13 Mar2014
Scritto da Roberto Pugliese . Pubblicato in Cinema

Alfred Newman
Il diario di Anna Frank (
The diary of Anne Frank, 1959)
Real Gone Music 400130
9 brani – durata: 38’22”

La figura di Alfred Newman (1900 – 1970) si staglia in posizione isolata, nella sua grandezza, tra i grandi compositori hollywoodiani della cosiddetta Età d’Oro. Alla guida per un trentennio, dal ’30 al ’60, del dipartimento musicale della 20th Century Fox, per cui compose la celeberrima fanfara-logo e la cui orchestra plasmò in uno strumento dalle indimenticabili caratteristiche, collezionista di Oscar e di nomination, epicentro di un’autentica dynasty di compositori (Emil, Lionel, Thomas, David e Randy sono solo i più noti), Newman è stato un compositore di immensa levatura lirica, dotato di un pathos emozionale unico, capace di accendere stati d’animo, di descrivere speranze e lutti, di rappresentare trionfi e sconfitte attraverso un’orchestrazione particolarmente densa e profonda (che passava per un inconfondibile trattamento degli archi divisi e non di rado attraverso raccoglimenti cameristici) e una felicità melodica che a tratti ricorda le più alte vette del magistero pucciniano. Era il compositore ideale non solo per “pepla” dalla forte impronta melodrammatica (
La tunica) ma per melodrammi disperati (
L’amore è una cosa meravigliosa), fiammeggianti film d’avventura (
Il capitano di Castiglia), graffianti indagini psicologiche e d’ambiente (
Eva contro Eva), thriller moderni (
Airport) e sontuose ricostruzioni fra storia e romanzo (
Anastasia). L’impegno per
Il diario di Anna Frank, tuttavia, rappresentò per il compositore qualcosa di particolarmente sofferto e sentito.
Leggi tutto
Stampa