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02 Feb2014

Il suono della musica

Scritto da Giuliano Tomassacci e Massimo Privitera . Pubblicato in Interviste

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Il suono della musica

Conversazione esclusiva con l’uomo dietro i suoni: Marco Streccioni racconta quarant’anni di carriera come alfiere e maestro indiscusso della ripresa fonica nella musica da film.

Non basta la caratura della composizione e la qualità interpretativa, se poi non si è messi in condizione di poterne fruire nel migliore dei modi. E il nome di Marco Streccioni è ormai garanzia indiscutibile di questa condizione. Senza dubbio tra i più importanti, rinomati ed influenti ingegneri del suono italiani, è anche grazie alla sua arte e al suo mestiere orami quarantennale che si devono quell’espressività, quella nuance, quel dettaglio musicale che non di rado possono fare la differenza nell’ascolto di almeno 550 partiture cinematografiche e televisive, molte delle quali hanno contribuito alla storia moderna e contemporanea del cinema italiano (un résumé che non esaurisce però l’expertise del fonico romano, impegnato anche sul fronte discografico e teatrale).bulgarian_national_ radio_sofia_streccioni.jpg

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15 Dic2013

Intervista esclusiva a Luigi Pulcini

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Interviste

foto_lugi_pulcini 4.jpgDall’Italia agli USA: intervista esclusiva a Luigi Pulcini, compositore e ingegnere informatico

Luigi Pulcini studia Composizione presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma e Ingegneria Informatica presso l’Università Politecnica delle Marche, dove discute una tesi dal titolo “L’Orchestra Virtuale” sulle nuove tecniche di programmazione MIDI e campionamento digitale destinate all’orchestrazione virtuale.
Negli ultimi dieci anni si rivolge con particolare attenzione al mondo della musica per immagini e la sua formazione culmina con il corso di “Film Scoring” presso il Berklee College of Music di Boston e le Masterclass “Fotogrammi e Pentagrammi” tenute dal Maestro Nicola Piovani presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, in occasione delle quali Piovani riconosce con entusiasmo la grande cura e professionalità dei suoi lavori.
Nel 2008 si trasferisce a Los Angeles dove stabilisce la sua carriera come compositore di musica per film. È qui che incontra Christopher Young, con il quale inizia una collaborazione che dura ancora oggi. Per Young, Luigi lavora a film come Love Happens (Qualcosa di speciale, 2009), Drag me to Hell (Id. , 2009), Priest (Id. , 2011). Sempre a Los Angeles Pulcini ha la possibilità di collaborare con Alf Clausen, Paul Haslinger, Andrea Morricone, Nuno Malo ed entrare in contatto con James Newton Howard e Harry Gregson-Williams.

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11 Dic2013

Intervista esclusiva a Riccardo Della Ragione

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Interviste

foto_riccardo_della_ragione_chitarra.jpgFare musica per immagini vuol dire entrare con tatto e sensibilità in un disegno e cercare di colorarlo.
Intervista esclusiva a Riccardo Della Ragione

Colonne Sonore, alla continua ricerca di giovani talenti della musica per film, con le sue interviste sui generis che tanto successo hanno riscosso, e continuano a riscuotere, tra gli addetti ai lavori della musica applicata e voi affezionati lettori, questa volta ha incontrato ed intervistato il Maestro Riccardo Della Ragione.
Piacentino di nascita e livornese di adozione, Della Ragione ha intrapreso fin da giovane gli studi di chitarra classica e folk. Studi approfonditi che lo hanno portato nel corso degli anni formativi da musicista a creare diversi gruppi musicali, i country “N.C.R”, i Rock progressivo “Dark Horizon” e i “Target One”, band con la quale suona nelle basi militari americane e in varie città italiane. In seguito, amando tantissimo esibirsi dal vivo, forma altri gruppi, i “Riccardo Della Ragione Group”, i "Soppalko" e “2 Friends 4 Hands” un duo acustico che vede Riccardo suonare e cantare insieme al celebre percussionista straniero Karl Potter.
Della Ragione nel frattempo prosegue a studiare privatamente composizione, arrangiamento e orchestrazione con il Maestro Susini e nel settembre del 1999 si iscrive ad un corso di specializzazione per compositori di musiche per teatro, cinema e televisione. Un corso che supera brillantemente e che annovera tra gli insegnanti Germano Mazzocchetti, Nicola Piovani, Fabrizio De Rossi Re, Pierre Sauvageot, Aldo Tarabella, Marco Baraldi e Claudio Vaira.
Negli anni ’90 il Maestro piacentino realizza diverse canzoni pop esibendosi come cantautore. Proprio nel 1999 incontra il regista Stefano Calvagna, con il quale instaurerà un lungo sodalizio, che aveva scelto Livorno come location per il suo primo film Senza paura: sarà questa la sua prima colonna sonora.

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05 Dic2013

Per me la “Musica per film” è una musica evocatrice di immagini!

