Reportage della quinta edizione dell'Apulia Soundtrack Awards - Festival Internazionale di Colonne Sonore

Apulia Soundtrack Awards: una Famiglia di note tra le immagini!
Reportage della quinta edizione del Festival Internazionale di Colonne Sonore
svoltosi a Carovigno in Puglia dal 2 al 4 luglio 2026

Loredana Epifani, Antonio Ribezzi, Antonella La Camera e Cyril Morin, l'anima organizzativa dell'ASA
CAPITOLO 1
Il Festival dell’Empatia

La "famiglia" dell'Apulia Soundtracks Awards 2026
Ritornare per la quarta volta all’Apulia Soundtrack Awards – la prima edizione non fui presente per svariati motivi – è uno di quegli appuntamenti estivi cinemusicali professionali che il sottoscritto attende con quella medesima sensazione correlata ad un preciso ricordo adolescenziale, quando in Estate non si vedeva l’ora di stare con gli amici in totale relax e diletto, con il sorriso nel cuore e la gioia sfrenata in corpo, dopo un anno non proprio esaltante e stancante tra i banchi di scuola. L’Apulia Soundtrack Awards è il Festival Internazionale di Colonne Sonore in cui la parola d’ordine – mai urlata, bensì sussurrata con quell’inconsapevole nozione mentale che scaturisce spontanea – è Empatia.
Quella stessa Empatia che Steven Spielberg cerca di lasciarci come messaggio universale nel finale del suo ultimo film di fantascienza Disclosure Day, perché un sentimento essenziale da riscoprire e riappropriarsene ad ogni costo, a maggior ragione oggi come oggi che l’imbarbarimento dilagante, l’ignoranza aggressiva e l’asocialità più disarmante governano la nostra Vita e il nostro Pianeta, allontanandoci l’uno dall’altro sempre più. Nel meraviglioso e magico Castello medievale Dentice di Frasso di Carovigno, che diventa per la quinta volta consecutiva protagonista Attivo e Ospitale della Musica per Immagini in Puglia, attraverso il suo ampio cortile fiabesco e ombreggiato, giunge ai cittadini, agli ospiti, ai curiosi e al pubblico, ogni nota e parola, sfolgoranti tra le immagini di un pentagramma in movimento, facendo sì che chi vi risiede e chi per enne volte o per la prima volta assoluta ne assapora le virtù cinemusicali, tributate nelle tre giornate festivaliere, percepisca a più riprese la parola Empatia, romantica per eccellenza in tutta la sua determinazione, che risuona a gran voce in ogni angolo dell’antica dimora fortificata. Solo chi non è sensibile o concretamente distratto dalla frenesia social che ci assale ogni giorno, non può non rendersi conto che l’Apulia Soundtrack Awards è irrinunciabile come Festival da vivere e frequentare più volte nella propria vita e carriera; un evento non esclusivamente per chi è un affezionato cultore di colonne sonore e della musica per immagini o un professionista del settore, ma per chi desidera respirare vera, sincera e genuina Empatia durante le masterclass, durante i pranzi e le cene, durante le serate concertistiche, durante i dietro le quinte di ogni singolo istante in cui si crea Community tra i giovani compositori ed i colleghi veterani e tutto l’entourage organizzativo, performativo e giornalistico a contorno. Quindi, se ancora non avete colto alla perfezione ciò che sto sottolineando sin dall’incipit di questo mio resoconto (e nei miei reportage delle scorse edizioni), l’Apulia Soundtrack Awards è Famiglia con tutte le sue innumerevoli diramazioni empatiche, che esiguamente altri Festival e Premi dedicati all’Ottava Arte, la controparte musicale della Settima Arte, posseggono e fanno percepire sentitamente. Ogni giornata del Festival è una riunione arricchente, anche tra il serio ed il faceto, dove l’Arte del Comporre per e sulle Immagini si accende, palpita, accomuna, solleva quesiti (a volte anche risolvendoli) e crea un futuro per chi deve ancora calpestare attivamente l’ambito professionale a 360 gradi. Conclusiva deduzione, come ogni anno tengo ad evidenziare: un Festival da non perdere… ulteriormente incorniciato in un angolo di paradiso meridionale che non è cosa da poco!

