Reportage Festival di Venezia 2010

Reportage Festival di Venezia 2010
“Necessity is the mother of invention”
67ma Mostra Internazionale d'arte cinematografica di Venezia 2010 (1-11 Settembre)
Aria di crisi? Parrebbe proprio di sì. D’altronde era quasi inevitabile che accadesse. Poche star, poco glamour, poche feste… ma Venezia ha risolto l’empasse con intelligenza, proponendo una selezione di film ricca e interessante. L'apertura della sezione principale è stata affidata a Black Swan (Cigno nero) diretto da Darren Aronofsky. La storia è quella di una ballerina classica chiamata a interpretare il ruolo della regina nel Lago dei cigni di Pëtr Il'ič Čajkovskij (1840 - 1893), che cade nel baratro dell’ossessione della perfezione. Un supercast su cui spicca Natalie Portman (che danza davvero). Un tessuto visivo-sonoro disturbante. Una tensione costante. La rilettura del Lago dei Cigni in chiave psyco-horror (e soft porn) da parte di Aronofsky è a dir poco torbida. Dopo The Wrestler (Leone d’Oro a Venezia 2008) Darren Aronofsky continua il suo lavoro sul corpo e sul corpo degli attori impegnati in ruoli che vanno ben oltre la recitazione. "Alcune persone considerano il wrestling come la più bassa delle forme d'arte, mentre altri ritengono che il balletto sia la più alta, ma in realtà hanno qualcosa di molto simile. Mickey Rourke come wrestler viveva delle esperienze assolutamente paragonabili a quelle di Natalie Portman come ballerina", spiega Aronofsky. "Entrambi sono degli artisti che utilizzano i loro corpi per esprimersi, ma sono minacciati dai malanni fisici, perché i loro corpi sono gli unici strumenti che hanno per comunicare. La cosa interessante per me era trovare due storie collegate in quelli che potrebbero sembrare dei mondi distanti".









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