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Interviste

giovanni_nuti.jpgPer me la “Musica per film” è una musica evocatrice di immagini!
Intervista esclusiva a Giovanni Nuti

Il ritorno delle interviste sui generis ai compositori italiani del passato e del presente: come domande i titoli più significati della filmografia dell’autore di musica applicata di volta in volta preso in oggetto e come risposte suoi aneddoti e racconti in piena libertà espressiva. Una sorta di intervista-seduta d’analisi della propria carriera cine-musicale. Questa volta il turno di un bravissimo musicista, cantante, pittore e compositore toscano che ha prestato per lo più la sua voce compositiva al celebre fratello, attore, cabarettista e regista fiorentino, Francesco Nuti; e difatti stiamo parlando proprio di Giovanni Nuti (classe 1952).

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14 Nov2013

Roque Baños, ballate dall’Inferno!

Scritto da Massimo Privitera e Roberto Pugliese. Pubblicato in Interviste

foto_roque_banos.jpgRoque Baños, ballate dall’Inferno!

Introduzione a cura di Roberto Pugliese

Quanto è avvenuto in Spagna nell’ultimo quindicennio, relativamente alla musica per film, è il fenomeno più simile di qualsiasi altro a ciò che avvenne negli Stati Uniti tra gli anni ’40 e i ’50: ossia il formarsi di una vera e propria “scuola” di compositori che, ciascuno secondo le proprie predilezioni e la propria formazione, si muovono lungo una linea comune di recupero della grande tradizione sinfonica ma spingendola, anche grazie alla frequentazione assidua con il parallelo rinascimento in quel paese del genere horror, sul coraggioso crinale di un aggressivo avanguardismo strumentale, di estremismo dinamico e ribollente fantasia orchestrale: il tutto conservando, specie in alcuni casi e soprattutto in quello che qui ci interessa, un tocco pressoché magico per il tematismo, l’invenzione leitmotivica, il “pezzo chiuso”.
Di tutta questa pattuglia, che comprende ormai nomi illustri come Javier Navarrete, Alberto Iglesias, Lucas Vidal, Carles Cases e Fernando Velázquez per non citare che i principali, il catalano Roque Baños López (Jumilla, 1968) è probabilmente il più dotato e, sino ad oggi, quello che può vantare una carriera di maggior continuità ed eclettismo. Attivo dalla seconda metà degli anni ’90 e con alle spalle una solidissima formazione accademica e classica, Baños ha da poco sconvolto l’apparato d’ascolto di qualunque spettatore con la partitura tellurica e infernale del nuovo La casa di Fede Alvarez ed è reduce dagli scores per i mystery Séptimo e Tres60 nonché per la nuova fatica di Spike Lee Oldboy, mentre tra i suoi prossimi incarichi c’è il nuovo film di Ron Howard In the Heart of the Sea.

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14 Nov2013

Roque Baños, baladas desde el Infierno.

Scritto da Massimo Privitera e Roberto Pugliese. Pubblicato in Interviste

foto_roque_banos.jpgRoque Baños, baladas desde el Infierno.
(versión en español)

Por lo que se refiere a la música para el cine, lo que está ocurriendo en España en estos últimos quince años es el fenómeno más parecido que qualquier otro a lo que ocurrió en los Estados Unidos entre los años ‘40 y ’50: o sea el nacimiento de una verdadera “escuela” de compositores que, según las preferencias y la formación de cada uno, siguen una dirección común hacia la recuperación de la grande tradición sinfónica, pero llegando a límites atrevidos de vanguardismo instrumental, de extremismo dinámico y ardiente fantasía orquestal, también gracias a sus frecuentes contactos con el resurgido género horror en ese País; todo eso, sobre todo en ciertos casos y en lo que aquí nos interesa, conserva un toque casi mágico por los temas, la invención de los leitmotiv, el “pasaje cerrado”.
De todo ese ejército, que incluye nombres ya famosos como Javier Navarrete, Alberto Iglesias, Lucas Vidal, Carles Cases y Fernando Velázquez entre otros, el catalán Roque Baños López (Jumilla, 1968) a lo mejor es el más dotado y hasta hoy en día el que goza de la carrera más continua y ecléctica. Baños, cuya carrera empezó en la mitad de los años ’90 y cuya formación se fundamenta en sólidas bases académicas y clásicas, acaba de sorprender las expectativas de cualquier espectator con la partitura telúrica e infernal del nuevo Evil Dead de Fede Alvarez y está saliendo de la creación de los scores para los mystery Séptimo y Tres60 y además para el nuevo trabajo de Spike Lee, Oldboy; uno de sus próximos trabajos será la nueva película de Ron Howard, In The Heart of the Sea.

