16 Ott2020
Scritto da Randolph Carter. Pubblicato in Cinema
Henry Mancini
I girasoli (Sunflower, 1970)
Quartet Records QR413
30 brani – durata: 67’36”

“Prestigiatore della musica” - tale lo definiva Ermanno Comuzio -, “chiamato «Mr. Music» per la facilità delle sue invenzioni melodiche e per la brillantezza delle sue orchestrazioni” (1). Né sapremmo trovare parole più acconce per evocare il fantasma di Enrico (“Henry”) Nicola Mancini, scomparso a settant’anni nel 1994 con alle spalle una carriera da brivido. “Nato a Cleveland (Ohio) il 16 aprile 1924, da genitori italiani. Precocemente portato alla musica, a otto anni suona in pubblico. Studia piano, composizione e direzione d’orchestra [con Castelnuovo Tedesco], poi diventa pianista in orchestre da ballo e viene assunto dal complesso di Glenn Miller come pianista e arrangiatore. Nel 1951 è scritturato dalla Universal-International come compositore e arrangiatore: nei sei anni che rimane con questa Casa, Mancini lavora oscuramente, come membro del music departement, a circa un centinaio di film […]. Nel 1958 lascia l’Universal per diventare un freelance, cioè un musicista libero di lavorare per chi vuole. Il regista Blake Edwards lo scrittura per la serie televisiva Peter Gunn e per altri lavori per la Tv” (2).
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