Il nostro direttore Massimo Privitera con i compositori emergenti, Antonella La Camera e George Christopoulos
CAPITOLO 2
Il Festival delle Masterclass

Da sx a dx Andrea Guerra, Nicola Tescari, Bruno Coulais, Ray Costa, Cyril Morin, Jean-Michel Bernard, Roberta D'angelo e Sharon Farber

Al centro Cyril Morin e Luis Ivars
Come già avvenuto nelle precedenti quattro edizioni, le Masterclass sono il punto focale di questo Festival dal respiro internazionale – vi si parla inglese, francese, italiano, spagnolo, ecc. ecc., anche se la lingua principale dei workshop è l’inglese –, che pure questo 2026 hanno visto la sentita partecipazione, in presenza, di 19 compositori emergenti rispetto ai 22 iscritti effettivi – non sono potuti intervenire Anastasia Listopadova, Ching-Shan Chang e Pierfrancesco Nannoni – provenienti da tutte le parti del mondo, alcuni con una carriera ben avviata ma pur sempre pronti al carpe diem, ovvero cogliere l’attimo e apprendere il più possibile dai colleghi veterani ogni singolo segreto professionale ed empatico del loro scrivere musica applicata al visivo. Inevitabile menzionare tutti e diciannove gli emerging composers presenti, dei quali vi invito a dare un’occhiata ai loro siti ufficiali o pagine social e ascoltarne le interessanti composizioni, che ritrovandosi per la prima volta a Carovigno e conoscendosi in loco, hanno saputo creare una comunità (la Community che citavo in apertura di articolo) ben coesa e appassionata di giovani talenti pronti a future collaborazioni l’un l’altro e a dare nuova linfa vitale al panorama della Film & TV Music: (citandoli in ordine alfabetico) Andrea Pagliara, Angelo Marrone, Antonio Giardina, Benoît Vanhoffelen, Emilia Vercauteren, Harry Herchenroth, Jane Lin, Jolene Khor, Lina Gjorcheva, Mattia Imbimbo, Nicola Pappalettera, Sébastien Blanchon, Sofoklis Pagonis, Stefano D’Amico, Taïsa Lana Colson, Thibaud François, William Succi, Yakumo Kobe e Yijun Chen.
Da sx a dx Sharon Farber, Cyril Morin, Luis Ivars, Andrea Guerra e Angelo Marrone


