I Giganti
Luigi Frassetto
I Giganti (2021)
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Lato A: 8 brani
Lato B: 5 brani
Bonifacio Angius è un attore, regista, sceneggiatore e produttore filmico (classe 1982) nato a Sassari in Sardegna. Un autore che sbalordisce ad ogni sua opera cinematografica, che riesce sempre a spiazzare. Questo film del 2021, I giganti, candidato al Ciak d’Oro per la miglior regia, ha ottenuto il riconoscimento Film della Critica e il Premio Elio Petri come miglior pellicola dell’anno 2021, nonché Prix de la meilleure rèalisation (miglior regia) all’Annecy Cinèma Italien 2021, passato dalla selezione ufficiale del 74° Locarno Film festival, ed è assolutamente da riscoprire o vedere per la prima volta.
Angius mi ha folgorato con il suo secondo lungometraggio del 2018, il road movie sardo Ovunque proteggimi che vidi durante l’edizione del 2019 del Festival “Creuza de Mà – Musica per Cinema” di Carloforte dove fui ospitato come inviato di questa mia rivista. Da quel momento ogni sua opera è per me motivo di interesse, ancor più le colonne sonore che decide di inserire nei suoi lavori; come questo I giganti con l’ausilio del compositore e musicista di Sassari Luigi Frassetto – intervistato da me e Marco Testoni su Soundtrack City tempo addietro (vedi link) – che progetta una OST proprio particolare per una pellicola altrettanto particolare: cinque amici di lunga data si danno appuntamento in un casolare sperduto. Ognuno di loro si porta addosso, come un macigno pesantissimo, qualsivoglia tipo di fallimento (economico, sentimentale, penale) e in questo forzato isolamento rurale, tra abuso eccessivo di alcol e droghe varie, incominciano a rammentare le proprie vite e solitudini tra ricordi desolanti e a tratti quasi ridanciani, giungendo ad una sorta di consapevole autodistruzione alla Marco Ferreri, per intenderci.
Il vinile con le musiche e i testi delle canzoni di Frassetto, coscritti con Angius, custodisce diverse aree tematiche e canore, tra citazioni colte, parafrasi e tributi originali di enorme valore realizzativo e performativo: il lato A si apre con “Il pellicano reale”, una melodia pianistica rotiana e trovajoliana assai dolorosa, che appare come un motivetto tipico dei commenti per i film muti. “Interludio” per archi lievi e chitarra acustica è un leitmotiv delicatissimo e sognante. La prima canzone che si ascolta è “En el camino junto a ti” in ispanico idioma, come intuibile dal titolo della medesima: un saltarello motivetto gioioso che sembra provenire da molto lontano nel tempo, gli anni ’40. Invece, direttamente dagli anni ’60 del beat rock Made in USA alla Nancy Sinatra o di quelle canzoni del compianto Burt Bacharach e delle sue iconiche interpreti femminili, giunge la ballata “The Night I Met You”. “Lo siento” fa pari e patta con la canoramente sudamericana “En el camino junto a ti”, una samba femminile assai intensamente ammaliante, con tratti jazzati di elevatissimo spessore esecutivo. “Una cicatriz” è una cantata maschile in forma di tango-bossa nova suadente e trascinante con la sua andatura lenta, avvolgente e quella tromba appassionata. “Por un ladron”, melodia arcinota seppur originale nella sua reinterpretazione e riesecuzione, con coro e voce maschile caldamente intime e amorevolmente imploranti. “I giganti – Tema” per archi e chitarra classica è un leitmotiv melanconicamente aperto e dolcemente trasognato. Sul lato B fa il suo esordio la ballata ciondolante alla Elvis Presley (qui al femminile) “Samey Days” tipicamente anni sessanta. Samba briosa e canzonatoria in “Una casita” e “San Juan”. “Sonata N° 2 Op. 35, Il movimento (Marcia funebre lento)” di Chopin per performance da banda di paese. Chiude l’LP la splendida canzone d’amore in stile anni ‘50 “Il silenzio” alla Luigi Tenco, Bruno Lauzi e Jimmy Fontana.
Un album che è un continuo fluire di rimandi emozionali musicali che intrattiene e fa venire voglia di ballare in comitiva o teneramente guancia a guancia con la propria amata; un contrasto fortissimo e ineluttabile con la trama sopra enunciata, tuttavia ‘gigante’ come i nostri protagonisti ‘giganti’ che poi così forse lo sono stati solo nei loro più reconditi e raggianti sogni.
Più che doveroso citare tutti i virtuosi e bravissimi musicisti interpreti di questo 33 giri: Alessio Manca e Francesca Fadda al violino; Gioele Lumbau alla viola; Francesco Abis al violoncello; Francesco Sergi, Yanara Reyes MacDonald, Edoardo Meledina, Robert Jones al contrabbasso; Fabrizio Fresu alla tromba; Luca Lanza al sax e flauto; Marco Testoni (non il nostro vice direttore ma un suo omonimo), Yoel Toca Torriente al pianoforte e il primo anche alle tastiere; Marco Fozzi, Gianluca Dessi, lo stesso Frassetto alla chitarra acustica; Alain Pattitoni, Robert Jones, Frassetto alla chitarra elettrica, anche quest’ultimo al basso elettrico; Pavel Hernandez, Jones, Frassetto alle percussioni; il più volte citato Jones e Lorenzo Falzoi alla batteria; Yoel Toca Torriente, Daniela Pes, Yanara Reyes MacDonald, Lacana, Manuel Attanasio alle voci; Giuseppe Bulla, Alfredo Puglia, Bonifacio Angius e Frassetto ai cori. Dulcis in fundo la Banda Musicale Luigi Canepa diretta dal Maestro Michele Garofalo per il pezzo di Chopin.