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21 Ott2013

Milano – Venezia, solo andata...: Incontro con Pino Donaggio

Scritto da Andrea Natale. Pubblicato in Interviste

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Milano – Venezia, solo andata...
Incontro con il compositore Pino Donaggio in occasione dei suoi 40 anni di attività con la musica per film (1973 – 2013)


a cura di Andrea Natale in collaborazione con Massimo Privitera

Nonostante il mese di ottobre sia già piuttosto avanzato, a fare da cornice alla nostra trasferta a Venezia c'è una giornata nella quale il sole si stiracchia e riesce ancora a intiepidire l'atmosfera, regalandoci un gradevole viaggio in vaporetto. Arriviamo a Salute dalla Ferrovia per incontrare Pino Donaggio che ci ha dato appuntamento presso il suo studio nel sestiere Dorsoduro, a pochi passi dalla celebre basilica capolavoro del Barocco veneziano.

Buranello di nascita, Pino Donaggio, per i “non addetti ai lavori”, è il celebre cantautore degli anni Sessanta, dieci volte concorrente al Festival di Sanremo tra il 1961 e il 1972, con un terzo posto nel 1963 con “Giovane giovane” e un quarto posto nel 1966 con “Una casa in cima al mondo”, ma soprattutto l'autore (su testo del compianto Vito Pallavicini) di un successo immortale e internazionale quale “Io che non vivo (senza te)” che, con la versione in lingua inglese “You Don't Have To Say You Love Me” realizzata e interpretata dalla cantante Dusty Springfield (che l'ascoltò proprio a Sanremo nel 1965), fece il giro del mondo entrando nelle classifiche degli ascolti di moltissimi Paesi. E tra gli artisti che la vollero interpretare anche il grande Elvis Presley...

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17 Ott2013

Stefano Lentini e Wong Kar Wai: The Grandmaster!

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Interviste

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Stefano Lentini e Wong Kar Wai: The Grandmaster!

Colonne Sonore ha incontrato il compositore Stefano Lentini (Shooting Silvio, il film per la TV Il sorteggio, il documentario Sfiorando il muro) che ha avuto il privilegio di vedere inserito un suo brano all’interno dell’ultimo film di Wong Kar Wai, The Grandmaster. Lentini ci ha parlato di come è nata questa collaborazione tra un giovane autore italiano di musica applicata e il grande regista hongkonghese di In The Mood for Love e 2046.

Colonne Sonore: Come è avvenuto l'incontro con Wong Kar Wai che lo ha portato a scegliere il tuo brano "Stabat Mater" per il suo ultimo film The Grandmaster?

Stefano Lentini: Questa è la stessa domanda che gli ho fatto dopo la Premiere della Berlinale di quest’anno. E’ stato un incontro fortuito, ha ascoltato il brano su un mio cd ed ha deciso di inserirlo nel film. Non avevo una via privilegiata per arrivare a lui, semplicemente il mio cd si è trovato al posto giusto nel momento giusto, in cima ad una pila di altri dischi.

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11 Ott2013

Due parole con Yann Tiersen

Scritto da Redazione. Pubblicato in Interviste

Il giovane musicista bresciano Francesco Berta ha incontrato il celebre compositore francese Yann Tiersen, poliedrico uomo di musica che si destreggia abilmente tra generi e stili diversi, tra cui anche la musica per film. Il suo nome infatti è indelebilmente associato alla colonna sonora del film Il favoloso mondo di Amèlie (1999) di Jean-Pierre Jeunet.

In questa breve conversazione esclusiva, Tiersen parla dei suoi ultimi lavori extra-cinematografici e del suo essere compositore e musicista a tutto campo.

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24 Set2013

Bruno Coulais, innovazione e naturalezza nella musica per film: un grande compositore francese al servizio della Settima Arte

Scritto da Paolo Eustachi. Pubblicato in Interviste

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Bruno Coulais, innovazione e naturalezza nella musica per film: un grande compositore francese al servizio della Settima Arte.

Il Maestro Bruno Coulais è un apprezzato musicista di formazione classica e allo stesso tempo fortemente eclettico, che ha legato il suo nome a numerose colonne sonare composte per film di vario genere e documentari, quali Microcosmos – Il popolo dell’erba (C. Nuridsany e M. Perennou, 1996), Il popolo migratore (J. Perrin, J. Cluzaud, M. Debats, 2001), Oceani (2009), nei quali fonde l’orchestra ai suoni della natura in un amalgama profondamente armonioso. Ama vivere e creare nuove esperienze sia visive che sonore e in questo senso si dichiara portatore di un ecumenismo aperto a ogni suggestione musicale e sperimentale. Con il suo lavoro e i suoi successi porta avanti la grande tradizione francese della musica per il Cinema che ha annoverato autori da George Auric fino a Maurice Jarre. Colpisce la sua non comune capacità di adattarsi con la massima naturalezza all’estetica stilistica di registi fortemente differenti, fra cui figurano Cristophe Barratier, Benoit Jacquot, Eric Valli, Mattieu Kassovitz, Henry Selick, Anne Fontaine e Volker Schloendorff.

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Daniela Bocconi

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