Mark Ulano e la moglie Patrushkha Mierzwa
Vi dico già, prima di soffermarmi sulle tematiche affrontate nelle masterclass, che i tre giovani compositori che si sono aggiudicati il premio e le menzioni speciali dalla giuria dell’Apulia Soundtrack Awards di quest’anno sono stati Thibaud François (il riconoscimento), Yijun Chen e William Succi (le menzioni). Dicevamo le Masterclass, tutte sui novanta minuti di durata e svoltesi in una sala del castello, sono state sottoposte ai compositori emergenti iscritti e agli ospiti della quinta edizione, tra mattine e pomeriggi, con questi rilevanti titoli: “The Storytelling: How To Approach a Score” (Il Raccontare Storie: Come affrontare una partitura) a cura di Luis Ivars - il più volte nominato e premiato compositore spagnolo (Il cavaliere del Santo Graal, Berlanga!!, Parecido a un asesinato), presidente onorario di Musimagen - Associazione spagnola di compositori audiovisivi, membro del consiglio di amministrazione dell’ECSA, dove ha ricoperto la presidenza di FFACE, essendo uno dei suoi fondatori e membro del consiglio di amministrazione della Spanish Film Academy e presidente dell’Aie Audiovisiva, la federazione che riunisce professionisti e tecnici dell’AV spagnolo e membro dell’European Academy – e del direttore artistico del Festival sin dalla prima edizione, il lungimirante e trascinante Cyril Morin (La sposa siriana, Samsara, Cold Meat) – compositore, produttore, scrittore, regista francese, membro dell’Academy, della Recording Academy e dell’European Academy –; “Perspectives for Film Composers: AI, Legislation, Streaming, etc…” (Prospettive per i compositori cinematografici: Intelligenza Artificiale, legislazione, streaming, ecc…) a cura di Luis Ivars, Cyril Morin e di Sharon Farber – compositrice israeliana per cinema e televisione e sale da concerto (Febbre d’amore, Jacob the Baker, Red Skies), membro dei comitati esecutivi di Motion Pictures e TV Academies, nominata quattro volte agli Emmy Award, membro del consiglio di amministrazione dell’ASCAP, vicepresidente dell’Alliance for Women Film Composers, vincitrice del Society of Composers and Lyricists Award per «Outstanding work in the Art of Film Music», del Visionary Award In Music di The Women’s International Film & Television Showcase e del Telly Award –; “Composing International: From Home Studio to the World” (Comporre a livello internazionale: dallo studio privato al mondo) moderato, oltre da Ivars e Morin, dai nostri compositori noti internazionalmente, il vincitore del David di Donatello, Nastro d’Argento, Globo d’oro, Ciak d’oro, il pluripremiato e candidato Andrea Guerra (Le fate ignoranti, La finestra di fronte, La ricerca della felicità, Hotel Rwanda, I Cesaroni, Un medico in famiglia, Il giovane Montalbano) e Nicola Tescari – artista, pianista, produttore, docente e direttore d’orchestra, ha collaborato con registi come Valeria Golino, Francesca Comencini e Carlos Saura, ottenendo una candidatura ai David di Donatello per Euforia (2019). Come pianista, produttore e arrangiatore ha lavorato con Madonna, Sting, Rufus Wainwright, Justice e Ludovico Einaudi; il suo arrangiamento di “Moon Over Bourbon Street” di Sting è stato candidato ai Grammy Awards nel 2012 – e dalla Music Editor Roberta D’Angelo – in qualità di montatrice musica, ha collaborato con compositori quali Pasquale Catalano, Michele Braga, Stefano Bollani e Santi Pulvirenti. Ha preso parte a produzioni mondiali, anche con Luca Guadagnino, come The Kid Who Would Be King e Rebecca, e a titoli quali We Are Who We Are, Beckett, Bang Bang Baby e Bones and All. Parallelamente sviluppa progetti di podcasting e musica elettronica, coniugando ricerca sonora e produzione audiovisiva –; “Composing International: Going To Hollywood” (Comporre a livello internazionale: andando ad Hollywood) con la moderazione di Morin e Ivars e la partecipazione speciale del compositore candidato agli Oscar (Les Choristes – I ragazzi del coro) Bruno Coulais, pluripremiato e nominato autore francese dalla popolarità globale (I fiumi di porpora, Il popolo migratore, Coraline e la porta magica), i ritrovati, perché ospiti frequenti del festival, Jean-Michel Bernard, il compositore, pianista, arrangiatore francese (L’arte del sogno, Be Kind Rewind – Gli acchiappasogni, Ca$h, Colpo d’amore) e Ray Costa, agente dei più importanti compositori di Film Music (Alexandre Desplat, Justin Hurwitz, Atticus Ross, Ludwig Göransson, Michael Abels), produttore esecutivo, sceneggiatore, regista e curatore delle campagne di premiazione per Oscar®, Golden Globe, Grammy, Tony, Emmy, BAFTA per molte Major (Warner Bros, Apple, Sony, MGM/UAR, Amazon Studios, Disney, Netflix), e la new entry, il greco George Christopoulos - agente di talenti e fondatore di OTICONS, agenzia internazionale specializzata nella rappresentanza di compositori per il cinema e nel sostegno ai talenti emergenti. Dal 2010 ha rappresentato oltre 25 compositori provenienti da più di 15 Paesi, collaborando con artisti come Yann Tiersen, Shigeru Umebayashi, Johnny Klimek, Stefano Lentini e Miriam Cutler. È inoltre supervisore musicale e consulente per colonne sonore, fondatore dell’OTICONS FACULTY International Film Music Competition e relatore in festival e università. È membro votante della European Film Academy e della World Soundtrack Academy –; “Round Table with Guest and Emerging Composers: The Future of Film Scoring & Guest’s Next Projects” (Tavola Rotonda con Ospiti e Compositori Emergenti: Il Futuro delle Colonne Sonore e i Prossimi Progetti di ogni Ospite) a cura di Ray Costa e Morin con Coulais, Farber, Guerra, Tescari, D’Angelo, Ivars, Bernard, Christopoulos e la mia partecipazione e quella del collega e amico spagnolo Gorka Oteiza, giornalista e creatore di https://soundtrackfest.com/en/, con intervento a sorpresa del premio Oscar per il Miglior Suono in Titanic di James Cameron, l’ingegnere del suono Mark Ulano – nel suo stupefacente carnet vi sono prestigiose collaborazioni con Quentin Tarantino (Kill Bill Volume 1 & 2, Grindhouse – A prova di morte, Bastardi senza gloria, Django Unchained, C’era una volta a... Hollywood, The Hateful Eight), Martin Scorsese (Killers of the Flowers Moon), J.J. Abrams (Super 8) – insieme alla moglie Patrushkha Mierzwa, anch’ella un’ingegnere del suono (Dal tramonto all’alba, Spy Kids, Ad Astra,C’era una volta a...Hollywood); “How to Get Work: Film Music Business Insights for the Modern Film Composer” (Come Trovare Lavoro: Approfondimenti sul Business della Musica da Film per il Compositore di Cinema Moderno) moderato da Christopoulos in una tavola rotonda con i compositori emergenti.
Da sx a dx Jean-Michel Bernard, Bruno Coulais, Cyril Morin e Ray Costa

