05 Apr2023
Scritto da Roberto Scollo. Pubblicato in Cinema
Ennio Morricone
Ennio (2023)
Gianni Ventola Danese
Fisarmonica diatonica
Academy Records
14 brani – durata: 40’ 35”

C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole,
anzi d’antico
(GIOVANNI PASCOLI, L’aquilone)
“[…] la musica esiste, fisicamente, soltanto nell’esecuzione: non la carta stampata, ma il suono ne è il luogo fisico, e dalla carta stampata al suono non si passa generalmente senza mediazione dell’interprete, dell’esecutore”. Con tali parole Massimo Mila sintetizzava negli anni Quaranta del precedente secolo la “particolare condizione sociale di quest’arte che, unica insieme al teatro, richiede l’intermediario di uno o più interpreti, fra l’opera d’arte e chi ne vuol godere” (1). Delle tante singolarità della musica, asemantica secondo i teorici della musica «assoluta» come Eduard Hanslick o, per converso, espressione diretta ed intensa del sentire, quando non sentimento allo stato puro, come in Leopardi (“[la musica] non imita e non esprime che lo stesso sentimento in persona, ch’ella trae da se stessa e non dalla natura”), stupisce ogni volta constatare che essa non è fruibile nell’immediato (come avviene con un libro, un dipinto, subito disponibili alla nostra percezione). Direttori e professori d’orchestra imprimeranno poi il segno della propria personalità, e la musica ascoltata sarà sì quella del suo autore, però filtrata e «trasformata». L’ottimo, la figura del compositore/direttore, non è quasi mai conseguibile.
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