02 Dic2010
Scritto da Marco Ranaldi. Pubblicato in Interviste
L’incanto e la Passione di un compositore abruzzese: intervista esclusiva a Carlo Crivelli
Carlo Crivelli non è nuovo ad incantare con le sonorità ricercate, l’ascolto, quello profondo e quello conscio. In lui la vena creativa va oltre la semplificazione di ridondanze melodiche e fonda proprio nell’uso attento, quasi analitico delle ragioni armoniche che creano accordi e accordi di tanti tipi. Così è stato anche per La passione il nuovo film di Carlo Mazzacurati, pellicola che non parla all’incontrario ma va a fondo delle cose, scovandole nelle pieghe più remote dell’anima. Crivelli, con la sua musica è riuscito li dove pochi riescono a rievocare il mondo di un passato e di un presente, forse religioso, sicuramente spirituale, come è spirituale il pianoforte che recupera le trame della memoria. La sua bravura arriva li dove inizia il mondo delle comunanze d’atmosfere e la musica può molto. E il tempo non si ferma, non si blocca come a volte si bloccano le vite; in questa partitura c’è tutto quel senso di appartenenza di un iso che è proprio ed è anche collettivo, così come diventa un arcano, punto di riferimento d’un abbraccio della musica che si stringe solo quando c’è la voglia di lasciarsi incantare. Di seguito una lunga intervista traccia un percorso d’appartenenza, utile ad avvicinare anche chi ha poca dimestichezza con la musica applicata.
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