Da sx a dx Nicola Tescari, Andrea Guerra, Cyril Morin e Luis Ivars
Ciò che è trapelato da ogni masterclass è stata la preoccupazione imperante per il sopravvento dell’Intelligenza Artificiale; ad ogni modo tutte le chiacchiarate sono andate a convergere, anche fortuitamente attraverso più punti, su quelle tematiche necessarie inerenti le dinamiche sul come oggi rapportarsi col mercato vastissimo e competitivo dei compositori di musica per immagine (un mare magnum, in molti frangenti uguale a se stesso, senza un briciolo di originalità, per colpa delle richieste ignoranti di produzioni cieche e solo dedite al dio denaro che oblia la vena artistica reale), che prestano il loro operato alla televisione, al videogame, alla multimedialità, al cinema, al teatro e alla video arte, cercando e trovando ad ogni costo una propria autenticità compositiva o qualche tipo di innovazione nella scrittura, senza indugio attraverso le nuove tecnologie sempre più progredenti mese dopo mese, anno dopo anno, non tralasciando altresì il valore importante del Leitmotiv, sempre più messo in disparte da produttori e registi ottusi o produzioni troppo standardizzate e piatte. Come accade da secoli e secoli attraverso l’evoluzione, alcune innovazioni ci scompensano, sradicando le nostre certezze che ci cullano e ci rendono quieti e saggi, allontanandoci dalla nostra zona confortevole e facendoci temere il peggio, però, in questo logico momento di sconforto, atterrimento e rifiuto del reale, comprendere cosa avviene con l’avvento dell’Intelligenza Artificiale, come è sempre stato e sempre sarà, l’unica arma a nostro vantaggio è il sapere, è la conoscenza, è la furbizia e l’intelligenza di affrontare ciò che ci atterrisce e averne completa padronanza, totale controllo, per far sì che la cosa che ci destabilizza diventi una nuova forma di stabilità e supporto a nostro assoluto vantaggio. L’importante, come hanno a più riprese sottolineato un po' tutti i compositori relatori nelle masterclass, in primis Luis Ivars e Andrea Guerra con serafica asserzione, che, una volta conosciuta, analizzata, studiata e trasformata a propria immagine (compositiva) e somiglianza (creativa), l’IA sia solo un mezzo aggiuntivo per ampliare le proprie vedute artistiche, mantenendo in particolare tre aspetti portanti dello scrivere Musica: originalità, cura dell’arrangiamento e delle orchestrazioni, rispetto della realizzazione performativa dell’opera, che racchiude la componente umana che proprio questa Intelligenza Artificiale Generativa non riuscirà mai e poi mai a cancellare totalmente. Come per le precedenti annate, queste masterclass – alle quali, se proprio devo fare un’annotazione sulla quale far riflettere bonariamente gli organizzatori in previsione della sesta edizione della prossima Estate, che aggiungerebbe un surplus di non poca rilevanza, gioverebbero anche contributi audio/video da ascoltare e mostrare durante le medesime per addentrarsi in modo migliore e più conoscitivo nella materia trattata da ogni singolo moderatore ospite – sono foriere di illuminante apprendimento, in specie quando ci si trova dinnanzi a Monumenti della Musica per Immagini come (non solo) quelli di quest’anno narranti la loro gavetta e carriera nell’ambito summenzionato. E la cosa veramente straordinaria, che tutt’oggi prosegue nello stupirmi felicemente, che tutti i compositori, musicisti e addetti ai lavori intervenuti, sia nelle tre edizioni pregresse che in questa, con le loro carriere magistrali internazionali, colme di riconoscimenti e collaborazioni illustri, non si presentano mai con un’ipotizzabile prosopopea, come a dire, citando una celeberrima battuta dal film Il marchese del Grillo, pronunciata dal mitico Alberto Sordi, <<Io so Io e voi non siete un cazzo>> (atteggiamento quasi sempre riscontrabile in chi non possiede un briciolo di artisticità vera e concreto apporto all’Arte, qualsivoglia essa sia, sentendosi chissà chi!), bensì con gentile, appassionata e serena voglia di raccontarsi, di mettersi sul medesimo piano di chi ancora dovrà affrontarne di ogni per arrivare dove sono Loro adesso, ed essere dei mentori cortesi e giammai parchi di aneddoti e consigli utili.
Antonella La Camera e Loredana Epifani, le Donne dietro all'ASA
CAPITOLO 3
Il Festival dei Riconoscimenti e dei Concerti

