Reportage del musical Gloria di Umberto Tozzi

Il ritorno del Musicarello a Teatro!
Reportage del musical Gloria di Umberto Tozzi in scena al Teatro degli Arcimboldi dal 23 ottobre al 1° novembre 2026
La trama certamente non è nuova ed è palesemente debitrice, in primis, ai nostri Musicarelli anni Sessanta di enorme successo all’epoca – la nostra risposta nazional-popolare, troppo poco modestamente euforica e ragionata, agli imbattibili musical d’oltreoceano, di cui potete sapere vita, morte, miracoli e passioni nell’accurato libro di Daniele Magni “Cuori Matti - Dizionario dei Musicarelli anni ‘60” (Edizioni Bloodbuster, 2012) – ed in parte al celeberrimo Flashdance, film statunitense del 1983 diretto da Adrian Lyne con Jennifer Beals.
Gloria il musical racconta con poca originalità ma estremo entusiasmo trascinante, divertito e divertente, che lascia sicuramente il buonumore, tra tante risate e qualche commozione (dovuta per lo più ai testi ultra conosciuti delle canzoni) e la pressante voglia (non solo per i Fan della prima ora del cantautore e chitarrista torinese, classe 1952) di andarsi ad ascoltare tutte le hit songs di Umberto Tozzi e cantarle a squarcia gola in versione karaoke (come d’altronde accade spontaneamente durante la visione del musical in oggetto tra gli astanti in platea e galleria), di una giovane ragazza, Gloria per l’appunto: lei vuole sfondare nel campo della musica come cantante, però costretta dal padre ottuso ed egoista e dalla madre succube del marito, ma desiderosa che la figlia segua i suoi sogni artistici più che mai, a dover (pro)seguire la gestione della Fabbrica di scale d’acciaio di famiglia ben avviata da molti anni, così giungendo alla triste decisione di abbandonare i genitori nella speranza di perseguire il successo agognato e diventare una cantante famosa, pertanto andando a lavorare in un locale dove incontrerà alcuni personaggi sui generis e un discografico-cantautore-compositore-editore-produttore; la Love Story scontata è dietro l’angolo e la rivalità con l’invidiosa, perfida e furba cantante di successo, invaghita da sempre del produttore e compositore discografico di cui sopra, sarà inevitabile, specie quando dovranno scontrarsi canoramente in un contest musicale, con una conduttrice dalla verve travolgente che fa simpaticamente il verso alla Milly Carlucci di Ballando con le stelle (e non solo).

Ovviamente il vissero felici e contenti a suon di note Tozziane è più che immaginabile ma alla fin fine quello che conta davvero, e che torno a ribadire lascia stupefatti e soddisfatti piuttosto che rimborsati, è una Mise en scène visivamente sfavillante con effetti di video proiezione grafica scenografici sul palco assai impattanti, energici, esuberanti, scintillanti, dinamici, tipici da grande show di Las Vegas o di Broadway. Forse un po' troppo ingessato e poco in parte risulta essere l’attore/cantante Nick Casciaro (nel ruolo del produttore discografico Marco), di certo surclassato dalla favolosa, vocalmente e interpretativamente, Valeria Mancini (la Gloria protagonista) e dagli eccezionali Gloria Miele (la cattiva Eva, dalla tonalità canora sbalorditiva e ammaliante), gli amabili Elisa Marangon (la vocalist Carla dalla voce squillante) e Fabio Pappacena (il balbuziente e amorevole Pietro), coppia comica eclatante che strappa più di una risata agli spettatori, e da un parterre altrettanto mitico e vitale composto da Toni Fornari (Luca), Emanuela Fresi (Sara), Laura Ruocco (Diomira), contornati dall’ensemble di ballerini e performer professionisti, tutti di alto livello, quali Cristian Cesinaro, Mattia Fazioli, Anthony Finocchiaro, Matteo Germinario, Jasmine Lazzoni, Diletta Manule, Riccardo Paglia, Christian Peroni, Giorgia Riccardi, Francesca Rimoldi, Raffaella Spina e Camilla Tappi.

In testa al reportage faccio menzione ai Musicarelli non a caso, perché, di fatto, questo Musical Gloria non fa altro che cavalcare l’onda delle liriche delle popolari Tozzi’s Songs – spero di citarle tutte: “Tu”, “Stella stai”, “Si può dare di più”, “Donna amante mia”, “Dimmi di no”, “Notte rosa”, “Dimentica, dimentica”, “Gloria” (lecitamente!), etc. etc. etc. (“Ti amo” viene cantata soltanto nei saluti del cast al pubblico sul finire della rappresentazione) – che divengono parte integrante delle sceneggiatura della vicenda, come giustappunto accadeva nei musicarelli e come aveva fatto scuola il capolavoro di Mike Nichols, Il laureato del 1967 con Dustin Hoffman e le canzoni originali o preesistenti di Simon & Garfunkel. Questo metodo permette a Tozzi & Co. di far udire tutti i suoi maggiori successi, far cantare la gente e passare sopra alcune ridicolaggini di trama e di recitazione e godersi balletti brillanti, battute tipicamente di casa nostra e voci strepitose. Il Musical vede oltre le musiche e la direzione musicale dello stesso Umberto Tozzi, il plot scritto e diretto da Andrea Maia, Toni Fornari e co-scritto con Vincenzo Sinopoli e la produzione di GoldenStar AM s.r.l di Andrea Maia, le coreografie di Laura Ruocco e Giulio Benvenuti, le orchestrazioni di Lapo Consortini, la consulenza musicale di Simone Manfredini, l’ideazione scenografia di Marco Pupin, i costumi ed elementi scenici di Ivan Stefanutti, il disegno luci di Luca Maneli e il disegno visivo di Unità C1.

