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16 Ott2020

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Universal Music

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Universal Music

Colonne Sonore questo mese raddoppia la rubrica che vi piace tanto, destinata alle recensioni di partiture o compilazioni di una sola etichetta in particolare, dedita per lo più alle Original Soundtracks. Ogni tanto ne analizziamo le nuove e più o meno recenti pubblicazioni ma che a nostro modesto parere risultano essere raccomandabili per voi frequentatori assidui della nostra rivista, sempre in costante ricerca di ennesime prelibatezze cine-musicali.
La rubrica prende il nome semplicistico ma diretto di ‘Pillole di Note’, ovvero mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che differenziano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile.

E questo mese analizziamo l’etichetta internazionale Universal Music e sue ramificazioni (Walt Disney Records, Decca, Polydor): (https://www.universalmusic.it/popular-music/):

AA.VV.
Disney Goes Classical (2020)
Royal Philharmonic Orchestra – Sally Herbert – Dave Arch
Walt Disney Records/Decca/Universal Music 0724242
15 brani – Durata: 50’56”



Di compilazioni tributanti l’universo disneyano delle colonne sonore che sono entrate (chi più chi meno) nell’immaginario comune ve ne sono  innumerevoli – alcune semplicemente replicanti le score e canzoni originali (mera selezione più o meno raziocinante), altre contenenti cover di indubbio valore sia strumentale che canoro (cito la superba “The Magical Music of Disney” – Erich Kunzel sul podio della Cincinnati Pops Orchestra, Telarc CD-80381, 1995) e altre ancora che lasciano il tempo che trovano, abbastanza dimenticabili, per fortuna – ma da cultore qual sono delle soundtracks della Factory di Walt Disney da molti anni a questa parte, ritengo che questa nuova “Disney Goes Classical” sia una di quelle da possedere inderogabilmente. E vi spiego il perché in poche ma essenziali parole: sensazionali cover ed esecuzioni della maestosa compagine londinese Royal Philharmonic Orchestra diretta da Sally Herbert e Dave Arch a turno, che hanno anche realizzato i meravigliosi arrangiamenti. Questi ultimi, seppur fedeli per buona parte agli originali, posseggono quel guizzo e quel certo ‘non so che’ che costituiscono (cosa per nulla scontata in questi frangenti) il plusvalore dell’intera raccolta, oltre alle performance solistiche – tutte eccellenti ed emotivamente coinvolgenti – di Matteo Bocelli (voce identica al padre Andrea) in “Can You Feel the Love Tonight” da Il re leone, Renée Fleming in “When You Wish Upon a Star” da Pinocchio, The Opera Men in “When She Loved Me” da Toy Story 2 e Christian Li in “Lei It Go” da Frozen. Da citare gli svolazzi sinfonici, veri e propri monumenti alle Musiche Disneyane, di “Go the Distance” (Hercules), “Colors of the Wind” (Pocahontas) e “Reflection” (Mulan). Restano, non citati prima, suite o singoli temi da Mary Poppins, Oceania, Aladdin, La principessa e il ranocchio, Il libro della giungla, La sirenetta, La bella e la bestia e Rapunzel.  

AA.VV.
Alive - My Soundtrack (2020)
David Garrett
Universal Music/Polydor 060250736251
16 brani – Durata: 54’59”



Il quarantenne violinista e compositore tedesco di fama mondiale David Garrett, pseudonimo di David Christian Bongartz, naturalizzato statunitense, realizza questa raccolta perché, come dice Lui stesso nel libretto del CD, “Credo ancora che la musica sia il modo migliore per connettersi”. E quale modo migliore se non scegliendo le colonne sonore della sua vita, rieseguendole con un eccesso di joie de vivre musicale intensamente trascinante e piacevole da ascoltare e riascoltare a cena con gli amici (rispettosi delle regole anticovid, vi raccomando!) o in auto durante un lungo viaggio. Arrangiamenti per band, orchestra e solisti aggiuntivi, ad opera di Garrett, John Haywood e Franck Van der Heijden, iper dinamici e zampillanti originalità, dove il violino di David campeggia tra pianissimi e fortissimi con grande abilità esecutiva, reinterpretando molte canzoni, temi portanti da film, e qualche pezzo classico – quindi sacro e profano… pop e classica – adottato in svariate pellicole, quali “Stayin’ Alive” (d’altronde iniziare siffatto album di nome “Alive” con questo pezzo era quasi d’obbligo!), “What a Wonderful World”, “Happy”, “Paint it Black”, “Beauty and the Beast”, “Hit Road Jack”, “Shallow”, “Enter Sandman”, “Circle of Life/This Land”, “Thriller”, “Let It Go”, “Bella ciao/Forza del destino”, “Confutatis”, “Game Rhapsody”, “Dance of the Knights” e “The 7th – Allegretto”.  



Ludovico Einaudi
Einaudi Undiscovered (2020)
Decca 00028948197491
CD 1: 11 brani – Durata: 49’51”
CD 2: 9 brani – Durata: 45’54”



Una compilazione che custodisce in un doppio album brani inediti, tracce rare e tanti successi ottenuti in oltre 25 anni di onorata carriera per il torinese Ludovico Einaudi, compositore e pianista sessantaquattrenne (da noi intervistato nel 2006: leggi qui). Nel suo carnet alcune colonne sonore per il Cinema e alcune sue composizioni extra cinematiche usate per trailer, quali – presenti in parte anche in questo doppio CD – Fuori dal mondo (Giuseppe Piccioni, 1999), Giorni dispari (Dominick Tambasco, 1998) e Il terzo omicidio (Hirokazu Kore’eda, 2017). Minimalismo, pop, world music, ambient music e classica si amalgamano in un percorso sonoro di Vita e Arte; difatti come asserisce lo stesso Einaudi: “Ogni volta che ascolto i miei album, mi rendo conto che ognuno contiene uno o più momenti salienti che hanno catturato l’attenzione dell’ascoltatore più di altri. A volte, al di là delle mie intenzioni, alcuni pezzi diventano i preferiti di tutti i tempi, mentre il resto vive nell’ombra. Ho selezionato canzoni da diversi album e colonne sonore di film che sono state tenute più nascoste di altre, sperando di rivelare alcuni dei pezzi che considero una parte importante del mio repertorio. Per me è stato bello guardare indietro, rispolverare i miei ricordi, essere sorpreso e in qualche modo riscoprire me stesso, e comporre una nuova collana fatta di pietre del mio passato”. Una prosperità espressiva e una concreta immersione musicale che ad ogni traccia, delle 20 totali, induce ad una magnetica e percettiva trance emotiva che lascia spazio a tante riflessioni, che in un momento storico come quello che stiamo vivendo, alienante, destabilizzante e mortificante, non è da tenere in poca considerazione, anzi! Quando, si dice, il potere curativo della Musica, qualsivoglia essa sia.  

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Daniela Bocconi

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