Marcello Biscosi presenta...

I premi assegnati quest’anno, durante le due serata di gala tra una performance e l’altra tributante sia i vincitori che alcune colonne sonore iconiche del passato, sono andati al Maestro ottantaseienne Charles Fox, che si è aggiudicato il “Career Achievement Award”, colui che ha scolpito nell’immaginario collettivo, tramite la sua ingente e brillante creatività compositiva, i fotogrammi televisivi e cinematografici di cult quali Barbarella, film di fantascienza del 1968 di Roger Vadim con la folgorante bellezza sexy ipnotica di Jane Fonda, le serie Wonder Woman (1975 – 1979) con la meravigliosa Lynda Carter, Happy Days (1974 – 1978) con gli spumeggianti e gasati Ron Howard (divenuto in seguito un grande regista di pellicole di culto quali Cocoon, Willow, Apollo 13, Il Codice Da Vinci, Il Grinch), Henry Winkler e Marion Ross, Love Boat (1977 – 1987) con le avventure comico-romantiche dei passeggeri e membri dell’equipaggio di una nave da crociera. Fox non ha presenziato al Festival ma ha lasciato il segno con un video messaggio davvero emozionante e divertente, ringraziando per il riconoscimento – il suo iniziale “Buongiorno Carovigno” ha fatto sorridere e commuovere tutti gli astanti –, seduto al pianoforte del suo studio suonando e cantando le sigle dei succitati telefilm e film; per alcuni minuti è stato come averlo Live spensieratamente e gioiosamente sul palco del cortile del castello. “Best International Composer” è andato ad Andrea Guerra per il suo enorme contributo al Cinema & TV di casa nostra – vedi Ferzan Özpetek, Gabriele Muccino, Riccardo Milani, Aldo, Giovanni e Giacomo, Carlo Verdone, Ettore Scola, Roberto Faenza, Carlo Vanzina, Giovanni Veronesi – e a quello straniero – ad esempio Rob Marshall, Dean Graig, Tom Vaughan, Terry George – compresa la sua esperienza esaltante nel Cinema indiano di Bollywood. “Career Achievement Award” all’ingegnosità del compositore parigino Bruno Coulais – parlano da sole le sue eclettiche, avvolgenti e incisive score per Microcosmos – Il popolo dell’erba, I fiumi di porpora, Il popolo migratore, Les Choristes, Coraline e la porta magica, Mune – Il guardiano della Luna, WolfWalkers – Il popolo dei lupi –. “Best Italian Composer 2026 Award” al nostro Nicola Tescari per il suo eclettismo tra i generi musicali non soltanto correlati alle colonne sonore. “Honorary Award” alla compositrice Sharon Farber non solo per la sua intensa vitalità compositiva in diversi ambiti cine-televisivo-musicali eppure per la sua concreta, accorata e significativa presenza come vicepresidente dell’Alliance for Women Film Composers. “Best Music Editor 2026 Award” alla nostra Roberta D’Angelo per il suo lavoro attento e particolareggiato come Music Editor per compositori e produzioni italico-internazionali con nomi, sopra tutti, del calibro dei premi Oscar Trent Reznor & Atticus Ross per il regista Luca Guadagnino, Clint Mansell o un altro premio Oscar, il compianto Ryuichi Sakamoto, e i nostrani Pasquale Catalano, Michele Braga, Stefano Bollani, Santi Pulvirenti e Mokadelic. “Major Contribution To The Art Of Film Music And Sound” a George Christopoulos per il suo apporto coinvolgente alla Fabbrica della Film & TV Music come agente di compositori e ideatore di OTICONS Ltd. (https://www.imdb.com/it/name/nm4742435/).
Il riconoscimento a Bruno Coulais al centro della foto

