti perfettamente alla nostra epoca, segnata da grandi incertezze, in cui le persone cercano punti di appoggio, che sia nel denaro o nell’amore>>. Dimenticavo: bravissimi anche i ballerini di contorno di un cast artistico multietnico eccellente, Sandra Chamochumbi Castro, Emma Frandino, Ayda Frances Guneri, Chiara Malavasi, Mitsuru Ito e Leandro Montero e smaglianti i costumi di Birgit Edelbauer-Heiss.

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Daniela Bocconi

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