Il suono della musica

Il suono della musica
Conversazione esclusiva con l’uomo dietro i suoni: Marco Streccioni racconta quarant’anni di carriera come alfiere e maestro indiscusso della ripresa fonica nella musica da film.


Il suono della musica
Conversazione esclusiva con l’uomo dietro i suoni: Marco Streccioni racconta quarant’anni di carriera come alfiere e maestro indiscusso della ripresa fonica nella musica da film.

Dall’Italia agli USA: intervista esclusiva a Luigi Pulcini, compositore e ingegnere informatico
Fare musica per immagini vuol dire entrare con tatto e sensibilità in un disegno e cercare di colorarlo.
Per me la “Musica per film” è una musica evocatrice di immagini!
Intervista esclusiva a Giovanni Nuti
Roque Baños, ballate dall’Inferno!
Introduzione a cura di Roberto Pugliese
Roque Baños, baladas desde el Infierno. 
Milano – Venezia, solo andata...
Incontro con il compositore Pino Donaggio in occasione dei suoi 40 anni di attività con la musica per film (1973 – 2013)
a cura di Andrea Natale in collaborazione con Massimo Privitera
Nonostante il mese di ottobre sia già piuttosto avanzato, a fare da cornice alla nostra trasferta a Venezia c'è una giornata nella quale il sole si stiracchia e riesce ancora a intiepidire l'atmosfera, regalandoci un gradevole viaggio in vaporetto. Arriviamo a Salute dalla Ferrovia per incontrare Pino Donaggio che ci ha dato appuntamento presso il suo studio nel sestiere Dorsoduro, a pochi passi dalla celebre basilica capolavoro del Barocco veneziano.
Buranello di nascita, Pino Donaggio, per i “non addetti ai lavori”, è il celebre cantautore degli anni Sessanta, dieci volte concorrente al Festival di Sanremo tra il 1961 e il 1972, con un terzo posto nel 1963 con “Giovane giovane” e un quarto posto nel 1966 con “Una casa in cima al mondo”, ma soprattutto l'autore (su testo del compianto Vito Pallavicini) di un successo immortale e internazionale quale “Io che non vivo (senza te)” che, con la versione in lingua inglese “You Don't Have To Say You Love Me” realizzata e interpretata dalla cantante Dusty Springfield (che l'ascoltò proprio a Sanremo nel 1965), fece il giro del mondo entrando nelle classifiche degli ascolti di moltissimi Paesi. E tra gli artisti che la vollero interpretare anche il grande Elvis Presley...

Stefano Lentini e Wong Kar Wai: The Grandmaster!
Colonne Sonore ha incontrato il compositore Stefano Lentini (Shooting Silvio, il film per la TV Il sorteggio, il documentario Sfiorando il muro) che ha avuto il privilegio di vedere inserito un suo brano all’interno dell’ultimo film di Wong Kar Wai, The Grandmaster. Lentini ci ha parlato di come è nata questa collaborazione tra un giovane autore italiano di musica applicata e il grande regista hongkonghese di In The Mood for Love e 2046.
Colonne Sonore: Come è avvenuto l'incontro con Wong Kar Wai che lo ha portato a scegliere il tuo brano "Stabat Mater" per il suo ultimo film The Grandmaster?
Stefano Lentini: Questa è la stessa domanda che gli ho fatto dopo la Premiere della Berlinale di quest’anno. E’ stato un incontro fortuito, ha ascoltato il brano su un mio cd ed ha deciso di inserirlo nel film. Non avevo una via privilegiata per arrivare a lui, semplicemente il mio cd si è trovato al posto giusto nel momento giusto, in cima ad una pila di altri dischi.
Il giovane musicista bresciano Francesco Berta ha incontrato il celebre compositore francese Yann Tiersen, poliedrico uomo di musica che si destreggia abilmente tra generi e stili diversi, tra cui anche la musica per film. Il suo nome infatti è indelebilmente associato alla colonna sonora del film Il favoloso mondo di Amèlie (1999) di Jean-Pierre Jeunet.
In questa breve conversazione esclusiva, Tiersen parla dei suoi ultimi lavori extra-cinematografici e del suo essere compositore e musicista a tutto campo.

Bruno Coulais, innovazione e naturalezza nella musica per film: un grande compositore francese al servizio della Settima Arte.
Il Maestro Bruno Coulais è un apprezzato musicista di formazione classica e allo stesso tempo fortemente eclettico, che ha legato il suo nome a numerose colonne sonare composte per film di vario genere e documentari, quali Microcosmos – Il popolo dell’erba (C. Nuridsany e M. Perennou, 1996), Il popolo migratore (J. Perrin, J. Cluzaud, M. Debats, 2001), Oceani (2009), nei quali fonde l’orchestra ai suoni della natura in un amalgama profondamente armonioso. Ama vivere e creare nuove esperienze sia visive che sonore e in questo senso si dichiara portatore di un ecumenismo aperto a ogni suggestione musicale e sperimentale. Con il suo lavoro e i suoi successi porta avanti la grande tradizione francese della musica per il Cinema che ha annoverato autori da George Auric fino a Maurice Jarre. Colpisce la sua non comune capacità di adattarsi con la massima naturalezza all’estetica stilistica di registi fortemente differenti, fra cui figurano Cristophe Barratier, Benoit Jacquot, Eric Valli, Mattieu Kassovitz, Henry Selick, Anne Fontaine e Volker Schloendorff.