La premiazione di Sharon Farber

La premiazione di Andrea Guerra

La premiazione di Nicola Tescari

La premiazione di Roberta D'Angelo

La premiazione di George Christopoulos

Tutti i premiati sul palco

I concerti nelle serate del 3 e 4 luglio hanno visto succedersi sul palco festivaliero il compositore Jean-Michel Bernard al piano, Simone Prattico alla batteria e Marco Siniscalco al basso elettrico in “The New Bossa Nova Groove Experience”, un omaggio al grandissimo virtuosismo compositivo eclettico del leggendario e compianto Lalo Schifrin (1932 – 2025), ammirato e amato dall’Apulia Soundtrack Awards sin dalla prima edizione con un Premio Speciale alla Carriera. Bernard ha conosciuto Schifrin di persona, collaborando con il Maestro candidato sei volte al Premio Oscar, dedicandogli pure un fantastico e multiforme album nel 2017, “Jean-Michel Bernard – Plays Lalo Schifrin” (Varèse Sarabande), reinterpretando sue celeberrime colonne sonore e non solo. Altro concerto il “Live Pianoforte e Quartetto d’archi” di Vincenzo Cipriani al piano con la Eclectic Inside Project (A. Fiore, F. Faleo, F. Capuano e L. Ferulli) tributante le colonne sonore di alcuni dei premiati di questa edizione.

Jean-Michel Bernard al piano

Marco Siniscalco al basso elettrico

Simone Prattico alla batteria

Kimiko Ono
Andando in ordine: il concerto del trio Bernard-Prattico-Siniscalco è stato un totale trasporto emotivo-rimembrante-danzante inabissato nel mondo della Bossa Nova, con influenze jazzate, dello Schifrin cinematico ed extra cinematografico, con esecuzioni, rivedute e adattate alle nuance della musica latino-americana, tanto amata da Schifrin che era nato proprio a Buenos Aires in Argentina – suo cugino il Premio Oscar Luis Bacalov – di versioni delle famose score per, tra le tante esecuzioni in una lunga serata vibrante virtuosismo trasportante e ipnotizzante, cotanta la bellezza performativa di ogni brano, Missione impossibile (1966), Mannix (1967), Nick mano fredda (1967), Bullitt (1968) e molte altre. Con il controcanto di due eccellenti musicisti, Prattico e Siniscalco, Bernard al piano è una di quelle esperienze da vivere, tra intimismo rarefatto e godimento istantaneo che entrano, vibrando, sotto pelle istantaneamente, lasciando un segno indelebile in chi lo ascolta, totalmente rapito – ha pure eseguito in piano solo i temi da E.T. ed Harry Potter di John Williams e affiancato dalla moglie Kimiko Ono in vellutata performance vocale, versioni delle canzoni di alcune soundtracks sempre di Schifrin e di Bruno Coulais (in specie il tema portante de Il popolo migratore) –.
Vincenzo Cipriani e l’Eclectic Inside Project

Sharon Farber e la figlia Eden

Eden

Nicola Tescari al piano

Il concerto di Cipriani e l’Eclectic Inside Project è stato un accorato omaggio alle partiture di Andrea Guerra e di Bruno Coulais in versione piano e quartetto d’archi, arrangiate per l’occasione dallo stesso Vincenzo Cipriani, andando a toccare le corde più sottese e delicate dei leitmotiv dei due popolari compositori, rieseguendo con grazia, tra le selezioni effettuate, anche La finestra di fronte, Parlami d’amore e La ricerca della felicità di Guerra e Les Choristes e Coraline di Coulais. Come sempre in queste sere concertistiche dell’ASA le sorprese sono dietro l’angolo: nel momento delle premiazioni di Sharon Farber, di Bruno Coulais e di Nicola Tescari, gli stessi hanno ricevuto un tributo o meglio ancora una richiesta speciale di auto-tributo, ovvero, come sopra detto: Coulais e Guerra omaggiati dal quartetto e pianista – anche se il compositore de I fiumi di porpora e Coraline è stato ulteriormente omaggiato dall’amico Jean-Michel Bernard in assolo pianistico con un medley di sue composizioni rieseguite con raffinata eleganza di tocco che è un marchio di fabbrica del pianista e compositore sodale di Michel Gondry (sei lavori insieme tra cui L’arte della scienza e Be Kind Rewind) –; Tescari ha eseguito al pianoforte un suo tema, un florilegio jazzistico di rarefatta costruzione armonica simile a quelle cattedrali sonore che si innalzano improvvise nel deserto, imponendosi come un miraggio svelatosi alla fine reale e intimisticamente sottile, pur nella sua grandezza visiva; la Farber al pianoforte ha accompagnato la figlia quindicenne Eden che ha cantato il meraviglioso tema principale di Jacob the Baker, facendo restare a bocca aperta il numeroso pubblico, data l’intensità vocale scuotente ogni singola parte emotiva corporale, che ha applaudito con standing ovation una ragazzina dalla vocalità tra Whitney Houston e Celine Dion, da brivido lungo la schiena.
Il cast del corto Cocco di Mamma con al centro con microfono il regista Antonio Ribezzi
Altra sorpresa, in verità annunciata dall’opuscolo del Festival, la proiezione speciale, alla presenza di buona parte del cast, del cortometraggio pluripremiato e nominato, Cocco di mamma, del regista e membro organizzativo dell’ASA fin dagli esordi, Antonio Ribezzi, con le musiche originali del recente Premio Musa, David di Donatello e Nastro d’Argento per la colonna musicale del film Primavera, Fabio Massimo Capogrosso (Miglior Compositore 2023 all’Apulia Soundtrack Awards) e la canzone Hit Cult “Io che non vivo (senza te)” del 1965 di Pino Donaggio come elemento diegetico in una peculiare e tenera sequenza del corto: un’opera prima narrante un’intima storia familiare mediterranea di una madre, del suo figliolo, della nenonata sorellina, della nonna e di un gruppetto di ragazzini prima della Notte estiva di San Lorenzo in un paesino della Puglia, intrisa di dolcezza, nostalgia, melodramma e quei sapori, profumi, luoghi, voci di un tempo che può essere oggi come ieri come domani, attraverso uno sguardo profondamente presente, amorevole e rimembrante, giammai giudicante; insomma un corto che se avrete l’occasione di vedere, non perdetela! Nota a parte, ma non marginale, anzi da dedicarle uno spazio apposito a fine di questo mio reportage: la conduzione delle due serate ad opera dell’oramai imprescindibile amico dell’ASA, Marcello Biscosi, un marchio una garanzia di simpatia, giovialità, improvvisazione spigliata e tanta accuratezza nel far sentire a loro agio sul palco ogni ospite sia premiato che invitato a premiare che musicista prima e dopo una performance. Biscosi è un concentrato di allegria e serietà che sono il cibo essenziale in eventi come questi.

Marcello Biscosi

I compositori emergenrti sul palco dell'ASA
Foto ufficiali del Festival di Giorgia Montanaro e video ufficiali di Raffaello Pio Iacovazzi e Alessia De Crescenzo.
Ringraziamenti inevitabili e dal profondo del cuore, in ordine casuale, a Cyril Morin, sua moglie e il loro figlio super dinamico e affettuoso Leo, gli inarrestabili e amorevoli Loredana Epifani, Antonella La Camera, Antonio Ribezzi, Giuseppe Tamborrano, Antonella Semeraro, Marcello Biscosi, il mio “partner in crime” Gorka Oteiza (https://soundtrackfest.com/en/) e Paulina Merz, George Christopoules, Sharon Farber, suo marito e la loro splendida figlia Eden, Bruno Coulais e sua moglie, Nicola Tescari, Andrea Guerra e sua moglie, Roberta D’Angelo, Jean-Michel Bernard e sua moglie Kimiko Ono, Mark Ulano e la moglie Patrushkha Mierzwa, Ray Costa e Mari Eleni Koasidis, Luis Ivars, Simone Prattico, Marco Siniscalco, Vincenzo Cipriani con l’Eclectic Inside Project, Luana Convertino, tutti i giovani compositori emergenti, il cordiale e disponibile staff dell’Hotel Dimora Sant’Anna, Dimora Del’Osanna, Corte Giotto, del Castello di Carovigno (https://www.castellodicarovigno.it/), del bar Picci e tutta la cittadinanza dell’accogliente paese pugliese.
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